Dieci libri per finire in bellezza il 2021 (e iniziare bene il 2022)

Non sapete cosa regalare per Natale? Non sapete cosa leggere durante le Feste? Avete voglia di un romanzo o un saggio o un qualsiasi volume per alienarvi dalla routine natalizia? Eccoci qua. Vi viene incontro la redazione di gonews.it - ovvero il direttore Elia Billero, oltre a Margherita Cecchin, Gianmarco Lotti, Giovanni Gaeta e Giovanni Mennillo.

Per finire l'anno in bellezza ecco dieci consigli di lettura, dieci titoli di cui nel 2021 in redazione si è parlato abbastanza tra una notizia e l'altra.

Mercanti di verità - Jill Abramson

Leggo questo libro perché immerso per lavoro e per interesse nel mondo dei media. È incredibile però il lavoro di Abramson nell'aver ricostruito quello che per chi opera e fruisce dei social media è ormai sotto gli occhi di tutti. I video virali, i post su Facebook che seguono gli interessi di ogni utente, le notizie commisurate sull'utente medio. E in più tenta di spiegare una piega della storia fondamentale nel mondo dei media: come i grandi giornali hanno svoltato pagina mantenendo l'affidabilità anche nel mondo del digitale, lasciando gradualmente la carta. Il tomo è un mattone per consistenza di argomenti e di storie, parlando di 4 soggetti emblematici: il New York Times, il Washington Post, BuzzFeed e Vice. Le loro storie si riflettono anche nei media di oggi, anche in Italia, anche in Toscana. (Elia Billero)

Randagi - Marco Amerighi

A metà tra commedia e romanzo naturalista, 'Randagi' è uno dei casi editoriali dell'anno. Lo scrittore pisano Marco Amerighi ha dipinto nel migliore dei modi una generazione, quella degli Erasmus e della precarietà lavorativa, una generazione di randagi, appunto. Il protagonista, Pietro, è un giovane apparentemente senza qualità che incrocia la propria strada con altri due personaggi sgangherati e emozionanti, Laurent e Dora. L'incontro tra queste tra anime 'sperdute' è una sorta di scintilla per Pietro. Tra Pisa e Madrid, infarcito di toscanismi e digressioni, scritto con uno stile che ricorda quello di Sandro Veronesi, 'Randagi' è un romanzo affabulatore da cui è molto difficile staccarsi. Come per ogni gran bel romanzo lo spettro delle emozioni è vastissimo: si ride, si piange, ci si arrabbia, ci si riconosce nel/la protagonista e via discorrendo. Regalarlo per Natale significa fare bella figura. (Gianmarco Lotti)

Storie di Natale - Autori vari

Qualche anno fa mi ritrovai questo libro per caso tra le mani, a casa di parenti: 'Storie di Natale'. Dal titolo sembrava uno di quei testi che solitamente ignoro, un oggetto di arredo da tenere in salotto più che un testo di narrativa. Con la coda degli occhi riuscii però a leggere i nomi di grandi giallisti: Manzini, Recami, Andrea Camilleri. Approfondii e rimasi incuriosito (non fosse stato sufficiente la caratura degli scrittori), dalla casa editrice, Sellerio, che pubblica proprio Camilleri ed è nota per il genere giallo. Iniziai a sfogliare il libro e capiì che la prima impressione spesso inganna: grandi scrittori si sono svestiti del giallo per mettersi alla prova con il tema del Natale, declinato secondo gusti e sensibilità diverse, ma attraverso la penna di grandi scrittori. Ne nasce un libro piacevole, variegato, un esercizio letterario che ripropone un Natale visto da punti di vista inusuali: dall'affresco della Sicilia di Camilleri al racconto morale di Calaciura, dalla storia di un detenuto di Stassi a quella più 'sociale' di un poveraccio vittima di ingiustizie di Manzini, dalla avventura 'onirica' di Cataluccio al natale in casuale compagnia di una fanatica religiosa di Giménez-Bartlett, fino all'ironico e assurdo pranzo in un autogrill isolato di Recami. Storie di Natale è proprio l'opposto del suo titolo, non ha niente a che vedere con il classico raccontino del natale: sono spaccati di vita e riflessioni sulla vita, dove il Natale diventa semplicemente una intrigante occasione letteraria. (Giovanni Mennillo)

