Restauro a cielo aperto del David di piazzale Michelangelo

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Prosegue il restauro del monumento a Michelangelo, da “guardiano” del panorama cittadino a elemento centrale di un restauro-spettacolo, fruibile da studiosi e visitatori. Il monumento, composto dalla copia in bronzo del David, dalle quattro copie bronzee delle Allegorie delle Cappelle medicee in San Lorenzo e da un basamento in marmo, è uno dei simboli della città nel mondo, posto sulla terrazza panoramica del Poggi a Piazzale Michelangelo.

Quella del David di piazzale Michelangelo è la prima opera di un intenso programma di restauro delle opere artistiche fiorentine, voluto e commissionato dal Comune di Firenze, che include anche i gruppi scultorei di piazza della Signoria, ovvero la statua equestre di Cosimo I de’ Medici del Giambologna in Piazza della Signoria, Ercole e Caco di Baccio Bandinelli e la copia del David di Michelangelo poste all’ingresso di Palazzo Vecchio, la copia di Giuditta e Oloferne sul l’Arengario di Palazzo Vecchio.

Il restauro è stato possibile grazie all’accordo tra il Comune di Firenze e la maison fiorentina Salvatore Ferragamo S.p.A. che, tramite Art Bonus, ha elargito ancora una volta un’erogazione liberale destinandola alla conservazione del patrimonio artistico italiano.

La partnership si è concretizzata grazie al progetto di restauro redatto in tempi brevissimi dal Servizio Belle Arti della Direzione Servizi tecnici di Palazzo Vecchio, mediante il quale è stato possibile rinnovare il rapporto con uno dei più importanti erogatori cittadini. In questo caso la proposta è stata formulata pensando ad una importante azione conservativa sul principale museo a cielo aperto fiorentino, la piazza civica, estesa alla terrazza poggiana che celebra l’immagine della città.

È previsto entro fine 2021 il termine dell’importante lavoro di riqualificazione e pulitura del gruppo scultoreo, progettato e diretto dal Comune di Firenze ed eseguito curato da Cooperativa Archeologia, primo intervento scientifico sul monumento.

Si tratta infatti del primo restauro metodologicamente corretto da quando l’opera è stata eseguita. A tal riguardo sono state eseguite indagini endoscopiche per esaminare l’integrità della statua all’interno ed inoltre indagini diagnostiche con il supporto del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), per verificare , la composizione della lega in bronzo e il livello di ossidazione derivato da agenti atmosferici e inquinanti.

Il lavoro riporterà il David e il basamento a un aspetto più vicino a quello originale, alterando lievemente la percezione visiva che abbiamo acquisito ormai da decenni: la colorazione verde chiaro del David cederà il posto a una verde più scura. L’opera di grande pulitura dell’intero gruppo scultoreo ha permesso l’eliminazione dei fenomeni di ossidazione, mentre l’applicazione di un film protettivo con un delicato intervento a pennello garantirà l’integrità delle superfici nei prossimi anni.

L’importante lavoro di restauro sarà corredato in chiusura da un “piano della manutenzione”, ovvero un dettagliato elenco di interventi programmati nel corso degli anni a venire, per garantire longevità all’opera e all’intervento conservativo che è in fase di completamento.

Come ormai sperimentato in altri grandi cantieri di restauro dell’amministrazione fiorentina (dalla Fontana dell’Ammannati alla Sala degli Elementi a Palazzo Vecchio), la procedura di gara è stata orientata all’acquisizione di proposte migliorative per la logistica di cantiere, finalizzate a garantire la percezione e la fruizione delle opere oggetto di restauro, con l’intenzione di garantire la conservazione del patrimonio con il minimo impatto alla fruizione pubblica dello stesso. In quest’ambito la ditta affidataria, Cooperativa Archeologia, ha proposto un progetto denominato “Cantiere come evento”: un cantiere che diventa esso stesso scenografia, per celebrare la restaurazione di icone dell’immaginario collettivo, garantendo la visibilità del monumento per turisti e cittadini in visita a piazzale Michelangelo, che hanno l’opportunità di ammirare i restauratori all’opera e godere delle recinzioni “parlanti” con informazioni, foto e grafiche esplicative di grande impatto e utilità.

A gennaio 2022, in concomitanza con lo smontaggio del cantiere e dei ponteggi del gruppo scultoreo del David di piazzale Michelangelo, i lavori proseguiranno sui i gruppi scultorei di piazza della Signoria, dove sono già in corso le operazioni preliminari per l’accantieramento con un progetto che favorirà ulteriormente il turismo esperienziale, con un contatto più diretto con il pubblico.

Superate le restrizioni imposte dalla fase pandemica critica, qui i cantieri saranno di tipo interattivo, e coinvolgeranno il fruitore in un’esperienza di visita alternativa e altamente didattica: accessibili con percorsi interni, avranno rampe per favorire una visione diretta e privilegiata del monumento, eliminando le barriere architettoniche.

