I cittadini di Ponzano otto mesi dopo l'alluvione: "Ci vuole più manutenzione. Ormai è inverno, siamo in guardia"

La frazione di Ponzano (Empoli) durante l'alluvione del 14 marzo 2025

I residenti del quartiere empolese sono stati sentiti dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul rischio idrogeologico. "Vogliamo dare collaborazione al Comune, ma non la vuole. Chiediamo cronoprogramma degli interventi"


"Dopo otto mesi siamo ormai alle porte dell’inverno e ci ritroviamo a fare da guardia all’acqua con gli ombrelli". Il tempo è quello che è passato dal giorno in cui alcune strade di Empoli, e di conseguenza case e garage, si allagarono e a parlare sono dei residenti, parte del gruppo chiamato "Alluvionati 14 marzo Ponzano". Quel giorno il quartiere, uno dei più colpiti di tutta l’area Empolese, fu sommerso dall’acqua. Ora i cittadini, dopo riunioni anche con l’amministrazione comunale, studi e approfondimenti, sono stati sentiti dalla Commissione parlamentare d’inchiesta per rischio idrogeologico e sismico. "Ci sentivamo di dare il nostro contributo, visto tutto quello che abbiamo subito". Contributo che il gruppo, di cui gonews.it ha incontrato una rappresentanza, indirizza da tempo anche verso il municipio: "Siamo comuni cittadini che privatamente vogliono dare collaborazione all’ente, il problema è che l’ente non la vuole. Il nostro interesse è solo per il bene di Ponzano".

Le audizioni in Commissione: "Comunità locali nell’incertezza"

Oltre al gruppo empolese tramite l’onorevole Erica Mazzetti ha partecipato sempre per la zona il comitato Pian di Sotto di Certaldo, e comitati di Prato e Campi Bisenzio. "La situazione di stallo che ancora interessa molti dei territori alluvionati in Toscana desta forte preoccupazione. È inaccettabile che, a distanza di così tanto tempo, in molte aree non siano stati ancora completati gli interventi di messa in sicurezza. Interi territori restano esposti al rischio mentre le comunità locali vivono nella più totale incertezza". Così il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli, presidente della Commissione, a margine delle audizioni con istituzioni e territori citati parlando di "mancato aggiornamento dei piani di protezione civile" e "non adeguata gestione della manutenzione con le condizioni di alcuni corsi d’acqua". Per Bicchielli "abbiamo avuto conferma di una eccessiva frammentazione delle competenze che non fa altro che rallentare l’elargizione dei fondi destinati ai ristori per famiglie e imprese" aggiungendo "ritardi nei ristori e negli interventi strutturali rappresentano non solo una ferita economica, ma anche una grave ingiustizia sociale".

"Ci siamo interessati perché abbiamo saputo che la Commissione d’inchiesta avrebbe sentito in Toscana luoghi che hanno avuto più problematiche" e quindi "abbiamo partecipato alla videoconferenza - racconta Paolo Baldacci del gruppo "Alluvionati 14 marzo Ponzano", incontrato da gonews.it insieme ad altri due cittadini, Leandro Bagnoli e Rodolfo Lari. Gli argomenti, come riferito, sono andati "dalla comunicazione dell’emergenza, se fosse stata efficace oppure no, interventi e gestione della manutenzione delle fognature" fino "all’operato della protezione civile, ristori e supporto degli uffici competenti per le pratiche".

Emergenza: "La comunicazione non funzionò"

foto gonews.it

Nell’aprile scorso, a un mese dall’alluvione "fu fatta un’assemblea alle scuole qui a Ponzano, con il sindaco e tutta la giunta. Avevamo ancora i piedi bagnati". E in quell’occasione dagli abitanti della frazione, come affermato subito dopo l’eccezionale maltempo, "venne fuori che questa comunicazione non era stata così perfetta". In quelle ore, tramite social e canali ufficiali, furono diramate allerte e indicazioni. "Nella riunione molte persone non furono della stessa idea. Il messaggio fu che la comunicazione dell'emergenza quel giorno non funzionò. Le persone anziane non so fino a che punto siano collegate con questi strumenti, se ad esempio avessero mandato una macchina con operatori ad avvertire tutti, probabilmente sarebbe stato utile". Sulla protezione civile "la nostra risposta è positiva, si vedeva che avevano attrezzature e competenze". E ancora sui ristori "il sindaco da questo punto di vista aveva istituito più sportelli per dare aiuto nella compilazione. È stata gestita bene, con personale dedicato". Dopo l'incontro di aprile ne sono seguiti altri "con sindaco e assessore", in cui "abbiamo sempre chiesto il cronoprogramma dei lavori". Punto però ancora presente tra le richieste del gruppo.

