Arte, inaugura la mostra dedicata ai Cantieri Montelupo

La formula del Cantiere di arte contemporanea si è consolidata da alcuni anni a Montelupo Fiorentino e costituisce una peculiarità della ricerca artistica del territorio, che unisce arte visiva, manifattura, relazione con la comunità.

 

In ciascuna edizione dei Cantieri sono stati invitati in residenza alcuni artisti che arrivano a Montelupo, vivono nella città, ne colgono le particolarità, interagiscono con il territorio per poi lavorare con le manifatture locali a un loro progetto, realizzando opere che nascono dal dialogo con il territorio e con i partecipanti ai workshop.

 

L’elemento fondamentale dell’intero processo si fonda su alcuni aspetti sostanziali, tra i quali spicca l’importanza della relazione.

 

Le ultime due edizioni dei Cantieri Montelupo dirette da Christian Caliandro (storico dell’arte, critico e docente dell’Accademia di Belle Arti di Firenze), hanno infatti favorito un rapporto molto profondo tra il lavoro degli artisti, gli artigiani e la comunità che si è avvicinata ai momenti della residenze.

 

I workshop, in particolare, che si sono tenuti nel weekend di apertura di ogni residenza, hanno consentito a chiunque di entrare nel processo creativo dell’artista e di contribuire allo sviluppo delle opere.

 

«Il punto non è l’arte comunitaria, o l’opera collettiva per forza. Non c’è nessun obbligo, naturalmente, così come non c’è alcuna prescrizione, o costrizione ideologica (in questa maniera non vengono fuori opere, o vengono fuori opere immancabilmente scadenti).

La partecipazione è certo uno degli elementi che entra, inevitabilmente, nel “risultato finale” – che comunque non esiste, perché è tutto parte di un processo in corso, di un processo che avviene, destinato a proseguire e dagli esiti imprevedibili…

Ecco, il processo. Un’idea confluisce nell’altra, una pratica nell’altra. La relazione con gli artigiani, con gli “esperti” della materia e delle tecniche, è fondamentale – ed è fondamentale anche il modo in cui questa relazione nasce e si costruisce, gli incontri che si succedono l’uno dopo l’altro e i dialoghi che nascono e si articolano. È fondamentale anche il modo in cui questi scambi contribuiscono allo sviluppo del processo», spiega il curatore , Christian Caliandro.

 

La mostra che sarà inaugurata il prossimo 26 novembre e rimarrà aperta fino all’8 gennaio racconta questo processo. Ciascuna opera è la narrazione di una relazione.

 

Elena Bellantoni con il suo “MISONOSECCATA” è rimasta colpita dalla situazione del torrente Pesa in estate e intorno all’emergenza climatica ha dato vita ad una performance di denuncia. La sua performance partecipata ha portato alla produzione di oltre 40 lastre in argilla che ricalcano il letto del fiume in secca, il ventre femminile arido che contiene la memoria dell’acqua.

 

 

Il filo conduttore dell’intervento di Serena Fineschi “La primavera dell’impazienza” è, appunto, l’impazienza, una delle caratteristiche del nostro tempo, il cui emblema involontario è rappresentato dal popcorn. Fineschi ha lavorato su tre ambiti che restituiscono gli esiti in tre installazioni: la prima riproduce i popcorn in ceramica con diverse tecniche, la seconda presenta i bicchieri da cocktail prodotti con i partecipanti al suo workshop, che trattengono, nelle forme “sconvolte”, i gesti e le emozioni di chi li ha realizzati; il terzo intervento, in collaborazione con Patrizio Bartoloni, restituisce invece un ruolo di primo piano al “piedino”, elemento imprescindibile di ogni bottega, tanto presente quanto non considerato, indispensabile nelle fasi di produzione.

 

Elisa Merra, l’artista vincitrice della call pubblica riservata agli under 30, ha invece stravolto il concetto stesso del pozzo dei lavatoi, i luogo che, grazie ai suoi ritrovamenti, ha permesso di ricostruire la storia della ceramica di Montelupo, trasformandolo in una cassa di risonanza per storie ed emozioni. Nell’opera “Prìncipi di mucchio” la ceramica è forma e sostanza, contenuto e contenitore, e trasmette il suono dei frammenti rotti, in una sorta di memoria collettiva della genesi del Museo.

 

 

«Quanto più prosegue, e si evolve, il programma di residenze artistiche che unisce ceramica, arte visiva, parole e immagini, tanto più ci si accorge che l’ambiente e le persone costruiscono e scardinano (contestualmente) il meccanismo di approfondimento della reciproca conoscenza, coraggiosamente, senza il paracadute del compito da svolgere, o delle linee guida da seguire.

A Montelupo Fiorentino, dove il senso della ceramica coincide con quello del mestiere, della dimensione sociale, della fornitura di oggetti che si accompagnano a diverse quotidianità, della condivisione di spazi di lavoro edi vita, lo sguardo delle tre artiste, Elena Bellantoni, SerenaFineschi, Elisa Merra, si è posato, senza la sovrastruttura di un tema di riferimento, su elementi essenziali, che si riconoscono in dettagli unici e intimi di questa comunità ma che sono, allo stesso tempo, simboli universali.

Un Museo è un mondo complesso e dinamico, e ci piace vedere come il nostro costruisca la propria visione eterogenea nelle dinamiche della contemporaneità, dall’archeologica alla storia, dall’arte concettuale e visiva alla manifattura, senza i limiti dei recinti progettuali “a tutti i costi” che distolgono l’attenzione dal futuro e dalle sue imprevedibili mosse.», spiega la direttrice del Museo, Benedetta Falteri.

