Multiutility Empoli: le osservazioni di Cinque Stelle e cittadini

Beatrice Cioni

Venerdì scorso 50 persone residenti nel comune di Empoli, rappresentative della società civile, di associazioni, partiti, hanno presentato osservazioni alla delibera proposta dalla Giunta Comunale ed in discussione domani 18 ottobre, che dà il via libera alla operazione Multiutility. Si tratta di una grande concentrazione, ricapitalizzazione e quotazione in borsa delle azioni delle società partecipate dagli oltre 60 comuni della Toscana Centrale, con ambizione di estendersi a tutta la regione. In poche parole si tratta della finanziarizzazione dei beni e servizi pubblici essenziali.

"Temiamo che la delibera proposta dalla Giunta sia comunque approvata, con voto blindato di maggioranza, contro la volontà popolare espressa in occasione del referendum 2011 per l’acqua pubblica - hanno dichiarato Le consigliere comunali Beatrice Cioni e Anna Baldi, il Consigliere Leonardo Masi -. Le osservazioni presentate hanno l’obiettivo di evitare questo ulteriore passo contrario alla volontà popolare, e nella direzione della progressiva sottomissione dei servizi pubblici locali, in monopolio di fatto, a logiche di mercato e di profitto privato che prevarranno sugli interessi dei cittadini utenti e dell’ambiente.

Sono numerosi gli aspetti negativi della delibera e nelle 1.300 pagine di allegati, troppi per essere indicati in tre pagine di osservazioni scritte in soli 10 giorni dalla data di pubblicazione. Per esempio, le quote pubbliche di partecipazione alla nuova società sono frutto di stime aleatorie del valore delle partecipazioni comunali alle società derivanti dalla prima fase di privatizzazioni che ha segnato il passaggio dalle vecchie municipalizzate alle attuali società a capitale misto pubblico/privato. Da quelle stime dipende sia la prossima valutazione dei mercati delle azioni collocate in borsa, quindi il loro successo, sia le quote che avranno i comuni, con Firenze unico a due cifre percentuali e gli altri comuni che avranno partecipazioni per lo più ininfluenti. I servizi pubblici locali sono una grande ricchezza pubblica, ma le complesse stime, illeggibile per i più, sposteranno questa ricchezza dal pubblico al privato, in parte ed anche, dai Comuni più piccoli ai più grandi.

Nelle osservazioni si avanza una alternativa: gestioni “In House”, ossia con società di proprietà interamente pubblica, che non richiedono ingestibili gare di affidamento periodiche dei servizi, e di dimensioni tali da assicurare il massimo di economicità ed efficienza, ma anche un rapporto di effettiva vicinanza alle comunità locali ed ai Comuni anche di piccole e medie dimensioni.

Fonte: Ufficio Stampa



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