
Un grave episodio di violenza ha colpito il cantiere dell’impianto eolico di Monte Giogo del Villore, in Mugello (provincia di Firenze), dove tra il 2 e il 3 luglio si sono verificate due irruzioni da parte di circa cinquanta persone incappucciate, alcune delle quali armate di coltelli e accompagnate da cani. Lo denuncia Agsm Aim, società titolare del progetto, che ha sporto immediata denuncia ai carabinieri di Borgo San Lorenzo.
Secondo quanto riferito dall’azienda, gli assalitori sarebbero riconducibili ad una organizzazione che si è fatta promotrice nei giorni precedenti di un 'Campeggio di Lotta' annunciato con volantini comparsi nella zona. Alcuni membri avrebbero fatto irruzione nel cantiere con l’intento dichiarato di bloccare i lavori. La società aveva già risposto preventivamente con una diffida e un esposto alle autorità competenti.
Il primo blitz si è verificato il 2 luglio: il gruppo, con volto coperto e atteggiamento minaccioso, avrebbe accerchiato i boscaioli presenti, sequestrando le loro motoseghe e danneggiando i mezzi di trasporto. Successivamente, tre ingegneri di Agsm Aim sarebbero stati insultati, minacciati e costretti ad abbandonare l’area, mentre gli operai assistevano terrorizzati. I danni ad attrezzature e infrastrutture sono stati definiti "ingenti".
Il giorno seguente si sarebbe verificato un secondo episodio: dopo che i carabinieri si erano allontanati dalla zona, alcune persone si sono introdotte nuovamente nelle aree più isolate del cantiere, dove erano stati raccolti i mezzi, e li hanno gravemente sabotati.
Agsm Aim ha condannato con fermezza l’accaduto, esprimendo solidarietà ai lavoratori coinvolti e sottolineando il carattere intimidatorio e violento dell’azione, in contrasto con qualsiasi forma di dissenso civile. L’azienda ha ribadito il proprio impegno nel dialogo con le comunità locali, ma ha anche affermato che proseguirà nella realizzazione dell’opera, riconosciuta come di pubblica utilità sia dalla Regione Toscana che dal Consiglio dei ministri nell’ambito del piano nazionale energia e clima.
Anche i sindaci di Vicchio e Dicomano, Massimiliano Amato e Francesco Tagliaferri, sono intervenuti con una nota congiunta per condannare con decisione quanto accaduto: “Questo non è manifestare, ma violenza”, hanno dichiarato, esprimendo piena solidarietà alle maestranze e piena fiducia nell’operato delle forze dell’ordine.
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