Restauro del David di piazzale Michelangelo, i commenti

“Il David bronzeo di piazzale Michelangelo è uno dei simboli di Firenze e vigila dall’alto sull’intera città - commenta il sindaco e assessore alla cultura Dario Nardella -. Questo restauro consente un’importantissima valorizzazione del bene, così esposto agli agenti atmosferici, ed è un segnale forte di ripartenza e di speranza dopo la pandemia. Ringraziamo ancora una volta la maison Salvatore Ferragamo S.p.A. che grazie allo strumento dell’Art Bonus continua a dimostrare il suo amore per la città e i suoi monumenti. Non vediamo l’ora di poter ammirare questo David completamente rinnovato nella sua ritrovata bellezza”.“Ringraziamo la maison Salvatore Ferragamo S.p.A. che con lo strumento dell’Art Bonus ci accompagna ancora una volta dopo il prezioso restauro della fontana dell’Ammannati in piazza della Signoria - continuano: con questo nuovo progetto vedremo alcune delle nostre sculture più famose completamente rimesse a nuovo in un contesto che speriamo sia davvero di attesa e completa rinascita”.

“Siamo orgogliosi di celebrare assieme a tutti i fiorentini l’inizio dei lavori di restauro delle statue di piazza della Signoria e della copia del David al Piazzale Michelangelo. Firenze ha un patrimonio artistico culturale di inestimabile valore e crediamo fermamente che la sua salvaguardia sia una priorità e un dovere per tutti noi. - dichiara Leonardo Ferragamo, Presidente di Salvatore Ferragamo S.p.A. - È proprio questo grande patrimonio, che le generazioni passate ci hanno trasmesso, che deve essere la forza e l’ispirazione per continuare ad esprimere quel sano orgoglio e quell’eccezionale maestria che sono insite nella nostra cultura. È questo che deve, inoltre, permetterci di guardare costantemente al futuro, esprimendo la nostra straordinaria capacità nell’essere continuativamente un punto di riferimento nel mondo. Firenze fu scelta dal fondatore della nostra azienda proprio perché invaghito da questi valori. Esiste in noi in azienda, come in moltissimi fiorentini, un forte attaccamento alla città e la convinzione di poter raggiungere obiettivi ancor più ampi, esprimendo il meglio di noi stessi, proprio perché forti di queste straordinarie tradizioni”.

“Proprio nell’anno in cui la nostra azienda taglia il traguardo dei 40 anni di lavoro nel campo dei beni culturali - afferma Susanna Bianchi, presidente del consiglio di sorveglianza di Cooperativa Archeologia - il restauro dei gruppi statuari di Piazzale Michelangelo e Piazza della Signoria rappresenta la ‘summa’ del nostro impegno e della nostra esperienza in un settore prettamente specialistico. L’organizzazione del cantiere curata dall’impresa affidataria e dagli uffici tecnici dell’amministrazione permetterà di non nascondere le opere alla vista per alcuni mesi, come di solito avviene per tali attività, ma anzi di enfatizzarle con installazioni studiate ed espressamente dedicate e di offrire ai cittadini fiorentini e ai turisti in visita a Firenze lo ‘spettacolo' del nostro intervento, contribuendo così ad esaltare non solo il nostro straordinario patrimonio culturale, ma anche le nostre eccellenze professionali.”

Restauro del David di piazzale Michelangelo, intervento come museo diffuso

La filosofia di intervento è quella del ‘museo diffuso’: una forma di museo che esce da un luogo chiuso e si riappropria del territorio, con il quale instaura un legame. L’idea proposta per l’allestimento del cantiere è stata mutuata dal mondo dello spettacolo: le sculture diventano protagoniste, circondate da strutture di servizio che non ostacolano il godimento dello spettacolo, ovvero l’intervento di restauro stesso, da parte del pubblico, i cittadini e turisti.

Le attrezzature studiate per circondare i gruppi statuari sono infatti caratterizzate dalla modularità e versatilità dei suoi componenti. La configurazione minimale del ponteggio ha reso possibile la visione totale del David, pur garantendo ai restauratori la totale sicurezza. La recinzione del cantiere è stata realizzata con il fondamentale supporto dell’Ufficio comunicazione di Palazzo Vecchio una pannellatura didattica, in cui il pubblico trova le informazioni essenziali per una fruizione completa dell’opera oggetto di restauro: dalla sua storia e significato, fino alla descrizione dell’intervento in corso. Per completare la spettacolarità del cantiere, i tralicci portano degli apparecchi dedicati all’illuminazione artistica appositamente studiata durante le ore notturne: l’utilizzo della tecnologia RGB, in grado di modulare il colore a seconda degli eventi, garantisce un vero “spettacolo” di luci.

Per tutto il periodo di lavoro, le webcam collegate al sito internet dedicato (www.restaurandofirenze.com), hanno reso possibile l’osservazione a distanza delle attività dei restauratori all’opera.

Anche la sostenibilità ambientale, in accordo con le linee guida del Comune di Firenze già garante di un intenso programma sulla transizione ecologica, è stato un aspetto cruciale sia per le risorse naturali che per il contesto specifico in cui si opera. In un ambito estremamente sensibile, Cooperativa Archeologia ha garantito infatti tutti gli accorgimenti e la presenza di un “circular manager”, nuova figura nel panorama del restauro, per incrementare la sostenibilità ambientale delle aree di cantiere con particolare riferimento alla raccolta e allo smaltimento dei liquidi (acque di lavaggio dei bronzi) e dei solidi (pasta di cellulosa o arbocell).

Fonte: Comune di Firenze - Ufficio stampa



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