Caso Cantini, Giovani Democratici: "L'odio non è un'opinione, chiediamo le dimissioni"

I Dem denunciano il linguaggio violento del commento di Cantini sotto il post di gonews: "Chi sceglie di fare politica deve assumersi la responsabilità di ciò che dice"


In merito al caso di Isacco Cantini, che ha suscitato reazioni contrastanti nel panorama politico e acceso discussioni sui social (anche violente e cariche d'odio), è intervenuto anche il gruppo dei Giovani Democratici di Empoli. I Dem sottolineano che certe parole, soprattutto se pronunciate da chi ricopre ruoli di responsabilità politica, non sono "uno scivolone, né una provocazione", ma una vera e propria "minaccia".

I Giovani Democratici denunciano l’uso di un linguaggio violento e intimidatorio in politica, ricordando come termini come "sterminio" mettano a rischio lo spazio democratico e allontanino i cittadini, in particolare i giovani, dalla partecipazione pubblica.

Empoli, città che conosce il valore dell’antifascismo e della resistenza, secondo i Democratici non può accettare di "sdoganare un linguaggio che richiama la violenza politica". A nulla varrebbero le scuse e la chiusura del profilo social,  in quanto "non sono sufficienti": "Chi sceglie di fare politica deve assumersi la responsabilità di ciò che dice", affermano.

Per queste ragioni, il gruppo chiede le dimissioni di Cantini, ribadendo un principio semplice: "L’odio non è un’opinione".

Di seguito la nota completa

"Quanto scritto sui social dal coordinatore di Fratelli d’Italia di Empoli, Isacco Cantini, non è uno scivolone né una provocazione: è una minaccia. Utilizzare la parola “sterminio” nei confronti di chi partecipa a una manifestazione o esprime un’opinione politica è qualcosa che dovrebbe allarmare chiunque creda nella democrazia.

Come Giovani Democratici di Empoli, parliamo a nome di una generazione che vive già abbastanza conflitti, precarietà e paura per il futuro. Non accettiamo che anche il linguaggio della politica diventi violento, intimidatorio e irresponsabile, soprattutto quando proviene da chi ricopre ruoli di comando in un partito che governa il Paese.

Le parole contano: creano clima, abitudini, confini. E quando si normalizza l’odio, quando si trasforma l’avversario in un nemico da “eliminare”, si rende più fragile lo spazio democratico e si spingono sempre più persone — in particolare i giovani — ad allontanarsi dalla partecipazione pubblica.

Empoli è una città che conosce il valore dell’antifascismo, della solidarietà e del confronto. È una città che purtroppo, come ha ricordato il sindaco Alessio Mantellassi commentando la vicenda, ha vissuto un periodo in cui lo sterminio degli oppositori politici c'è stato davvero. è una città che da quel periodo buio ne è uscita grazie alla resistenza e alla lotta per la Democrazia, ed è una città che nella sua vita democratica ha sempre saputo tenere insieme opinioni diverse senza mai arrivare alla disumanizzazione dell’altro. Per questo riteniamo grave che proprio qui si tenti di sdoganare un linguaggio che richiama la violenza politica.

Le scuse arrivate solo dopo le polemiche e la chiusura dei profili social non sono sufficienti. Chi sceglie di fare politica deve assumersi la responsabilità di ciò che dice, anche quando le parole fanno comodo a chi urla più forte. Non si può invocare la libertà di espressione solo quando conviene e poi tacere di fronte a minacce esplicite.

Colpisce inoltre il silenzio di chi, a livello nazionale, si dichiara sempre pronto a difendere il decoro istituzionale, ma non trova il tempo di condannare apertamente frasi che evocano lo sterminio degli oppositori politici. Questo doppio standard della destra italiana è parte del problema e si è già manifestato nel caso del post pubblicato dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, raffigurante la segretaria Elly Schlein in versione “befana”.

Per queste ragioni riteniamo che Isacco Cantini non sia più nelle condizioni di ricoprire un ruolo politico di responsabilità nella nostra città e ne chiediamo le dimissioni. Non per appartenenza o calcolo politico, ma per riaffermare un principio semplice: l’odio non è un’opinione.

Noi continueremo a fare politica in modo diverso: con il conflitto, sì, ma senza violenza, senza attacchi personali, senza minacce e senza paura. Perché il futuro non si costruisce andando contro qualcuno, ma credendo in qualcosa".

Segretario dei Giovani Democratici di Empoli

Amedeo Cantini 

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