Il calcio alla sbarra - Oliviero Beha e Andrea Di Caro

Il calcio è lo sport più bello del mondo, almeno così dicono. Di sicuro è lo sport più seguito nel mondo e altrettanto certamente è il “gioco” più amato del Belpaese. Pallone e casacca (della propria squadra del cuore, ovviamente) rappresentano oggetti di culto per tantissimi italiani. Questa religione “rotolante” non è fatta solo di santi-campioni e allenatori-messia, ma anche – e a volte soprattutto – di anime nere e poveri diavoli. In mezzo tanti uomini normali che spesso sono finiti in balia di giochi e affari più grandi di loro. “Il calcio alla sbarra” di Oliviero Beha e Andrea Di Caro (BUR Biblioteca Universitaria Rizzoli, 2011) è un’inchiesta trentennale sul calcio italiano e mondiale, decostruisce lo spettacolo e ne mette sotto i riflettori la parte oscura: scommesse e partite vendute, pillole magiche e caffè corretti, squadre lasciate morire e altre salvate per timore della Piazza. In tutto questo non poteva mancare la Fiorentina degli Anni 70, falcidiata da malattie terribili e morti sofferte che scorrendo le pagine di questo libro appaiono sempre meno “sospette”. (Giovanni Gaeta)

Un piccolo eroe - Fedor Dostoevskij

Mettere sotto l'albero Fedor Dostoevskij può far tremare anche il lettore più accanito. Tra la leggerezza dell'atmosfera natalizia e il grande romanziere russo c'è un baratro dell'anima profondo migliaia di pagine. Tra la sua vasta produzione ci sono però dei piccoli gioielli narrativi come 'Un Piccolo Eroe', scritto nel 1849, nei giorni bui della sua prigionia. In molti non lo conosceranno. Si tratta di un racconto di 70 pagine circa in cui si racconta l'amore impossibile di un bambino per una giovane donna, in una Russia ammaliante e coinvolgente. Certo non è solo una storia d'amore, ma uno scandaglio della psicologia umana, una riflessione sull'infanzia e tanto altro; non poteva essere altrimenti. Eppure lo stile è scorrevole, i temi emergono con delicatezza e lo scrittore sembra concedersi una pausa dalle forme gravose del 'classico' romanzo doestoevskiano. Un buon modo di approcciarsi ad uno dei più grandi narratori mai esistiti, un modo per apprezzarlo nella sua genuinità. Che sia Natale o Ferragosto si resta sempre affascinati dagli sfaccettati profili psicologici, dai contesti, dalle occasioni e dagli stimoli di quelli che sono di fatto dei affreschi dell'umano. (Giovanni Mennillo)

Il mucchio selvaggio - Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini

Che tipo era Simona Ventura all’inizio dell’evoluzione professionale che l’ha portata sull’Olimpo dello show business italiano? Vi immaginate un Mentana giornalista-conduttore alle prime armi, lontano anni luce dalle moderne “blastate” e maratone no stop? Sandro Piccini, vate delle telecronache calcistiche, come è entrato nel mondo dei media e quali sono state le sue avventure prima che conquistasse il (Contro)campo a colpi di “Sciabolate morbide”? Queste e altre epopee sono narrate in “Il mucchio selvaggio. La strabiliante, epica, inverosimile ma vera storia della televisione locale in Italia” di Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini (Mondadori, 2006). Il libro ripercorre la storia della Tv locale dagli Anni 70 attraverso le vicende dei suoi protagonisti: da quelli che ce l’hanno fatta a quelli più sgangherati, spesso non poi così dissimili. In un tempo in cui per emergere non c’erano talent show ma tanta gavetta e per fare televisione bastava inventiva, coraggio e una buona dose di faccia tosta. Tutte qualità incarnate e declinate in salsa fiorentina nel “Notiziario dei becchi” trasmesso da Tele Libera Firenze. (Giovanni Gaeta)