"Ci vuole più manutenzione. Perché non si ascoltano le indicazioni?"

Leandro Bagnoli e Paolo Baldacci, gruppo "Alluvionati 14 marzo Ponzano" (foto gonews.it)

"Ci sentiamo delusi dall’approccio che l’amministrazione comunale ha avuto, dalla mancata analisi" continua Baldacci, "prevenzione del rischio, lavori urgenti, è un eco che si sente ovunque: perché non si vuol dare ascolto a queste indicazioni?". Secondo Lari "la gente si abitua a risolvere i problemi da sé, organizzandosi con paratie e pompe. Ma non sono questi i comportamenti che ha una comunità gestita bene". Poi lo spinoso capitolo delle manutenzioni, il principale per i tre cittadini: "Il sindaco promise che avrebbe fatto manutenzione straordinaria a tutte le fognature, ma l’ispezione ancora non è avvenuta". Ed emerge un episodio avvenuto nei mesi scorsi: "Quando c’è stata l’asfaltatura delle strade, furono tappati anche i tombini, non si vedevano più. Ora li stanno ritirando fuori. Lo abbiamo segnalato".

"Non è vero che sono fenomeni non prevedibili, siamo noi che non vogliamo prevederli: ci vuole più manutenzione, studi e verifiche. Morfologicamente questo territorio ha necessità di tutte queste attenzioni, siamo in una depressione - aggiunge Baldacci - chiusi dal torrente Orme e dal rio dei Cappuccini, dall’altro lato dalla ferrovia e dalla superstrada. A suo tempo via del Giardino veniva chiamata via Bassa, c’era un motivo".

"Rigurgito fognario causa del marzo scorso". Spunti dai lavori del 1996

Poi il focus sul 14 marzo: "Lo strappo dell'Orme è stato un piccolo aggravante, la causa principale è stata il rigurgito fognario". Problemi che secondo il gruppo partono da lontano ma, proprio andando indietro nel tempo, "bisogna riconoscere che intorno al Duemila le amministrazioni avevano mostrato interesse. Nel 1996 fu fatto il più grosso intervento sul reticolo fognario e fino al 2019 la frazione ne ha beneficiato, avendo problemi relativamente bassi". Le criticità, aggiungono "si sono presentate negli ultimi sei anni quando la frazione si è allagata tre volte in maniera grave". Così a fine estate i cittadini decidono di incontrare l’ingegner Pier Giuseppe Spannocchi, autore delle opere di ormai vent’anni fa, rintracciando anche articoli dell’epoca. Perché, se con le nuove condotte fognarie "dal 1996 al 2019 siamo stati preservati sicuramente è successo qualcosa". E dal confronto "è emersa la necessità del controllo di tre snodi, due in via Nobile lungo la ferrovia, l’altro in via Jacopo Maurrucci". Questi "suggerimenti li abbiamo girati all’amministrazione, con i punti più vulnerabili".

Le richieste: "Manutenzione ordinaria, controlli alle fogne, edificabilità sospesa"

La frazione di Ponzano

"Quello che ci interessa a questo punto non sono neanche i ristori, ma la messa in sicurezza" afferma Bagnoli. "Sono lavori che richiedono tempo" e "il tempo lo hanno avuto, anche una stagione favorevole - dice Baldacci - quando vorranno effettuarli? C’è mancanza di metodo. Ci è stato detto che ciò che spettava come Comune, ovvero la pulizia delle caditoie, è stato fatto. Ma se non c’è sistematicità, in autunno o alle prime piogge, siamo punto e a capo". E il gruppo, oltre che essere ascoltato in Commissione parlamentare, si è mosso anche con l’opposizione: "Uno dei gruppi consiliari ha fatto richiesta di un Consiglio comunale aperto". E da quanto appreso da gonews.it, sul tema saranno presentate alcune interrogazioni nelle prossime settimane.

Infine le richieste: "Interventi di manutenzione ordinaria" in primis, "esiste un programma? Ogni quanto devono essere le manutenzioni? Ci sono direttive su tipologia e frequenza delle ispezioni? verifiche e controllo del sistema fognario della zona di Ponzano, cronoprogramma dei lavori eseguiti o da eseguire". Perché, aggiungono, "più un sistema è fragile, più gli interventi devono essere fitti". Poi il consumo di suolo: "Qual è il piano di edificabilità nel quartiere? Per noi, fino a che non si interviene sulle fogne, sarebbe giusto sospendere l’edificabilità". Senza dimenticare "la costruzione della cassa di espansione chiamata la Coltellina, in zona Martignana. Ma ci vorranno ancora anni". In ultimo "l’amministrazione valutava la necessità di installare a Ponzano delle idrovore fisse: chiediamo se sono in programma e quali sono le zone individuate".

Margherita Cecchin

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