Contro rifiuti tossici e Keu, presidio a Pontedera

Inizia con la manifestazione-presidio di sabato 1° giugno alle ore 15.30 presso l’area “Green Park”, in via della Costituzione a Pontedera, un percorso di mobilitazione e proposte alternative per una Toscana senza rifiuti e nocività. Questo cammino continuerà con un incontro tra Comunità e Comuni Rifiuti Zero a Palaia il 29 giugno, culminando con una grande manifestazione-corteo all’inizio dell’autunno.

Perché in Valdera?

La Valdera è simbolo e luogo materiale dove, da svariati anni, vengono occultati i residui di produzioni pericolose, delle nocività ambientali e sanitarie e delle inefficienze amministrative regionali.

Alcuni esempi emblematici sono la discarica di Chianni: per decenni ha accolto i rifiuti del comprensorio del cuoio e ora viene proposta come hub per i rifiuti di amianto; la discarica di Legoli: riceve i rifiuti dell'Ato Centro e Costa e la Belvedere S.p.A. ne chiede l’ennesima espansione; la discarica di Pontedera: riceve rifiuti speciali sia dal territorio regionale che da tutt’Italia ed Ecofor Service S.p.A. ne chiede l’ennesimo ampliamento; il Keu: scandalosamente miscelato con altri materiali impiegati nell’edilizia, soprattutto per la costruzione di strade a Pontedera, nella massicciata della nuova SR429 strada Empoli- Castelfiorentino e come ammendante agricolo in mezza Toscana. Questo rappresenta una tragica metafora di una gestione dei rifiuti e dei residui urbani e speciali (industriali, sanitari, etc.) che combattiamo da anni e che deve cambiare.

In Valdera (e in Toscana) si scontrano due visioni opposte dell’economia, del lavoro, della gestione del territorio e degli ecosistemi: quella di Renzo Macelloni, magnate ombra dei rifiuti che corre, in solitaria, per restare al governo di Peccioli per la settima volte, lasciando ai suoi concittadini solo briciole, in piena armonia con quella dell’assessora regionale Monni, che sente “odore di futuro” nel contestato e sperimentale ossicombustore, nonostante il suo blocco per inadeguatezza a Gioia del Colle.

A Macelloni si contrappone la visione di chi propone in modo circostanziato e realistico la riduzione dei rifiuti, il loro riutilizzo, la riparazione dei residui, come volano e primo passo di una urgente e ineludibile conversione ecologica delle produzioni, uscendo dalla disastrosa economia lineare e di accumulazione di denaro a danno di territori e comunità locali, verso una economia circolare realmente basata sui cicli biologici e sulla solidarietà sociale, che produce posti di lavoro non precario e socialmente utile.

Numerose realtà, comitati di abitanti e associazioni della Toscana centrale e della costa hanno aderito all’appello per dire no alla Valdera avvelenata, a molti territori inquinati, e per costruire collettivamente una Toscana come prima regione Rifiuti Zero. Occorre anche chiudere la perversa connessione acqua-fanghi-rifiuti e abbandonare carrozzoni dannosi come la Multiutility Toscana S.p.A., finalizzata al finanziamento di grandi impianti arretrati e dannosi, drenando soldi dalle bollette degli abitanti.

Fonte: Ufficio Stampa



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