Gkn, incontro al Mise: si apre uno spiraglio per la trattativa

Si è tenuto oggi pomeriggio l’incontro presso il Mise, dopo la sentenza sull'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori, sulla base del ricorso presentato dalla Fiom, che ha riconosciuto il comportamento antisindacale dell’azienda e ha disposto quindi la revoca dei licenziamenti alla GKN di Campi Bisenzio (Firenze).

Alla riunione la viceministra Alessandra Todde, l'azienda in videocollegamento, presenti anche il ministero del Lavoro, i sindacati, il presidente delal regione Toscana Eugenio Giani, i rappresentanti della città metropolitana di Firenze e il sindaco di Campi Bisenzio.

Il presidente Eugenio Giani ha partecipato alla riunione: “Sono contento, si è aperto uno spiraglio concreto per la trattativa – ha dichiarato - non si attiva la procedura di licenziamento; c’è un affievolimento delle procedure per la liquidazione; ci sarà un advisor su commissione dell’azienda che sarà affiancato da Invitalia; c’è l’apertura di un confronto su basi oggettive. E’ un successo del fronte compatto che si è creato in questi mesi tra istituzioni e parti sociali e che, grazie alla regia del Mise, esce dalla logica del muro contro muro e pone le basi per una concertazione”.

La CGIL: "Ritirare messa in liquidazione"

Come Fiom-Cgil abbiamo chiesto fin da subito all'azienda di non riaprire la procedura licenziamento e di ritirare la messa in liquidazione per consentire una ripresa del confronto libero tra le parti. Dopo una lunga discussione abbiamo ottenuto che il Mise si è fatto garante per l’azienda della non riapertura della procedura di licenziamento e dell’avvio di un confronto. Verificheremo nelle prossime settimane se alle parole spese dall’azienda seguiranno i fatti. Nel merito la Fiom-Cgil ha chiesto al Mise che alla nomina di un advisor dell’azienda sia affiancato Invitalia da parte del Mise per garantire la continuità industriale e occupazionale dello stabilimento anche attraverso la partecipazione statale.

Per la Fiom-Cgil l’obiettivo della trattativa resta la continuità produttiva ed occupazionale dello stabilimento di Campi Bisenzio ed occorre disporre di tutto il tempo utile alla gestione della vertenza. Rimane da parte nostra, la richiesta di ritiro della messa in liquidazione dell’azienda perché riteniamo un’anomalia il confronto con un liquidatore al posto di un Amministratore Delegato. La straordinaria mobilitazione dei lavoratori e l’azione sindacale della Fiom dopo il ricorso vinto in Tribunale, hanno fatto sì che oggi si ottenesse un risultato. Il governo deve agire con urgenza. È necessario un provvedimento straordinario per fermare i licenziamenti e le riallocazioni produttive di GKN, Timken e Ginetti Ruote per la continuità occupazionale nella transizione industriale. Chiediamo al governo l’apertura di un confronto e rapido sul decreto anti delocalizzazioni perché rischiamo di non aver più tempo. Il Mise con il Ministero del Lavoro hanno svolto un ruolo di mediazione con la partecipazione delle istituzioni regionali e locali: il tavolo si è concluso con la richiesta di verbalizzare le posizioni e con l'impegno dei Ministeri competenti a incontri tecnici finalizzati alla salvaguardia dell’attività e di tutti i posti di lavoro. La Fiom-Cgil continuerà a sostenere le iniziative sindacali e di mobilitazione condivise con le lavoratrici ed i lavoratori per sostenere l’apertura di una vera trattativa in una vertenza difficile e fondamentale per il Paese”.

Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive, Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze e Prato e Silvia Spera, Area Politiche Industriali per la Cgil nazionale

Sinistra Civica Ecologista: «Da Roma una buona notizia"

«Il fatto che la procedura di licenziamento collettivo non sia più all'ordine del giorno è una buona notizia. Se il percorso annunciato dalla vice ministra Alessandra Todde sarà rispettato dall'azienda, potremmo essere a una svolta significativa nella vicenda che riguarda la GKN di Campi Bisenzio. Ora ci sono le condizioni per aprire una trattativa con la proprietà nel rispetto delle leggi e delle regole. Il risultato di oggi è indubbiamente merito delle lavoratrici e dei lavoratori, dei sindacati e dei cittadini che in queste settimane sono scesi in piazza a difesa del lavoro e della dignità delle persone. Ma anche delle istituzioni locali e regionali che hanno lavorato perché si arrivasse a questo risultato e delle forze progressiste che hanno esercitato una pressione costante sul governo. Ora la mobilitazione deve continuare, vigilando passo dopo passo sull'andamento della trattativa».

 



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