
Se il treno fosse transitato a 60Km/h "c'è il dato incontrovertibile" che "non sarebbe successo nulla". È quanto dichiara al processo di appello-bis a Firenze un legale di parte civile nel processo per la strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009 che assiste i familiari delle vittime. Il processo verte proprio sulla velocità del treno merce, in particolare rispetto all'imputazione di disastro ferroviario. Per il legale se si fosse mantenuto quella velocità il vagone col gas Gpl, che poi causò scoppi e incendi, "non avrebbe avuto la forza cinetica per ribaltarsi". Il legale cita alcuni studi fin dagli anni Novanta, ad esempio in Germania, sulle conseguenze catastrofiche nel trasporto ferroviario di merci pericolose in caso di deragliamento dei convogli dentro i centri abitati. Il legale ha sottolineato quindi che tale "patrimonio di conoscenze era di tutte le imprese ferroviarie europee", "Viareggio non è che la concretizzazione del rischio prospettato in quei documenti già a disposizione all'epoca".
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