Caso Cantini, quando i social diventano la stanza dell'odio

Il caso Cantini ha generato commenti atroci, anche sessisti o razzisti. Il PCI denuncia meme e commenti indicibili: "No a tutte discriminazioni"


"Stanno circolando sui social meme e commenti inaccettabili, che utilizzano riferimenti razzisti alla disabilità per attaccare con disprezzo Isacco Cantini, segretario empolese di FdI". Sta tutto nell'incipit della nota del PCI il succo dell'atrocità che è nata dopo il caso delle parole di Cantini.

Dopo la brutta uscita del segretario empolese di Fratelli d'Italia, che in un post facebook del nostro giornale ha commentato con "comunisti vi stermineremo", sono arrivate le reazioni del mondo politico, sia da sinistra sia da destra. Tutti e tutte hanno giustamente rimproverato la gravità delle parole di Cantini, che si è scusato e adesso starà a FdI prendere le sue decisioni, attese a stretto giro. Ma c'è di più.

Perché la notizia ha generato un altro genere di commenti e reazioni, parimenti censurabili. Come ha riportato anche il PCI Sezione "Abdon Mori" Empolese Valdelsa - politicamente non proprio sulla linea di Cantini - è stato superato un limite: l'attacco a Cantini è arrivato non tanto sulle sue parole, ma sulla sua disabilità. Disabilità a cui tutto il mondo politico, e anche gonews.it, non ha mai fatto riferimento perché il focus dell'argomento era una brutta frase politica.

Non stiamo a riportare il contenuto di commenti o meme su Cantini. Ancora una volta, però, i social hanno tirato fuori il peggio: così come hanno mostrato un lato censurabile di Cantini, hanno tirato fuori delle frasi ugualmente dannose. Attaccare Cantini per la sua disabilità quando il tema del discorso era tutt'altro è grave.

Così il PCI: "Deve essere chiaro che noi comunisti lottiamo per una società senza sfruttamento e discriminazioni, non competitiva, dove tutte e tutti possano partecipare a pari dignità alla gestione della vita associata. Da ognuno secondo le sue capacità e a ciascuno secondo i suoi bisogni. Cioè il comunismo. L'irrisione nei confronti delle differenze è propria di quella "cultura" che affonda le sue radici nel fascismo e nel nazismo. Chi si proclama democratico e antifascista dovrebbe saperlo bene. Siamo irriducibili nemici dell'ideologia politica di Isacco Cantini e del suo partito e su questa base (e soltanto su questa) li combattiamo nella battaglia delle idee e nella mobilitazione di piazza".

Ma non è finita qua, perché se c'è una cosa che purtroppo si impara dai social network è che l'odio genera odio, senza colore politico o bandiere di parte, in modo trasversale.

Senka Majda della Cgil, candidata alle regionali con Avs, ha fatto ad esempio un post di denuncia contro le parole di Cantini. Un normalissimo post, come se ne sono visti tanti dai politici e dalle politiche del territorio. Le sue parole hanno a loro volta alimentato una spirale di commenti e insulti sessisti e razzisti.

"Ha scatenato una valanga di insulti, offese sessiste e razziste, auguri di violenza, accuse collettive e tentativi di delegittimazione personale. Non sono 'opinioni'. Questo è odio. Io non risponderò con lo stesso linguaggio. Risponderò con la mia libertà. Continuerò a dire quello che penso, a schierarmi contro la violenza, il razzismo e ogni forma di disumanizzazione, anche quando dà fastidio. Soprattutto quando dà fastidio" ha scritto Majda, a cui è arrivata la solidarietà di molte forze politiche.

Per quanto ingenua e retorica sorge infine una domanda, che non ha niente a che vedere con la politica ma riguarda il nostro modo di rapportarci all'altro: tutto questo che senso ha?

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