Inaugurata a Firenze la nuova palestra inclusiva "Pararcobaleno"

Inaugurata questo pomeriggio nei bellissimi spazi di Via Lunga 126 a Firenze la struttura riabilitativa “Pararcobaleno”, fortemente voluta dall'Associazione Simone Borgheresi – Campioni di Vita e dalla sua presidente Simona Spini.

“L'apertura delle attività del nostro centro riabilitativo è la concretizzazione di un sogno - spiega la presidente Spini-, quello condiviso da me e da mio marito Simone Borgheresi, campione nazionale di tiro con l'arco, ma soprattutto “Campione di Vita”, che amava spendersi per il prossimo generando meravigliose occasioni di inclusione e solidarietà”.

Primo nel suo genere a livello nazionale, il centro Pararcobaleno offrirà d'ora innanzi la possibilità di seguire un percorso riabilitativo a lungo termine ai pazienti che hanno subito lesioni spinali e che avranno affrontato una prima riabilitazione post operatoria nel Centro Spinale di Careggi

“Lo sport rientra a pieno titolo nel percorso riabilitativo promosso dal Gruppo Sportivo Centro Spinale Careggi Onlus - spiega Piero Amati, coordinatore delle attività sportive nel Centro Spinale di Careggi -, insieme ovviamente alle terapie farmacologiche. Siamo una equipe multi disciplinare. Non tutti i pazienti sono idonei all'attività sportiva, ma se il medico e il fisioterapista danno parere favorevole, viene proposto un percorso sportivo paragonabile ad un'attività ludica e aggregativa, certo non agonistica. Stiamo parlando di persone che vivono il dramma del diventare paraplegici o tetraplegici e lo sport può essere una medicina per la mente e per il ritorno alla socialità. Come associazione siamo collegati con il territorio, attraverso collaborazioni come quella con l'aps Simone Borgherese, che offre ai nostri pazienti la possibilità di continuare l'esperienza provata in reparto, entrando a fare parte di un'associazione sportiva riconosciuta dalla Federazione. Un aspetto molto bello è che la palestra “Pararcobaleno” accoglie tutti, dalle persone in carrozzina ai normodotati, che possono condividere uno spazio realmente inclusivo”.

All’inaugurazione di questo pomeriggio, era presente l’assessore allo Sport del Comune di Firenze Cosimo Guccione: “Sono felice inaugurare questa attività che si svolgerà presso il Pararcobaleno, che va così ad arricchire l’offerta sportiva di tipo riabilitativo e inclusivo con il tiro con l’arco. Mancava questa specificità, per questo la struttura è unica nel suo genere a Firenze. Uno strumento in più – sottolinea l’assessore Guccione - per la riabilitazione e l’inclusione di persone con disabilità. Una bella opportunità resa possibile dalla passione di tanti volontari e soprattutto di Simona Spini che ringrazio. Per cimentarsi in questa disciplina non occorre un’eccessiva prestanza fisica, e questo lo rende inclusivo per eccellenza. Il gesto atletico ha bisogno però di una necessaria concentrazione, e questi due fattori si prestano molto bene al percorso riabilitativo, ad esempio dopo un certo tipo di trauma. Il tiro con l’arco è uno sport i cui benefici rappresentano un fattore determinante nell’attività di recupero”.

Nel corso del pomeriggio celebrativo sono state presentate le attività del centro, anche attraverso una dimostrazione pratica di tiro con l'arco, e i primi soci sostenitori del progetto hanno avuto la possibilità di iscriversi all'Associazione Simone Borgheresi – Campioni di Vita, versando una quota di 25 euro. “L'Aps dedicata alla memoria del Caporal Maggiore VVFF Simone Borgheresi -commenta la presidente Spini- rappresenta una novità assoluta sul nostro territorio, perché si propone di offrire attività volte al recupero fisico, psicologico e sociale delle persone medullolese dimesse dal Centro Spinale di Careggi, grazie ad istruttori nazionali di tiro con l'arco che mettono la propria competenza a servizio della causa. Fino ad oggi, i pazienti dimessi dall'ospedale avevano dinanzi a sé due opzioni: pagarsi privatamente una riabilitazione efficace, oppure chiudersi in casa perdendo gradualmente molte delle competenze che, invece, potrebbero essere mantenute, oltre al non secondario aspetto della socialità. Il tiro con l'arco è lo sport inclusivo per eccellenza -conclude Spini-, perché ciascun atleta può partecipare indistintamente a competizioni paralimpiche e non, e perché i team possono essere composti indistintamente da uomini e donne. Si tratta inoltre di una disciplina sportiva riconosciuta come riabilitativa per i portatori di lesioni spinali. Alla nostra Aps, comunque, non interessano le competizioni: non cerchiamo campioni agonistici, ma campioni di vita, ossia persone che abbiano voglia di riprendersi dopo aver subito un difficile “lutto nel proprio corpo”, attraverso un percorso di riabilitazione del corpo e della mente, con l'obiettivo di ritrovare la fiducia in se stessi e ottenere soddisfazione dai miglioramenti quotidiani”.

Fonte: Ufficio Stampa



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