
Il ciclismo in Toscana è uno sport molto praticato, che vanta una tradizione vera e propria, animata da appassionati di ogni età e portata in alto da grandi nomi. Solo per citarne uno nella lunga lista c'è Gino Bartali. E proprio dalla Regione che ha visto e sta vedendo crescere campioni, in questi giorni arrivano due importanti novità per il mondo delle bici.
A distanza di poche ore e non molti km, due territori hanno lanciato l'idea della creazione di un velodromo. Da Castelfiorentino arriva l'ipotesi di realizzazione dell'impianto sportivo nel paraboloide dell'ex Montecatini mentre, l'altra proposta che assume la forma di una vera e propria candidatura arriva da Montevarchi. Oggi la provincia di Arezzo si è fatta avanti con decisione, lanciando il progetto di quello che è stato definito "un impianto di riferimento per il ciclismo su pista per la Toscana e il Centro Italia".
In Toscana, nonostante la forte vocazione ciclistica, non sono molte le strutture all'attivo. Si contano infatti, come riportato dalla Federazione Cicilistica Italiana, due velodromi, uno a Firenze e l'altro a San Vincenzo, entrambi allo scoperto. Dunque con le nuove proposte, dalla Valdelsa e dall'Aretino, potrebbero venire alla luce due piste in più a distanza di circa 91 km l'una dall'altra, per un'ora e un quarto di viaggio. Due idee nate quasi in contemporanea, una più orientata all'ipotesi l'altra in forma più ufficiale, ma entrambe con l'appoggio della FCI.
Dalla terra di Alberto Bettiol e Kristian Sbaragli, Castelfiorentino ha annunciato la possibilità del suo velodromo "che potrebbe riconvertire l’opera di Pier Luigi Nervi in un polo sportivo di eccellenza per il ciclismo su pista".
Due zone in ogni caso strategiche, poiché si tratta di una parte della penisola dove non esistono velodromi coperti. Per questo potrebbero diventare un punto di riferimento per la disciplina sportiva in Toscana e non solo, ospitando eventi di calibro internazionale. Ma a distanza di poche ore, l'ambiziosa volontà si è raddoppiata e adesso il "rischio" è che ci siano due progetti per la stessa struttura.
"Un velodromo costituisce un evidente segnale di vicinanza alla pratica ciclistica che nella nostra Provincia ha trovato da sempre la sua terra elettiva" ha dichiarato la presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai Martini, nella conferenza dove ha portato il suo sostegno anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Una tradizione "testimoniata dai campioni, dalle 41 società sportive e 350 tesserati alla FCI tra giovanissimi, esordienti ed allievi. Ogni anno la Provincia rilascia in media autorizzazioni per 150 gare ciclistiche, competitive e non, confermando il dinamismo del settore con numeri in costante aumento. Con un velodromo possiamo pensare di garantire ai giovani ciclisti una crescita su pista, risolvendo i problemi di sicurezza legati alla pratica su strada e promuovendo un ciclismo che possa mirare sempre più ad obbiettivi ambiziosi".
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