Movimento Shalom in Costa d'Avorio, riaprono le esperienze di solidarietà internazionale

Il primo agosto partirà la delegazione di volontari del Movimento Shalom alla volta della Costa d'Avorio. Come negli anni precedenti alla pandemia, il Movimento torna ad organizzare un viaggio umanitario nel continente africano che coinvolgerà i giovani del nostro territorio.

Oltre al fondatore Don Andrea Cristiani, al Presidente Vieri Martini e al parroco di Santa Croce sull'Arno Don Donato Agostinelli (da poco tornati dalla missione umanitaria in Ucraina), i volontari in partenza sono: Chiara Boddi (laureata in scienze dell'educazione e della formazione), Chiara Gasperini (tirocinante farmacista), Giulio Colucci (architetto), Antonio Giannetti (architetto) e Idriss Keita (socio Shalom ivoriano).

Ad aspettarli ad Abidjan ci saranno i soci della sezione Shalom della Costa d'Avorio che gli accompagneranno da nord a sud del Paese per conoscere ed apprendere al meglio le difficoltà della popolazione locale al fine di progettare iniziative di sostegno mirate e finalizzate all'autosostentamento. “La presenza di due giovani architetti nel gruppo nasce dalla volontà di questi di progettare una scuola – dichiara Vieri Martini presidente di Shalom - per i bambini e le bambine di un villaggio povero sprovvisto di opportunità di istruzione”.

In Costa d'Avorio il Movimento Shalom ha già progettato ed avviato una cooperativa agricola di donne (con il finanziamento del Ministero dell'Interno) pensata per assicurare una fonte di reddito sicura e per contrastare il fenomeno delle migrazioni illegali, tema che verrà trattato anche durante la missione in partenza con l'organizzazione di una conferenza rivolta ai giovani del posto. La delegazione rientrerà in Italia il 12 agosto.

Mercoledì 20 luglio sono partite per il Benin le volontarie in Servizio Civile internazionale Claudia Coppola (di Torino) e Rachele Bellini ( di Bergamo). Trascorreranno 10 mesi presso la Casa Famiglia Riccardo e Ruggero di Flavio di Lokossa, un orfanotrofio realizzato dal Movimento Shalom che accoglie oggi 30 bambini orfani o provenienti da contesti familiari gravemente compromessi.

Le due volontarie collaboreranno con gli operatori della struttura di Shalom Benin nelle attività pomeridiane dei bambini, dal doposcuola all’organizzazione di giochi e piccoli laboratori, e al tempo stesso vivranno un’esperienza unica per conoscere una parte del mondo che non sempre è ben raccontata sui giornali.



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