Keu, il Consiglio di Stato ha deciso: Consorzi esclusi dalla responsabilità per l’inquinamento

Si torna a parlare di Keu. Con una motivazione di 37 pagine depositata il 30 dicembre, il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Arezzo, confermando che le aziende aretine Chimet e Tca, così come il consorzio Aquarno e il consorzio Depuratore di Santa Croce non sono responsabili della contaminazione del sito di Bucine legata ai rifiuti Keu.

Non dovranno dunque farsi carico della bonifica del sito di Bucine, finito nel mirino poiché lì Francesco Lerose riversò rifiuti pericolosi, scarti delle conce del Cuoio (come il keu, appunto) o degli orafi aretini. Il Consiglio ha dunque ribadito che il trasferimento del keu, che era stato autorizzato per essere conferito a Pontedera da Lerose ma poi era finito nell'Aretino, non può essere addebitato ai consorzi. Sarà dunque Lerose a doversi sobbarcare il ripristino ambientale.

La nota di Grossi - Capogruppo centrosinistra (Pd, PSI, AVS, Azione) Castelfranco di Sotto

La sentenza del Consiglio di Stato sulla vicenda KEU rappresenta un punto fermo imprescindibile in una vicenda complessa e dolorosa che ha toccato profondamente il nostro territorio del Valdarno Inferiore. La giustizia amministrativa ha stabilito in via definitiva che i Consorzi, tra cui Aquarno in cui il Comune di Castelfranco di Sotto esprime una propria rappresentanza, non sono responsabili della bonifica del sito di Bucine (Ar), confermando l'assenza di un nesso causale tra l'attività del distretto e lo smaltimento illecito operato dall'imprenditore Lerose.

È una pronuncia che accogliamo con rispetto e con un senso di necessaria chiarezza. Per noi del centrosinistra, che eravamo alla guida del Comune di Castelfranco quando questa inchiesta è esplosa, e che oggi svolgiamo il ruolo di opposizione, questo verdetto conferma una distinzione fondamentale: il sistema produttivo e consortile del distretto, quando opera nel perimetro delle autorizzazioni, non può essere automaticamente colpevolizzato per le condotte criminali o irregolari messe in atto da soggetti terzi nella catena di smaltimento.

Questo non cancella la gravità del danno ambientale perpetrato a Bucine, per il quale è giusto che paghi chi è stato individuato come responsabile materiale, ovvero l'imprenditore Lerose. La tutela dell'ambiente resta per noi un valore non negoziabile, ieri come oggi.

Tuttavia, liberare il Consorzio Aquarno da un onere di bonifica che i giudici hanno ritenuto non spettargli è un passaggio cruciale per la tenuta economica e sociale del nostro territorio. Consente al Distretto di guardare al futuro con maggiore certezza, concentrandosi sulla sostenibilità e sulla legalità, senza il peso di responsabilità improprie.

Come forza politica, continueremo a vigilare con attenzione. Il nostro compito non è solo difendere il lavoro e le imprese sane, ma garantire che gli anticorpi contro l'illegalità siano sempre più forti, affinché quanto accaduto non si ripeta mai più, a tutela della salute dei cittadini e della reputazione della nostra comunità.

Il Gruppo Consiliare Insieme per Santa Croce si dice "soddisfatto"

Come Gruppo Consiliare esprimiamo soddisfazione per la sentenza del Consiglio di Stato n. 10458/2025, che segna un primo passo avanti in una vicenda complessa che ha posto sotto la lente di ingrandimento il nostro territorio.
Il Consiglio di Stato stabilisce, infatti, che il Consorzio Aquarno e il Consorzio Depuratore di Santa Croce non sono responsabili e pertanto non dovranno sostenere le spese di bonifica per la contaminazione da keu del sito di Bucine in provincia di Arezzo.
I Giudici hanno chiarito che il Consorzio Aquarno ha operato nel pieno rispetto delle autorizzazioni vigenti e dei contratti stipulati e che il Consorzio non aveva il potere, né l'obbligo di inserirsi nelle scelte gestionali  compiute da soggetti terzi al di fuori della propria sfera di controllo.
Da sempre il nostro Distretto opera cercando di tutelare l’ambiente e favorire la crescita economica nel rispetto delle regole che lo hanno reso un’eccellenza nel mondo.
Dopo questo primo passo ci auguriamo che si faccia al più presto chiarezza sull’intera vicenda’.

Baldi: "Rimangono tutti I dubbi e le perplessità sulla governance politica del centrosinistra ai tempi del Keu”

Il gruppo di maggioranza “Insieme con Giannoni sindaco” per voce del capogruppo Flavio Baldi interviene sulla recente sentenza del Consiglio di Stato su un aspetto della vicenda Keu e dice: “Il consiglio di Stato ha definitivamente stabilito, in un procedimento amministrativo sul ramo aretino della vicenda Keu, che il Consorzio Aquarno e il Consorzio Depuratore di Santa Croce Sull’Arno non saranno chiamati a risarcire i presunti danni ambientali, scaturiti dalla scorretta gestione dei sottoprodotti industriali. Gli imprenditori conciari non sono stati ritenuti responsabili dei reati e delle irregolarità commesse dal soggetto che si occupava dello smaltimento del Keu. Questa sentenza mette in questo modo in evidenza un punto chiaro: un conto è chi produce sottoprodotti o rifiuti, altra questione chi li smaltisce e lo deve fare a regola d'arte”.
“Un passaggio importante - continua il capogruppo di Insieme con Giannoni sindaco, Baldi - che non offusca certo la risonanza del procedimento penale che è ancora nelle fasi iniziali dal punto di vista procedurale. La sentenza del Consiglio di Stato, ribadisce la serietà e la professionalità della classe imprenditoriale santacrocese della quale non abbiamo mai dubitato e che ci fa piacere sia stata riconosciuta dalla giustizia amministrativa”.
“Certo rimangono da chiudere tante cose nella vicenda Keu, - continua il capogruppo Baldi - soprattutto sulla governance politica del territorio e del depuratore, che al tempo dei fatti era in mano al centrosinistra. Così come siamo certi della serietà dei nostri imprenditori, siamo altrettanto perplessi sul ruolo della politica in tutta questa brutta vicenda, dove forse proprio la politica è stata debole e incapace di esercitare quella governance di garanzia di un territorio, che gli era in qualche modo demandata. Certo rimaniamo garantisti fino alla fine del terzo grado di giudizio, che sarà lungo da vedere, considerando che non si è ancora chiusa l'udienza preliminare. Un conto – conclude Baldi - sono i procedimenti giudiziari, nei quali non vogliamo e non dobbiamo entrare, un altro aspetto è la lettura politica dei fatti: su quella qualche perplessità sull'atteggiamento del centrosinistra e forse anche qualche dubbio francamente lo nutriamo ancora”.

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