Disturbi alimentari a Careggi e Asl Tc, azzerata mortalità delle pazienti

Uno studio scientifico, pubblicato sulla rivista Acta Psychiatrica Scandinavica (leggi qui l’articolo: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/acps.13487) conferma la validità della rete toscana per la cura dei disturbi alimentari, quali anoressia e bulimia, realizzata grazie all’impegno congiunto della Asl Toscana centro e dell’Azienda ospedalariero universitaria di Careggi.  In particolare emerge come le azioni messe in campo abbiano portato alla riduzione delle complicanze mediche e della mortalità.

“Il ‘fare squadra’, la collaborazione e il coordinamento tra strutture diverse porta sempre ad ottimi risultati – sottolineano il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini - Anoressia e bulimia sono autentici drammi per chi le vive e per le famiglie di chi è vittima. Servono spesso approcci multidisciplinari e personalizzati per uscirne e la ricerca condotta conferma che le azioni messe in campo in Toscana, con l’esempio virtuoso di Careggi e dell’Asl Toscana centro,  vanno nelle direzione giusta. Dall’azione messa in campo emergono tre elementi che hanno portato a risultati così importanti: la grande professionalità degli operatori, la multidisciplinarità con una presa in carico integrata e spesso personalizzata e la sinergia e capacità, per l’appunto di fare squadra”.

L’8 per cento delle donne si trova nell’arco della propria vita ad affrontare problemi alimentari: casi in aumenti, spiegano i medici, e che non riguardano più solo le adolescenti ma che si iniziano a riscontrare con maggiore frequenza tra gli uomini. Patologie di lungo corso, con costi per singoli e collettività enormi.

Ebbene dai dati che riguardano le pazienti prese in carico in quasi trent’anni da Careggi e dall’Asl Toscana Centro, dove vive un milione e 700 mila toscani, emergono due elementi: l’assenza di suicidi, l’assenza di morti legate a complicanze derivate dai disturbi alimentari e un tasso di remissione dei sintomi, a distanza di venti anni dalla presa in carico, tra il 40 e il 50 per cento. Si tratta di numeri decisamente migliori rispetto a quelli certificati dalla letteratura medica e unici in certi casi.

“Il network toscano, costituito da Careggi  e dalla Asl Toscana Centro, che si occupa del trattamento delle pazienti con disturbi dell’alimentazione, si è dimostrato in grado di annullare la mortalità per queste patologie: sia quella dovuta alle complicanze mediche di tali disturbi, sia quella attribuibile al suicidio. I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Acta Psychiatrica Scandinavica, hanno particolare valore considerando che la letteratura indica, per le pazienti con disturbi dell’alimentazione, una mortalità del 4-7% e un rischio suicidario dalle 7 alle 31 volte maggiore rispetto alla popolazione generale”.

La ricerca  è stata condotta su un campione di 1277 pazienti, seguite tra il 1994 e il 2018 nell’ambito del network toscano multidisciplinare per i disturbi dell’alimentazione. “L’assenza di suicidi e patologie letali fra le persone in cura – spiega il professor Valdo Ricca, direttore della Psichiatria di Careggi e coordinatore dello studio realizzato in collaborazione fra l’Azienda ospedaliero universitaria, l’Asl Toscana centro e l’Università di Firenze – è da attribuire con ogni probabilità all’efficienza del modello di assistenza, basato sulla collaborazione fra azienda ospedaliera e Asl Toscana centro”.

“Il progetto – dichiara il dottor Stefano Lucarelli, direttore Disturbi alimentari della Asl Toscana centro – è riuscito a garantire l'accessibilità ad una diagnosi precoce, una presa in carico reale del paziente e dei suoi familiari in tutte le fasi del trattamento attraverso la realizzazione di un percorso terapeutico multidisciplinare ed integrato, in una rete omogenea di sinergie tra Ufsd Disturbi Alimentari (Ausl Toscana Centro) e Sodc Psichiatria (Azienda ospedaliera universitaria Careggi). Inoltre setting di cura multipli hanno permesso di erogare prestazioni differenziate e personalizzate sulla base della gravità e fase della malattia”. “Considerata l’importanza  – conclude Lucarelli –, ampiamente sottolineata in letteratura della continuità terapeutica, della multidisciplinarità e della personalizzazione delle cure, si può ipotizzare che il modello di trattamento dei disturbi dell’alimentazione messo in atto dal network toscano possa avere un impatto significativo nel determinare una riduzione della mortalità precoce in questi pazienti”.

Quello toscano è un approccio con percorsi spesso personalizzati. “L’esistenza di una rete – afferma il professor Giovanni Castellini della Psichiatria dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi – permette di seguire la persona in cura con continuità in tutte le fasi della malattia e di offrire un percorso terapeutico personalizzato. In particolare, dopo la prima valutazione, le pazienti sono indirizzate alle visite psichiatriche, nutrizionali e ad una psicoterapia cognitivo-comportamentale. Quando necessari sono previsti interventi di terapia dialettico-comportamentale per la gestione della disregolazione emotiva o percorsi di psicoterapia specifici per le conseguenze di eventi traumatici di abuso. Per i genitori delle pazienti, sono previsti gruppi di psico educazione incentrati sull’informazione e coinvolgimento dei familiari relativamente ai percorsi terapeutici”.

A seconda della gravità complessiva del quadro clinico, gli interventi terapeutici di tipo psichiatrico e psicoterapeutico possono essere erogati a livello ambulatoriale, in regime di day hospital, con un ricovero presso i servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) della Asl in presenza di elevato rischio suicidiario o attraverso una degenza terapeutico-riabilitativa, presso la Casa di cura Villa dei Pini a Firenze, convenzionata con l’Asl Toscana centro. “Per quanto riguarda la componente internistica legata alle complicanze mediche dei Disturbi dell’Alimentazione – aggiunge il dottor Brunetto Alterini, direttore della medicina interna a indirizzo cardiovascolare e perioperatorio di Careggi – sono previste visite mediche specialistiche per la gestione delle complicanze internistiche ed esami diagnostici per accertare le condizioni mediche generali. Il ricovero nel reparto di medicina interna di Careggi è previsto in particolare per le pazienti con gravi complicanze mediche secondarie alla patologia anoressica o bulimica”.

Fonte: Regione Toscana - Ufficio stampa



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