 

Le artiste coinvolte hanno realizzato i loro lavori assieme agli artisti e alle aziende locali:

Patrizio Bartoloni, Ivana Antonini, Sergio Pilastri, Salvatore Mirenda e Marco Ulivieri.

 

I laboratori che si sono tenuti fra luglio e settembre dalle tre artiste sono stati molto partecipati. A tutti i partecipanti è stato chiesto di contribuire al racconto collettivo che è parte integrante del catalogo della mostra. Hanno preso parte al progetto anche le studentesse del Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia Arte e Spettacolo, corso di laurea del Prof. Giorgio Bacci, Università di Firenze.

 

Per l’assessore alla cultura Aglaia Viviani, «La peculiarità dei cantieri curati da Christian Caliandro è quella di creare relazioni, prima che opere. Gli artisti chiamati a lavorare a Montelupo si integrano con la città, ne divengono parte ed è per questo che riescono a restituire l’identità più profonda di Montelupo nei loro lavori.

Rende bene l’idea di questo processo il termine “neovernacolare”: quell’opera “affettuosa”, in cui si riconosce “un effettivo interesse nei confronti del mondo e delle persone, un calore, un'intimità, una vicinanza, un’empatia (…) una dimensione umana senza la quale nulla esiste.” E veicola al meglio il senso della ricerca artistica di Caliandro a Montelupo. Le opere nate durante le residenze da lui qui curate, riflettono e trasudano l’essenza di Montelupo: guardano a Montelupo con la stessa amorosa confidenza grata che traspare dagli occhi della giovane Elisa Merra nel guardare la nostra meravigliosa Ivana Antonini».

 

 

Il progetto Cantieri Montelupo è prodotto dalla Fondazione Museo Montelupo assieme al Comune di Montelupo Fiorentino ed è sostenuto dalla Regione Toscana nell'ambito del programma di iniziativa regionale Toscanaincontemporanea2022.

 

Il programma degli eventi:

 

SABATO 26 NOVEMBRE H. 18.00Fornace del Museo - Via Giro delle mura, 88 - Montelupo Fiorentino (Firenze)

Inaugurazione

Cantieri Montelupo | arte contemporanea, ceramica e relazione a cura di Christian Caliandromostra collettiva con gli esiti dei workshop e delle residenze artistiche

Elena Bellantoni > 2-8 luglioSerena Fineschi > 16-22 luglioElisa Merra, vincitrice del premio di residenza under 30 >10-18 settembre.

in collaborazione con: Patrizio Bartoloni, Ivana Antonini, Sergio Pilastri, Salvatore Mirenda, Marco Ulivieri.

La mostra diffusa presenta gli esiti della stagione di residenze artistiche a cura di Christian Caliandro.

Presentazione del catalogo edito da Sfera Edizioni.

 

A seguire, aperitivo e visita guidata alla mostra diffusa.

***

dal 27/11/2022 al 08/01/2023

 

Mostra CANTIERI MONTELUPO 2022Arte contemporanea, ceramica, relazione a cura di Christian Caliandro

Elena Bellantoni, Serena Fineschi, Elisa Merra

Sedi della mostra diffusa:Fornace del Museo, Via Giro delle Mura, 88Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo, 45Museo della Ceramica, piazza Vittorio Veneto, 11Sponda del fiume Pesa gps 43.731638, 11.023157 (Via XXV Aprile)

Orari di apertura:

h. 10-13 >16-19: Sabati e domeniche, Giovedì 8 dicembre, Venerdì 9 dicembre, Martedì 27 dicembre, Venerdì 6 gennaio

h. 10-13 (ridotto): Sabato 24 e 31 dicembre

chiusure: 25, 26 dicembre e 1 gennaio

 

Percorso mostra gratuito ad eccezione del biglietto di ingresso al Museo della Ceramica (gratuità per residenti, under 18 e altre categorie consultabili su www.museomontelupo.it)

 

Info & bookingMuseo della Ceramicainfo@museomontelupo.itPh. 0571 1590300

 

***

 

SABATO 3 DICEMBRE H. 16- 18

Visite guidate speciali

TI RACCONTO LA CERAMICA - Christmas Edition

con Benedetta Falteri e Christian Caliandro

 

Passeggiata con visita guidata alla mostra diffusa e temporanea “Cantieri Montelupo 2022 – arte contemporanea, ceramica e relazione” con Christian Caliandro curatore del progetto, e Benedetta Falteri, Direttore della Fondazione Museo Montelupo Onlus.

La mostra propone gli esiti delle residenze 2022 con opere delle artiste Elena Bellantoni, Serena Fineschi e Elisa Merra, prodotte in collaborazione con Patrizio Bartoloni, Ivana Antonini, Sergio Pilastri e Salvatore Mirenda.

 

Il percorso comprende:

Fornace del Museo, Via Giro delle Mura, 88

Palazzo Podestarile Via Baccio da Montelupo, 45

Museo della Ceramica, piazza Vittorio Veneto, 11

Sponda del fiume Pesa gps 43.731638, 11.023157 (Via XXV Aprile)

Attività gratuita ad eccezione del biglietto di ingresso al Museo della Ceramica (gratuità per residenti, under 18 e altre categorie consultabili su www.museomontelupo.it).

Fonte: Comune di Montelupo Fiorentino - Ufficio stampa



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