L’amica geniale - Elena Ferrante

Cosa c’è di meglio per le feste, e dunque nei momenti di relativa pausa dagli impegni quotidiani, se non iniziare una serie? In questo caso è la serie di romanzi de “L’amica geniale”, quattro volumi a firma dell’autrice Elena Ferrante: 'L’amica geniale', 'Storia del nuovo cognome', 'Storia di chi fugge e di chi resta', 'Storia della bambina perduta'. È il racconto del legame tra Elena e Raffaella, o meglio Lenuccia e Lila, le due protagoniste. Un legame tanto solido quanto fragile, un amore odio lungo dall’infanzia all’età adulta. Nello scenario dei pericoli tra i rioni napoletani, fino alle violenze degli anni di piombo, le due amiche crescono tra studio, amori, ribellioni e competizione. Quest’ultima è una chiave ricorrente tra le pagine dei romanzi, con la narrazione di Lenuccia, che non sbiadisce neppure con l’età. D’altronde non è novità che il rapporto tra donne sia spesso fomentato dalla gelosia, seppur in presenza di un vero affetto. Un successo mondiale, seguito anche dalla serie tv, che vale il tempo speso nella lettura. Pagina dopo pagina, libro dopo libro, sembra di assistere alle avventure, e disavventure, di Elena e Lila. Con questi libri si crea il legame lettore personaggi e calarsi nel rione, provare i sentimenti dei protagonisti, tra amori sbagliati e voglia di fuggire, sarà naturale. (Margherita Cecchin)

C'era una volta a Hollywood - Quentin Tarantino

Un regista che si mette a scrivere libri non è una novità (Elia Kazan ci era passato anni prima con 'Il compromesso'), ma Tarantino ha un mondo dentro per ogni sua creazione. Il fatto che il film sia così accurato nei dettagli permette di arrivare alla lettura del libro sapendo già molto. Eppure la storia narrata non è la stessa, ci sono dettagli che in video non avrebbero reso oppure che non sono stati volutamente approfonditi. Con questo libro il premio Oscar di Knoxville si concede delle licenze letterarie che addirittura lo fanno figurare nel romanzo (come? lo scoprirete leggendo). Tutti i nomi di attori, comparse, registi, commediografi, programmi radio e tv, luoghi arricchiscono l'atmosfera. Se poi si ha pazienza googlando c'è modo di entrare ancora di più nella Hollywood del 1969, tra Sharon Tate, Roman Polanski e tanti altri. Libro da leggere per i cinefili e non solo. (Elia Billero)

Un altro giro di giostra - Tiziano Terzani

Ritrovarsi di fronte al rischio di morire ma sentirsi alla fine in armonia con l’universo, con la natura. Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, racconta in 'Un altro giro di giostra' il proprio modo di reagire alla malattia, dalla scoperta alla consapevolezza. Il romanzo non solo si sofferma sugli aspetti dell’affrontare una grave patologia come il cancro, ma anche su come le difficoltà possano portare ad una riscoperta di noi stessi, all’essenza delle cose. Terzani narra come se fosse una cronaca quel viaggio diverso da tutti gli altri, che lo ha portato dall’America al suo amato Oriente e il lettore lo segue, fino all’Himalaya. Un lungo peregrinare in cerca di cure, dalla medicina classica all’alternativa, che si trasforma alla fine in viaggio interiore. Un percorso valido per ogni momento duro, che vede la cura nel cambiare punto di vista, rivoluzionarsi nel profondo. Ognuno è portato a riflettere su ciò che non va ma nonostante il dolore, può ricordarsi della bellezza che comunque lo circonda. Terzani, fiorentino di nascita, dopo il rientro dall’India si ritirò sulla montagna pistoiese ad Orsigna, dove morì nel 2004, stesso anno di pubblicazione di 'Un altro giro di giostra'. “Un viaggio involontario, non previsto, per il quale non avevo carte geografiche, per il quale non mi ero in alcun modo preparato, ma che di tutti i viaggi fatti fino ad allora era il più impegnativo, il più intenso”. (Margherita Cecchin)

Maledetta sfortuna - Carlotta Vagnoli

La violenza di genere è un tema di cui tante persone parlano, ma sono in poche a conoscerne veramente il significato. In un momento in cui si cerca di far passare una pacca sul sedere come un gesto goliardico e non come una vera e propria molestia, bisogna incominciare sia a capire dove abbiamo sbagliato sia a comunicare con nuovi linguaggi. Per questo un libro come 'Maledetta sfortuna' è una boccata d'aria fresca. Lo ha scritto Carlotta Vagnoli, attivista e scrittrice originaria di Firenze e molto seguita su Instagram, dove tra post e storie è una delle più attive nel contrasto alla violenza di genere. Definirlo prontuario sarebbe riduttivo, ma è comunque un volume utile per riconoscere e rifiutare la violenza di genere, come recita il sottotitolo. Senza scadere in banalità, c'è da ammettere che un saggio del genere è più che necessario visti i tempi che stiamo vivendo. (Gianmarco Lotti)

La redazione di gonews.it



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