Don Ciotti a Empoli: "Problema delle mafie è battaglia educativa"

"Dobbiamo chiederci se dobbiamo continuare a occuparci solo dei sintomi o vogliamo estirpare la radice del problema delle mafie. Questa è una battaglia culturale, una battaglia educativa. Oltre al generoso impegno delle forze di polizia e della magistratura è un impegno che chiama in causa anche noi come cittadini", con queste parole Don Ciotti, fondatore dell'associazione 'Libera' attiva da decenni contro le mafie in tutta Italia, ha iniziato la sua intervista ai giornalisti a margine di un evento al cinema Excelsior di Empoli con cui si è confrontato con i ragazzi delle scuole.

L'evento, dal titolo "Sasso carta e forbici", era rivolto a 15 classi di tre istituti empolesi, ed è stato un momento di confronto e soprattutto di ascolto reciproco sui temi della Legalità e della mafia, ma anche sull'ambiente, su cosa significa essere cittadino, sulla responsabilità che ognuno di noi ha nel suo piccolo, anche a partire dall'adolescenza.  L'iniziativa apriva il progetto "Battiti - Difendiamo la legalità", promosso dall'amministrazione comunale di Empoli per promuovere la cultura della legalità, a partire proprio dai più piccoli e dai ragazzi. Interessante il fatto che sia finanziato anche con le risorse del Fondo sugli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, istituito dal Ministero degli Interni, ossia grazie ad un risarcimento da circa 15mila euro, riconosciuto al Comune di Empoli, per le minacce ripetute, subìte e denunciate, dalla sindaca Barnini.

L'obiettivo non era parlare ai ragazzi, ma con i ragazzi. Ciò che contraddistingue la vita di Don Ciotti è appunto il dialogo con l'altro, mai paternalistico o giudicatorio, ma sempre comprensivo e penetrante: "Sono partito dalle loro domande, per un segno di attenzione a loro. I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, è importante ascoltare le loro domande, oltre che dare loro risposte. La scuola è molto importante, e aiuta a comprendere certi fenomeni, ma serve una scuola più coraggiosa che aiuta a essere più cittadini"

E sono proprio i ragazzi un tassello fondamentale per una società diversa e per una cultura diversa "La società ha bisogno dei ragazzi, della loro nuova linfa, della loro energia, della loro creatività. Dobbiamo aiutare questi ragazzi a prendere coscienza e a capire i problemi sociali, ambientali e appunto cosa sia la mafia. Il mondo degli adulti si deve interrogare su come dare loro risposte convincenti"

Risposte che devono partire proprio dall'educazione, dall'investimento nella scuola e nei giovani, in sostanza da quelle radici sociali in cui deve radicarsi una cultura delal legalità: "Abbiamo un investimento in scuola più basso dell'Europa, così come la cultura. La lotta alla mafia richiede una risposta varia, che è anche sport, coinvolgere i ragazzi, offrire spazi di socialità, l'arte, il cinema o il teatro".

Ciotti ha parlato anche della crescente presenza della mafia nel centro-Nord, di ecomafie, riciclaggio di denaro, del rapporto del mondo dell'economia con le organizzazioni mafiose, di cultura della legalità e retorica della legalità, ma anche di come stia montando l'indifferenza verso la mafia considerata quasi un crimine normalizzato: potete guardare qui di seguito l'intervista completa.

Giovanni Mennillo

Notizie correlate



Tutte le notizie di Empoli

<< Indietro

torna a inizio pagina