Lavoro, Cgil: "Oltre 7mila toscani hanno denunciato esposizione all'amianto"

Domani, Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro, sono trent’anni dalla messa al bando dell’amianto nel nostro Paese, ma la presenza di questo minerale le cui fibre, se inalate, provocano, anche a distanza di decenni il mesotelioma, una grave forma di cancro polmonare ad esito mortale, è ancora presente in grandi quantità in molte strutture e manufatti. Rimane quindi un grave problema da gestire con la massima attenzione, sia sotto il profilo sanitario, sia ambientale, sia nell’ambito della sicurezza nei luoghi di lavoro perché largamente diffuso su tutto il territorio toscano, e continua a far ammalare e morire non solo un gran numero di lavoratori ed ex lavoratori, ma anche semplici cittadini.

Stando ai recenti dati forniti dall’Ispro e dal Servizio Sanitario della Toscana, sono ben 2.500 i casi di mesotelioma accertati in Toscana e ben 7187 sono coloro che hanno denunciato di essere stati esposti all’amianto, in prevalenza nel corso della loro attività lavorativa. I settori dove si sono registrate le esposizioni nocive sono nel trasporto e nella cantieristica navale, nel settore ferrotranviario, dell’edilizia, dell’attività estrattiva e della produzione di energia. Le stime future non sono confortanti e assisteremo ad un picco della malattia tumorale, tra il 2022 e il 2025.

Per questo la CGIL Toscana, in occasione della ricorrenza del 28 aprile, chiede alle Istituzioni regionali di rafforzare l’impegno e le iniziative già in atto, come il programma di sorveglianza sanitaria gratuito specificatamente rivolto ai cittadini toscani che, nel corso della loro vita professionale, sono stati esposti all’amianto e ad altri fonti cancerogene, e di ultimare al più presto l’aggiornamento della mappatura dei siti e delle zone ove è ancora presente l’amianto.

Per la CGIL Toscana è indispensabile fin da subito:

- Rafforzare i controlli in tema di salubrità ambientale e di sicurezza sul lavoro, prevedere risorse adeguate per smantellare, bonificare e mettere in sicurezza le tante strutture pubbliche e private ancora contaminate e individuare i siti destinati allo smaltimento e all’inertizzazione.

- Assicurare una adeguata sorveglianza sanitaria anche a quei lavoratori ancora esposti all’amianto (addetti all’edilizia, cantieristica, alle bonifiche).

- Riconoscere automaticamente la malattia professionale da parte dell’INAIL per tutti i casi di mesotelioma la cui origine sia maturata in ambito lavorativo. Sono ancora troppi i casi in cui l’INAIL non riconosce la malattia costringendo i lavoratori-vittime e i loro familiari a estenuanti e umilianti contenziosi.

- Diffondere la conoscenza delle possibilità offerte dai cosiddetti bandi bandi ISI dell’INAIL per incentivare e sostenere economicamente le imprese a realizzare progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, prevedendo soprattutto incrementi del valore dei contributi a favore delle piccole imprese.

- Stanziare risorse in grado di garantire, alle lavoratrici e lavoratori impiegati nelle grandi opere previste dal PNRR, adeguate conoscenze e protezioni utili a prevenire il contatto nocivo con l’amianto e gli altri cancerogeni professionali.

Fonte: Cgil Toscana e Firenze - Ufficio Stampa



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