Giancarlo De Cataldo ospite a "Il libro della vita" a Scandicci

Il 2026 inizia con un graditissimo ed illustre ospite, Giancarlo De Cataldo che domenica 11 gennaio, ore 11 all'Auditorium Rogers di Scandicci, parlerà del suo libro della vita "Illusioni perdute" di Honoré de Balzac. Anche l’edizione di quest’anno è dedicata a Sergio Staino, l’amico più fedele di questa fortunata rassegna, che seppure non fisicamente, continua a stare seduto in mezzo ai suoi concittadini ad ogni appuntamento della “messa laica” della letteratura. Gli incontri sono presentati da Raffaele Palumbo. La rassegna è realizzata dal Comune di Scandicci e realizzato con il contributo del Consiglio regionale ai sensi della L.R. n. 10/2025 ed il patrocinio di Città Metropolitana e in partnership con UniCoop Firenze.

Per questo incontro sarà disponibile il servizio di interpretariato simultaneo nella Lingua dei segni italiana (LIS) grazie alla collaborazione con l'Associazione ALISeI ETS.
De Cataldo (Taranto, 1956) è magistrato, drammaturgo, sceneggiatore. Ha scritto molti romanzi (il più noto è di certo Romanzo criminale, edito nel 2002 per Einaudi e vincitore l’anno successivo del Premio Scerbanenco: da questo libro Michele Placido ha tratto un celebre film, seguito poi da una serie tv), sceneggiature per cinema e televisione e testi teatrali. Collabora con quotidiani e riviste. Insieme a Graziano Diana ha diretto il documentario Il combattente - Come si diventa Pertini, tratto dal suo libro omonimo (Rizzoli 2014).

“Illusioni perdute” è una trilogia di racconti – I due poeti (1837), Un grand’uomo di provincia a Parigi (1839), Le sofferenze di un inventore (1843) – che hanno per protagonista Lucien Chardon, un giovane provinciale, ambizioso, costretto a scontrarsi con le difficoltà dell’autoaffermazione. Fragile testimone del suo tempo, senza alcuna volontà di affrontarlo veramente, ha un animo nobile e incapace di dedicarsi all’arte della sopraffazione: per questo i suoi sogni sono destinati a infrangersi bruscamente contro il cinismo della spietata società parigina. Tra autobiografia e indagine sociologica, filosofia e analisi delle passioni, realismo e immaginazione visionaria, Balzac affronta un tema intimamente legato alla propria esperienza diretta, al proprio difficile rapporto con la realtà borghese: il tema delle “illusioni perdute”, destinato ad assumere nelle opere successive toni sempre più amari.

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