Picchielli (Lega): "Centrodestra unito, ma non appiattito su FdI"

Nonostante faccia parte della coalizione che andrà al governo del paese, la Lega è uno dei partiti che maggiormente è calato alle elezioni politiche di domenica scorsa. L’analisi post voto del capogruppo in consiglio comunale del Carroccio Andrea Picchielli, quindi, parte proprio da qui.

E’ andata bene o no?
Obiettivamente il nostro non è un risultato positivo, non è davvero il caso di mettere la polvere sotto al tappeto. Però è anche vero che saremo al governo del paese assieme alle altre forze del centrodestra, avremo tanti deputati e quindi saremo decisivi per l’esecutivo.

Una spiegazione al calo di voti?
Credo che abbia pesato l’essere entrati dentro al governo Draghi. Col senno di poi dire che è sbagliato è facile, ma è vero che molti ce lo chiedevano e l’averne fatto parte è servito anche a non lasciare campo libero alle altre forze del centrosinistra che avevano detto sì. In questo forse il partito non è riuscito a far passare il messaggio ai nostri elettori ed anche non essere riusciti ad adottare le nostre politiche su temi come la sicurezza e l’immigrazione ha sicuramente pesato nel non far capire ai cittadini il senso della nostra presenza. La risposta che l’elettorato ha dato dimostra chiaramente che qualcosa non è andato come doveva.

Si legge che traballa anche la leadership di Salvini
Sicuramente in consiglio federale delle valutazioni sono state fatte, ma io andrei piano. Lui è il segretario che ci ha portati dal 4 ad oltre il 30 e quindi credo che non sia il caso di fare considerazioni affrettate. Lui ha ammesso gli errori ma non credo sia in bilico. Se la Lega è quello che è oggi si deve a Salvini.

In chiave empolese come leggi il voto?
Dimostra che c’è più predisposizione a votare il centrodestra, poi sappiamo che le dinamiche locali sono diverse, lo abbiamo visto in passato con le Europee. A livello locale contano le persone, le candidature e questo sarà importante. Certo è che la nostra parte politica si sta rafforzando nella rossa Toscana come dicono anche i risultati regionali. C’è un voto meno ideologizzato e voglia di cambiamento nella gente. Tocca a noi lavorare bene su questo e riuscire quanto più possibile ad intercettarlo.

Restando uniti, come vi ha detto il capogruppo Andrea Poggianti su questo blog. Come sono i rapporti visti dalla parte della Lega?
In passato ci sono state divisioni, ma ora sono buoni. La cosa che conta è che ognuno ha lavorato seguendo il programma elettorale e questo non ha creato problemi in chi ci ha votati. Su alcuni aspetti abbiamo visioni diverse a livello locale e nazionale, ma è interesse di tutti stare insieme. Non ho dubbi che nel 2024 arriveremo alle amministrative uniti.

Cosa rispondi a Poggianti quando parla di rapporti di forza mutati dopo domenica?
Prima ci sono stati scontri proprio su questo perché era una cosa che non si voleva riconoscere e la leadership della coalizione ce la siamo dovuta conquistare sul campo. Io sono coerente e non ho problemi a dire che Fdi è davanti e che quindi il quadro è mutato. Chiaro che tutto questo non vuol dire che ci appiattiremo ma collaboreremo facendo valere le nostre peculiarità. Ora, comunque, più che parlare di leadership bisogna parlare di questioni che interessano ai cittadini, conta solo quello.

Avete perso Battini passato al misto e Chiavacci a Fdi, alla luce anche dei tuoi impegni professionali temi possa pesarti alla lunga?
Rispondo dicendo che conta la qualità del lavoro e dell’azione politica. Certo, le uscite dispiacciono umanamente e sono un danno di immagine per il nostro partito sul territorio. Chiavacci ha scelto di passare a Fratelli d’Italia, Battini è andato nel niente, ognuno fa le proprie scelte e vanno rispettate. Bisogna però anche dire che l’azione politica è andata comunque avanti sempre seguendo il programma. Per me la politica non è un lavoro ed è ovvio che, dovendo passare del tempo anche all’estero, devo conciliare il tutto, ma l’impegno c’è sempre stato e ci sarà ancora nell’interesse dei cittadini.

Marco Mainardi

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