Dialoghi sul Pnrr, Giani: "L'Europa siamo noi"

Eugenio Giani (foto Regione Toscana)

“Innovazione e sviluppo sono parole chiave di questo Piano sulle quali mi trovo d’accordo. Il Pnrr si cala nel bisogno di innovazione per il nostro sistema produttivo, per le opere pubbliche; sono d'accordo anche sulla parola sviluppo, perchè il Pnrr significa per la Toscana 4 miliardi di risorse già individuate. Un'altra parola che vorrei sottolineare è la parola Europa: il Pnrr è la dimostrazione che l'Europa è con noi e noi siamo l'Europa e che dobbiamo usarla per fare un salto qualità". Lo ha dichiarato Eugenio Giani intervenendo oggi presso l’Innovation Center di Fondazione CR Firenze, alla tappa toscana di “Italia Domani - Dialoghi sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”, il ciclo di incontri promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per comunicare con cittadini, imprese e Amministrazioni locali sui contenuti e le opportunità del Piano nazionale.

L’incontro si è concentrato sui progetti per la città, i vantaggi per il territorio, il ruolo degli enti locali nell’attuazione del Pnrr e le modalità per accedere alle risorse.
"Già oggi - ha affermato il presidente - l'Europa orienta dal punto di vista normativo oltre l'80% delle nostre leggi. Ma se guardiamo ai prossimi sei anni e sommiamo i 3 miliardi e 300 milioni dei fondi strutturali con i 4 miliardi del Piano di ripresa resilienza, vediamo che senza la parola Europa non andiamo da nessuna parte”.
Giani non ha lesinato esempi a supporto della riflessione: “Il nostro bilancio regionale, ad esempio, esclusa la sanità, destina alle attività ordinarie circa 1 miliardo e 100 milioni l'anno. Tra Pnrr e fondi strutturali, come abbiamo visto, le risorse che vengono dall'Europa sono già molto superiori ai nostri bilanci ordinari. Sul piano qualità della vita vedo molte opportunità per le zone più marginali e le zone interne, quelle che ancora oggi sono meno connesse. Ma queste capacità progettuale dei piccoli Comuni si trova in tutte le sei missioni in cui si articola il piano”.

Per quanto riguarda la Toscana, Giani ha affermato che “ci muoviamo in un meccanismo molto complesso” date le circa “200 linee di finanziamento” e le “circa 80 mila stazioni appaltanti. Secondo il presidente quando c'è dialogo con la cabina regia nazionale migliora la capacità di individuare ed elaborare progetti e di utilizzare le risorse. “L'appello che faccio è che l’attuazione del Piano sul territorio passi dalle Regioni, che possano avere il coordinamento e lo stimolo nelle sei missioni del Piano in rapporto con Comuni ed enti locali”. Da questi ultimi invece “Deve partire la carica progettuale, magari trovando una sinergia con istituti finanziari o università. I filoni che vanno meglio dal punto di vista progettuale sono quelli concertati. Questo ad esempio è successo per la sanità, dove si è sviluppato un rapporto del ministero con tutte le Regioni che ha permesso di individuare le linee di finanziamento”.

In ultimo il presidente ha rimarcato un concetto: “Non pensiamo al Pnrr come strumento per realizzare grandi opere ma deve essere diffuso, articolato sui territorio”. Di qui il successo che hanno avuto i piani di rigenerazione urbana, attraverso i quali anche i piccoli Comuni possono indicare con concretezza quello di cui hanno bisogno i cittadini.

Fonte: Regione Toscana



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