Scuola di Marti verso la chiusura per criteri anti-sisma: riunione con i genitori

Domani mattina, sabato 2 ottobre, alle 10 al campo sportivo Bianchi di via Bulignano a Montopoli è stata indetta una riunione per parlare dei problemi della scuola primaria di Marti. L'annuncio è giunto a tutti i genitori degli alunni ma la 'bomba' è già scoppiata in Consiglio comunale: la scuola dovrà chiudere per un parere negativo sui criteri anti-sisma.

Già nel 2017 c'è stata una chiusura per criticità e i 100 ragazzi erano stati trasferiti a Montopoli. Stavolta il problema rilevato potrebbe essere ancora più grave. L'edilizia scolastica di Montopoli nell'estate appena trascorsa è stata oggetto di alcuni interventi, così come la stessa primaria di Marti (Qui la notizia).

Si attendono comunicazioni ufficiali dal Comune dopo l'esame approfondito da parte della giunta guidata dal sindaco Capecchi e dei tecnici comunali.


I commenti

Firmata l'ordinanza di chiusura, sindaco Capecchi: "L'ultima indagine ha rilevato problematiche"

Ordinata la chiusura del plesso Scolastico di Marti. Lo ha anticipato il sindaco di Montopoli, Giovanni Capecchi giovedì sera durante l’ultimo consiglio comunale. "Negli ultimi anni – ha spiegato Capecchi – stiamo svolgendo le indagini per valutare la vulnerabilità sismica dei nostri plessi scolastici. Un’ultima indagine è stata fatta sul plesso di Marti. La relazione tecnica redatta dalla ditta che ha eseguito i controlli ha rilevato la presenza di alcune problematiche. Problematiche che avranno bisogno di essere risolte con interventi da realizzare senza la presenza degli studenti. Per questo motivo sarà necessario chiudere la scuola e pensare a delle soluzioni alternative".

L’amministrazione comunale, di concerto con l’istituzione scolastica, in queste ore ha individuato delle soluzioni per permettere ai piccoli studenti della scuola di Marti di continuare ad andare a scuola senza interrompere le lezioni. Al fine di presentare le varie opzioni, il sindaco ha convocato i genitori della scuola primaria di Marti domani, sabato due ottobre, al campo sportivo Bianchi di Montopoli. Una riunione per spiegare cosa è successo e come sarà organizzato il servizio scolastico a partire da lunedì. Intanto è stata firmata l’ordinanza di chiusura del plesso, con effetto immediato, a seguito della presa visione della relazione tecnica sull'attività di indagine diagnostica finalizzata alle verifiche sulla vulnerabilità sismica dell’edificio.

Lega Montopoli: "Auspichiamo soluzioni rapide e reali"

Il commento di Silvia Squarcini, capogruppo Lega Montopoli in Consiglio comunale.

