
Le reazioni del mondo della politica per quanto sta avvenendo a Capannori
Arborea ha deciso di chiudere Latte San Ginese, licenziando tutti e ventisei i dipendenti dell'azienda nel sito di Capannori. Il gruppo sardo, che ha preso lo storico marchio toscano nel 2018, ha spiegato in una nota che la chiusura è conseguenza di una situazione di mercato negativa e anche dell'insufficiente conferimento di latte toscano a supporto dei produttori locali, specialmente in Garfagnana. La pandemia e il calo dei consumi hanno peggiorato la situazione. La chiusura di Latte San Ginese ha causato sconcerto a Capannori e dintorni.
Menesini: "Atteggiamento di Arborea inaccettabile"
Il sindaco Luca Menesini ha chiesto questa mattina l'immediata convocazione del Tavolo Regionale di crisi per affrontare con urgenza la delicata questione occupazionale attivata dalla procedura di licenziamento collettivo per cessazione di attività avviata dalla cooperativa Arborea nei giorni scorsi.
L'azienda, che nel 2018 è subentrata al fallimento della società cooperativa Caplac, e che si era presentata sul territorio per rilanciare lo stabilimento e lo storico marchio San Ginese, ha comunicato ai lavoratori e ai sindacati di voler interrompere il progetto.
"L'atteggiamento di Arborea 3A è inaccettabile nei tempi e nei modi senza che vi sia stato un percorso preventivo per la tutela del lavoro e della produzione - dichiara il sindaco Luca Menesini –. L'azienda è stata accolta nel nostro territorio per il suo progetto di investimento e sviluppo finalizzato al mantenimento del sito produttivo, dell'occupazione, della filiera del latte e dello storico marchio San Ginese. L'abbandono repentino del progetto e la conseguente scelta di chiusura dello stabilimento pone un grave problema per il lavoro di 26 addetti e le loro famiglie, che non può essere accettato. Per questo ho chiesto alla Regione di attivare con urgenza il tavolo di crisi per espletare tutte le possibili azioni per scongiurare questo percorso”.
"Avevamo già espresso le nostre preoccupazioni e riserve - aggiunge Menesini - nel 2020 quando fu scelto di cessare l'approvvigionamento dai produttori locali, e in questi anni, insieme alle categorie, abbiamo seguito la vicenda degli allevatori che hanno nel frattempo individuato nuove soluzioni. Ma in quell'occasione fu salvaguardata sia la produzione che il lavoro. Occorre lavorare in questa direzione individuando tutti gli strumenti per consentire il mantenimento di questa unità produttiva. Chiediamo all'azienda di sedersi al tavolo regionale con disponibilità per collaborare all'individuazione di soluzioni che diano continuità a produzione e lavoro. Noi siamo dalla parte dei lavoratori e delle loro famiglie".
Fantozzi (FdI): "Tutelare lavoro e marchio storico"
“Dobbiamo tutelare lavoro e marchio storico. Lo stabilimento della San Ginese dà lavoro a 26 dipendenti, dietro ai quali ci sono 26 famiglie, e ha sempre costituito un’eccellenza per Capannori ed il Compitese. Con una lettera datata 31 gennaio la proprietà ha messo al corrente i dipendenti dei licenziamenti parlando di situazione complessa, tra le cause viene additato l’insufficiente conferimento di latte toscano. Chiederò una convocazione urgente della Commissione regionale Sviluppo economico, dove invitare amministratori locali e rappresentanti sindacali. Non si può parlare di ripresa economica se poi si licenziano i lavoratori. Intanto vanno messi in campo tutti gli ammortizzatori sociali possibili per i lavoratori, che hanno bollette e mutui da pagare” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, vicepresidente della Commissione Sviluppo economico.
“Una doccia freddissima per tutto il territorio, è a rischio un altro pezzo di storia della nostra Lucchesia. Siamo al fianco dei lavoratori che hanno proclamato lo stato di agitazione e faremo tutto il possibile per aiutarli. Vogliamo organizzare un incontro con i lavoratori, sindacati e associazioni di categoria, e chiediamo che siano lasciate le porte aperte al dialogo. Soprattutto, vengano subito messi in campo sostegni per i 26 dipendenti, sono persone, non numeri e semplice business. Senza lavoro non c’è ripartenza e futuro” mandano a dire il consigliere provinciale e capogruppo in consiglio comunale a Capannori, Matteo Petrini, ed il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, Paolo Ricci.
Baccini (IV) e Colucci (Riformisti): "No alla chiusura"
"Le lettere di licenziamento collettivo arrivate ai 26 dipendenti dell’Arborea, che nel 2018 ha rilevato la storica azienda produttrice di latte fresco San Ginese, nel comune di Capannori,” per cessazione attività”, costituiscono un fatto grave di per se e per l’economia della nostra zona.
Si ha il sospetto di una acquisizione fatta per cancellare un valido concorrente dal mercato e subentrare nella rete commerciale dell’azienda lucchese per assorbirne il mercato.
Italia Viva invita la Provincia e il Comune di Capannori ad attivarsi per mettere in campo tutte le iniziative possibili per respingere questa chiusura di attività e il licenziamento dei 26 dipendenti, coinvolgendo anche la Regione Toscana.
Questa chiusura dell’azienda lucchese per i modi e per i tempi non è accettabile".
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