Stefano Forgione, bomber di razza: la scomparsa a soli 42 anni

stefano forgione
Stefano Forgione nella sua divisa del Balconevisi

Lo ricordano come un bomber di razza e come un grande compagno di squadra. Stefano Forgione, 42 anni, se n'è andato per un malore e in tanti lo stanno ricordando quest'oggi.

Secondo quanto appreso, non si terranno cerimonie funebri. La salma è esposta alla cappella di San Romano fino a oggi, martedì 14 dicembre.

Residente a San Romano di Montopoli, la sua vita è stata scandita anche dai campionati di calcio Uisp a cui ha partecipato con grande impegno e personalità.

Ex Molinese, il numero 9 è entrato in pianta stabile all'Us Balconevisi, la squadra di calcio dell'omonima frazione di San Miniato. Tanti anni sui campi, tra cui la storica stagione 2000/2001 in seconda divisione. I rossoblù in quel frangente si aggiudicarono 36 dei 40 punti a disposizione e Stefano Forgione si laureò capocannoniere dei campionati UISP con ben 26 gol su 20 partite.

Così commenta il team della località collinare: "Ieri ci ha lasciato Stefano, un grande amico. Un nostro compagno di squadra con il quale abbiamo condiviso tanti anni sui campi. Ha lasciato una traccia indelebile nella storia dell'US Balconevisi con i suoi gol spettacolari, ma soprattutto con la sua allegria e la sua passione. Ciao Stefano, sarai sempre parte della nostra grande famiglia".

Con dettagli carichi di affetto lo descrive un suo amico su Facebook, Marco Nacci: "Gli allenamenti a Corazzano, le cene al Ristorante “Genovini”, la tua velocità sul campo da gioco, la tua tenerezza sfrontata, la tua cazzonaggine imprescindibile, il coro 'Che ce frega de Forgione, noi c’avemo Trotta-Gol!' per prenderti in giro, i tuoi capelloni (per cui avevi una cura - oserei dire - quasi femminile, perlomeno una quindicina di anni fa, nel fare la doccia), la tua risata vibrante, la capacità di correre così dinoccolato e forte nell’allungo, l’articolo che una volta un giornale locale ti dedicò intitolato “Forgione, il bomber che si diverte” per cui un po’ tutti ti sfottemmo a causa di quanto risultasse retorico e pompato (per quanto veritiero), la tua progressione importante, l'ironia, l'autoironia, il tuo atavico fiuto del gol [...] Ok, tutto vero, ma rammento pure che una volta si parlò addirittura di Dostoevskij, prima di una partita del Balconevisi a La Serra, e della tua passione per la poesia e per la letteratura... Avevi molte facce, insomma, e poche maschere".



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