"Mettere le scuole e il nostro patrimonio scolastico al primo posto significa mettere al primo posto il futuro dei nostri figli e delle nostre comunità. Proprio per questo motivo avevamo apprezzato anche la fitta e ripetuta presenza di notizie e foto degli amministratori che hanno dominato la scena sulla stampa locale e sui social negli ultimi mesi relativamente ai risultati sulle scuole. Sorprende adesso l’affiorare brutale di una evidente superficialità, non solo e non tanto nella gestione delle cose ma soprattutto nella loro programmazione politica; una totale assenza di capacità programmatoria, un agenda setting praticamente svuotata di paradigma, di contenuti, di priorità di intervento e delle connessioni logiche da cui discernono gli interventi. Azioni slegate fra sé ormai sono la quotidianità di questa amministrazione. Ovvio che in assenza di una programmazione politica strategico-operativa, nonostante le capacità economiche proprie, poi si rincorrano i contributi che arrivano dall’esterno per riuscire a realizzare opere. Sulla questione specifica balza agli occhi la sequenza temporale degli interventi e la scelta malsana di proseguire su un efficientamento energetico di un immobile che adesso, a distanza di poco tempo, risulta addirittura inagibile. Saranno pur state chieste valutazioni o perizie prima di procedere a mettere “in piedi” l’intervento? Saranno pur state fatte in occasione del recente intervento sui solai? Possibile che nulla si intravedesse? Un intervento, quello dell’efficientamento, eseguito peraltro in un momento inopportuno dell’anno scolastico che ha richiesto alle famiglie il sacrificio di “accollarsi” il disagio provocato. Sarà forse la perdita del contributo che ha determinato lo slittamento in avanti delle certificazioni necessarie? Chi decide le priorità? Non ci stupisce che tutto ciò divenga casuale. Non ci stupisce perché se si guardano documenti come quello di unico di programmazione, che dovrebbe rappresentare il vero strumento di indirizzo Politico che detta l’agenda e da cui derivano tutti gli altri strumenti tecnici dal bilancio alle azioni, troviamo un documento vecchio, brutalmente ribaltato dagli anni precedenti in maniera reiterata su cui nessuno evidentemente ha lavorato. E infatti se si guardano i programmi delle azioni, anche quelle future, nulla si intravede rispetto a una pianificazione organica delle valutazioni necessarie su tutti i plessi che già all’inizio del nostro mandato avevamo chiesto e sulle quali eravamo, già nel 2019, stati rassicurati che stavano procedendo velocemente. Non più tardi di ieri poi si viene a sapere che oltre alla scuola di Marti ce n’è un’altra dotata di certificato. Quali sono le priorità? Perché quella, perché è rimasto un caso isolato? Perché non inserito in un percorso che le prevedesse tutte? Sulla base di quali criteri vengono scelte se non le datazioni degli immobili? (cosa che non sembra). Non vorremmo trovare risposta nei numeri del consenso delle passate elezioni ma, come ha avuto modo di asserire il Sindaco anche nel penultimo consiglio, “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”. Non ci si può sentire rispondere che “o si fa una cosa o se ne fa un’altra” come ha affermato l’assessore Varallo nell’ultimo Consiglio Comunale. NO, non è accettabile anteporre un qualsiasi contributo alla garanzia di sicurezza; alla sicurezza dei nostri ragazzi poi. Sarebbe’ un fatto grave, se non ingannevole che, avendo consapevolezza che “qualcosa” mancasse si siano voluti ostentare titoli del tipo “tre scuole più SICURE e funzionali”. Ma a cosa serve? Alle prossime elezioni? Questa in sintesi la nostra amarezza, fermo restando il nostro impegno ad approfondire la questione che porteremo in discussione nelle sedi opportune, siamo consapevoli che seguiranno le ricostruzioni più varie a tutela di un superamento indolore della faccenda ma il nostro obiettivo, per ora, è garantire una informazione corretta alle persone. Perché le persone hanno il diritto di sapere. Ci auspichiamo che si trovino soluzioni rapide ma soprattutto reali, convinti che l’assenza di una certificazione non ne garantisca di per sé la agibilità. Sarebbe sciocco andare alla ricerca di ambienti ancora più datati. Sarebbe una follia chiedere di nuovo ai genitori il sacrificio enorme di una DAD".

Sale (Partito Comunista): "Scelta inqualificabile del sindaco"

"Un scelta inqualificabile quella compiuta dal Sindaco. Nonostante fosse a conoscenza dell'inagibilità dell'edificio, anche se ufficiosamente, ha permesso che stamani si svolgessero le lezioni, mettendo a rischio i bambini, gli insegnanti ed i lavoratori della scuola. Esigiamo immediatamente una spiegazione per questa scelta, a nostro parere gravissima. Il Segretario di Zona del Partito Comunista, Corrado Calafiore, ha già richiesto alla Consulta di Marti di convocare un'assemblea pubblica alla presenza del Sindaco. Esigiamo spiegazioni immediate su quanto accaduto e risposte altrettanto immediate sul futuro. Un altro anno di DAD, dopo due anni di Covid, non è una risposta accettabile. Esprimiamo totale solidarietà alle famiglie di Marti ed ai lavoratori della scuola. Saremo al vostro fianco". Così Francesco Sale, Partito Comunista, ex candidato sindaco.



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