Nuove opere di Giuliano Ghelli per il Museo di San Casciano

Il sindaco Roberto Ciappi

“Porte aperte” alla favola metropolitana di Giuliano Ghelli. San Casciano rende ancora una volta omaggio all’artista di casa, al pittore e scultore che per tanti anni ha abitato e lavorato tra le colline di San Pancrazio terra alla quale, fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2014, rimase molto legato e che lo ispirò per tutto il suo percorso artistico e umano. Il Museo di San Casciano in Val di Pesa, che porta il nome di Giuliano Ghelli, incrementa la collezione dedicata al grande maestro toscano che preferì spalancare le finestre, mettere le ali alle lettere, viaggiare a bordo di piccole barche fiorite. E all’uomo che camminò con il pennello ai piedi lungo i profili delle colline sovrastate dalla parabola dell’arcobaleno, suo compagno di vita, creando una dimensione fantastica e possibile allo stesso tempo, rigorosamente a colori, in perenne sospensione tra cielo e terra.

Il Museo di San Casciano è tra i 39 musei vincitori del bando PAC 2021 promosso dal Ministero della Cultura, grazie al progetto di acquisizione di 12 opere del pittore Giuliano Ghelli (1944-2014), rappresentative delle varie fasi della sua carriera artistica, dagli anni settanta del Novecento al 2014. Le opere, provenienti dal fondo curato dall’Archivio Giuliano Ghelli di Firenze, saranno esposte all’interno della sezione di arte contemporanea, nata nel 2020, a partire dai primi mesi del 2023, una volta completate le procedure di acquisto e di allestimento.

“Si tratta di un’importante occasione di incremento delle collezioni permanenti del Museo che porta il nome di questo maestro chiantigiano – dichiara l’assessore alla Cultura Maura Masini - sarà inoltre realizzato un catalogo dedicato a questo gruppo di opere”. L’allestimento che troverà spazio nelle sale dedicate all’arte contemporanea sarà seguito dalla direttrice del Museo Giuliano Ghelli, Nicoletta Matteuzzi, nonché responsabile e coordinatrice del Sistema Museale Chianti Valdarno. “Con Giuliano Ghelli riusciamo a scrutare l’infinito, le nostre visioni sembrano aderire alla realtà - aggiunge il sindaco Roberto Ciappi - comprendiamo che ogni uomo ha bisogno di credere nell’immaginazione e nella straordinaria capacità di sognare, espressione umana di cui Ghelli era un maestro infallibile”.

IL MUSEO D’ARTE DI SAN CASCIANO

Il Museo di San Casciano di rilevanza regionale (capofila del Sistema Museale del Chianti e Valdarno fiorentino) fu allestito nel 1989 all’interno della chiesa di Santa Maria del Gesù o del Suffragio. Nel 2008 si è arricchito di nuove sale ricavate dai locali dell’antico convento di monache benedettine, che vi abitarono dal XVII al XIX secolo; la chiesa, tuttora officiata, è stata mantenuta parte del percorso museale. Oggi accoglie tre sezioni: arte sacra, archeologia e arte contemporanea.

La sezione di arte sacra, composta da opere che vanno dal XII al XX secolo, provenienti dalle chiese del territorio di San Casciano, comprende pitture e sculture, oggetti di oreficeria e paramenti liturgici. Uno dei capolavori della raccolta è senz’altro la preziosa tavola San Michele Arcangelo attribuita a Coppo di Marcovaldo, tra le più importanti testimonianze della pittura fiorentina precedente a Cimabue. Altra opera è quella proveniente dalla chiesa di Sant’Angelo a Vico l’Abate, la Madonna col Bambino del grande pittore senese Ambrogio Lorenzetti, datata 1319 e quindi una delle sue opere più antiche.

La sezione di archeologia accoglie reperti provenienti dai contesti archeologici più rappresentativi del territorio, riferibili a un arco cronologico di oltre un millennio. Introduce a questa sezione la figura monumentale di un antico arciere, raffigurato in bassorilievo su una stele etrusca del VII secolo a.C., proveniente dall’omonimo tumulo funerario: la Tomba dell’Arciere. La sezione contemporanea, composta per lo più da opere di artisti chiantigiani di nascita o d’adozione, ospita uno spazio particolare dedicato all’artista a cui il museo stesso è dedicato: Giuliano Ghelli, pittore e scultore di fama internazionale.

Fonte: Ufficio stampa associato del Chianti Fiorentino



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