
Il malfunzionamento sarebbe dovuto al distaccamento delle tubazioni di alimentazione, provocato dai lavori di adeguamento sismico dell’edificio. Le temperature in aula scendono sotto i 13 °C
"L’aula di mia figlia è al freddo da quando è iniziato l’inverno e la temperatura oggi, al rientro dalle vacanze, è di 13 gradi". Un rientro tutt’altro che caloroso come racconta un genitore di un’alunna che frequenta la classe 3 DS del liceo delle scienze umane del Pontormo in Via Bonistallo a Empoli. Il problema del riscaldamento nelle aule torna a farsi sentire, anche alla luce del recente abbassamento delle temperature che, in alcune zone dell’Empolese, ha portato anche a abbondanti nevicate.
Il problema andrebbe avanti da diversi mesi ormai, con temperature che si aggirano intorno ai 12-13 °C e studenti costretti a portare le coperte da casa. Secondo quanto appreso, il malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento sarebbe causato dal distaccamento delle tubazioni di alimentazione, a seguito dei lavori di adeguamento sismico che interessano l'edificio da aprile 2025. Una temperatura che risulta inferiore a quanto stabilito dalla normativa sul regolamento degli impianti termici (D.P.R. 412/93 e D. Lgs. 311/06), che fissa come temperatura minima nelle scuole i 18 °C.
La Direzione Edilizia della Città Metropolitana avrebbe affermato che "al momento non è possibile stabilire una data certa per cui tali tubazioni potranno essere riallacciate". Inoltre, afferma il genitore, "l’ente preposto non ha provveduto e nemmeno provvede tuttora a una soluzione provvisoria" per fronteggiare il freddo nelle classi.
Un problema, purtroppo, diffuso quello dei riscaldamenti poco efficienti o non funzionanti nelle scuole, già oggetto di proteste in alcuni istituti (Qui la notizia del liceo artistico) e delle recenti occupazioni degli istituti empolesi (Qui l’occupazione del Fermi e Qui del Pontormo).
"Siamo sinceramente dispiaciuti che le istituzioni che dovrebbero tutelare il diritto allo studio e alla salute dei cittadini fanno spallucce e non trovano soluzioni concrete - afferma il genitore -. I lavori ci sono da 1 anno e dureranno ancora, possibile che non si trovi una soluzione?".
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