
La pavoncella è specie vulnerabile, la Commissione Europea chiede divieto di caccia. Ma Regione Toscana riapre la stagione
"La riapertura della caccia alla Pavoncella, resa possibile dall’esecutività della Delibera di Giunta Regionale Toscana del 20 ottobre scorso, è stata già oggetto di una diffida formale alla Regione da parte di WWF, Enpa, Lac, Lav, Legambiente e Lipu, che avevano chiesto il ritiro immediato del provvedimento e l'interruzione degli abbattimenti." Si apre così una nota dell'Alleanza Antispecista ODV in cui si denuncia la riapertura della caccia all'uccello 'trampoliere' a rischio di estinzione.
"A distanza di ben tre settimane dalla diffida stessa -continua la nota - , le Associazioni sopra citate non hanno ricevuto alcun riscontro dall’Ente Regionale Toscano. Di fronte a questo silenzio, Alleanza Antispecista ODV ha inviato formale Esposto alla Regione Toscana, all’ISPRA ed alla Corte dei Conti, chiedendo alla Regione un riesame della validità della Delibera, valutandone la conformità e, eventualmente, annullandola in autotutela." Non sono gli unici ad essersi mossi in questa direzione, anche l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha chiesto l’annullamento della delibera, aggiungendo la richiesta, al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, di un provvedimento cautelare in caso di inadempienza regionale.
"Al centro della contestazione vi è una scelta che incide su un bene oggi tutelato direttamente dalla Costituzione: la biodiversità. - spiega Alleanza Antispecista - La Pavoncella è una specie in stato di conservazione sfavorevole a livello europeo: negli ultimi 27 anni la popolazione europea è diminuita tra il 30 e il 49%."
Specie "vulnereabile", rischio da agricoltura intensiva e perdita habitat umidi
La Pavoncella è un uccello trampoliere classificato nella categoria 'vulnerabile' nell'European Red List e la sua riduzione sarebbe dovuta all'agricoltura intensiva e alla perdita di habitat umidi. In Italia il suo stato di conservazione complessivo è definito "inadeguato" o sfavorevole dalla maggior parte degli studi ornitologici nazionali. Nonostante il declino europeo, la Pavoncella è stata per lungo tempo inserita tra le specie cacciabili, ma a causa del suo stato critico in Europa, la Commissione Europea ha richiesto all'Italia e alle Regioni di escluderla dai calendari venatori.
Nell'ottobre 2025 la Giunta regionale della Toscana ha però deciso di rendere nuovamente possibile la caccia alla Pavoncella, scatenando un grido di indignazione tra varie associazioni ecologiste: a dicembre 2025, ENPA, LAC, LAV, Legambiente, Lipu e WWF Italia hanno inviato una diffida formale alla Regione Toscana dichiarando che "la decisione è stata adottata utilizzando una norma recentemente modificata che antepone la politica alla scienza. Tale norma equipara il parere del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale (CTFVN) – organo ad orientamento prettamente politico – a quello di ISPRA, l’ente tecnico-scientifico nazionale, eliminando di fatto ogni contributo scientifico indispensabile per valutare gli impatti della caccia sulla biodiversità". La stessa ISPRA ha espresso “parere sfavorevole alla proposta di prelievo della Pavoncella nella stagione venatoria 2025/26,” sottolineando anche alcuni errori nei dati su cui la scelta della Giunta si è fondata e indicando come numero massimo cacciabile sostenibile 60 esemplari, invece dei quasi 1000 autorizzati dalla Regione.
"Si sostituisce la scienza con una mera giustificazione procedurale in un ambito in cui la normativa europea e costituzionale richiedono invece che le decisioni pubbliche siano fondate su dati scientifici solidi - conclude l'Associazione Antispecista - qui non è in gioco una 'tradizione venatoria', ma il rispetto della scienza, della legge e dei principi fondamentali della nostra Costituzione."
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