Sicurezza alla stazione di Empoli, Di Stefano (Sap): "Rischi per le forze dell'ordine, serve l'esercito"

Danilo Di Stefano

I gravissimi fatti accaduti alla stazione Lambrate di Milano, dove un vice ispettore della Polfer è stato gravemente ferito con tre coltellate da un magrebino nonostante fosse stato utilizzato il taser; e alla stazione Centrale di Milano dove, il giorno dopo, un poliziotto è stato indagato per lesioni dolose per aver sparato ad una spalla ad un egiziano che, nonostante colpito con il taser, brandiva una rudimentale fionda per opporsi al fermo (la Procura di Milano ha comunque ipotizzato le scriminante della legittima difesa e dell'uso legittimo delle armi); si ripropone tragicamente, anche a Empoli, il problema del controllo della stazione ferroviaria dove, in più occasioni, anche nell'ultimo periodo, sono avvenute risse e aggressioni.

Certo, la stazione di Empoli non è la stazione centrale di Milano, ma, fatte le dovute proporzioni, è innegabile il rischio cui sono andati incontro gli uomini delle volanti del commissariato di Empoli, della Polfer e del radiomobile dell'Arma dei Carabinieri ogni volta che, spesso solo in due, sono dovuti intervenire per sedare risse tra stranieri ubriachi o coinvolti nello spaccio di stupefacenti.

Nelle ore notturne, poi, gli uomini delle volanti e dell'Arma dei Carabinieri possono fare affidamento solo gli uni sugli altri essendo gli unici a presidiare il territorio: come è noto, in orario notturno non ci sono pattuglie della Polfer e della Polizia Locale sulle quali fare affidamento in caso di bisogno. E se il taser non funziona come previsto, guai a usare l'arma in dotazione: è la strada migliore per essere indagato… per valutare come si sono svolti i fatti, anche quando i fatti sono evidenti.

Ma a Empoli, una città con quasi 50.000 abitanti e uno snodo ferroviario tra i più importanti della Toscana, si storce il naso quando qualcuno propone di richiedere l'ausilio dei militari dell'operazione "Strade Sicure" che, per inciso, proprio ultimamente, sono stati schierati a presidio della stazione ferroviaria di Erba, che di abitanti ne ha meno di 17.000, di Carugo, Lambrugo, Inverigo e Merone, tutti in provincia di Como, che di abitanti ne hanno anche meno.

I nostri militari impiegati nell'operazione "Strade Sicure", con funzioni di agente di pubblica sicurezza, sono operativi dal 2008 a disposizione dei Prefetti per svolgere servizi di vigilanza di siti ed obiettivi sensibili, inclusi i centri per l'immigrazione, nonché compiti di perlustrazione e pattugliamento in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia. I militari dell'operazione "Strade Sicure", poi, hanno una preparazione specifica per l'impiego nel contesto urbano e di interazione con la cittadinanza.

Questi professionisti dell'esercito, poi, rappresentano un contributo significativo a favore del Paese e di ogni comunità nella quale sono chiamati ad operare a tutela del bene comune.

Ancora, l'impiego dei militari dell'operazione "Strade Sicure" fa sì che le Forze di Polizia e la Polizia Locale possano essere impiegati nei compiti di controllo del territorio e di contrasto del crimine, nonché avere ausilio in caso di necessità. L'operazione "Strade Sicure" è stata ultimamente rifinanziata dal governo e, nella vicina Firenze, saranno aumentati a 144 unità nel corso del 2024: Firenze, dove, sembra, assumeranno circa 200 uomini e donne della Polizia Locale per garantire la sicurezza urbana.

Per cui: se il sindaco di Firenze chiede i militari dell'operazione "Strade Sicure"; non credo che i cittadini di Empoli, quelli che nelle stazioni ferroviarie preferiscono andarci senza timore di essere aggrediti, abbiano dubbi nella scelta tra: vedere i nostri militari dell'esercito; o vedere ubriachi, spacciatori e bande di minorenni che aggrediscono donne sole.

Danilo Di Stefano, responsabile delle politiche per la sicurezza della segreteria provinciale di Firenze del Sindacato Autonomo di Polizia



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