
Ogni giorno, migliaia di persone in Italia si trovano a dover affrontare una battaglia silenziosa tra le mura del proprio condominio. Non si tratta di litigi sul riscaldamento o su rumori molesti, ma di qualcosa di più fondamentale: il diritto di entrare e uscire dalla propria casa. Per chi ha difficoltà motorie, temporanee o permanenti, le scale condominiali possono trasformarsi in una barriera insormontabile.
La questione è particolarmente rilevante in un Paese come l'Italia, dove secondo l'ISTAT il 72% della popolazione vive in condominio e dove oltre 3 milioni di persone convivono con disabilità motorie. A questi si aggiungono gli anziani che, pur non avendo una disabilità certificata, faticano sempre più a gestire rampe ripide e gradini alti. Il problema riguarda potenzialmente una famiglia su tre.
Cosa dice la legge italiana
La normativa italiana è chiara e tutela con forza il diritto all'accessibilità. La Legge 13/1989, dedicata al superamento delle barriere architettoniche, stabilisce che gli interventi necessari per garantire l'accesso alle persone con difficoltà motorie hanno carattere prioritario e non possono essere ostacolati dall'assemblea condominiale, salvo casi eccezionali di pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza dell'edificio.
Secondo l'articolo 2 del Decreto Ministeriale 236/1989, per barriere architettoniche si intendono "gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea". Una definizione ampia che include non solo persone con disabilità permanenti, ma anche chi ha subito un incidente, le donne in gravidanza avanzata, chi soffre di patologie cardiache o respiratorie.
La riforma del condominio del 2012 ha ulteriormente rafforzato questi diritti. L'articolo 1120 del Codice Civile prevede che l'assemblea debba deliberare entro tre mesi dalla richiesta. Se non lo fa, il condomino interessato può procedere autonomamente con l'installazione, sostenendo le spese ma senza dover attendere il consenso degli altri. Una tutela importante che spesso, però, resta sulla carta per mancanza di informazione.
I numeri di un problema diffuso
Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture, in Italia sono circa 1,2 milioni i condomini senza ascensore, per un totale di oltre 8 milioni di unità abitative. Di queste, almeno 600.000 ospitano persone con difficoltà motorie che potrebbero beneficiare di soluzioni tecnologiche per il superamento delle barriere architettoniche.
Le soluzioni esistono e sono sempre più accessibili. I montascale e servoscala moderni si adattano a qualsiasi tipo di scala condominiale, occupando uno spazio minimo quando non utilizzati e garantendo massima sicurezza grazie a sensori di seduta e rilevamento ostacoli e sistemi di arresto automatico. Sul mercato italiano operano diverse aziende specializzate nel settore dell'accessibilità: tra le realtà più consolidate figura l'azienda Stannah, che produce montascale e servoscala progettati per l'abbattimento delle barriere architettoniche, presente in Italia da oltre 30 anni, insieme ad altri operatori come Handicare e Vimec che offrono soluzioni con caratteristiche variabili di prodotto e assistenza post-vendita.
L'installazione richiede generalmente poche ore e non comporta modifiche strutturali all'edificio. I moderni montascale possono essere rimossi completamente senza lasciare tracce, un aspetto importante per chi teme che l'intervento possa deprezzare l'immobile o alterarne l'estetica.
Le resistenze più comuni (e come superarle)
Nonostante la chiarezza normativa, molti condomini si trovano a dover affrontare resistenze da parte di altri inquilini o dell'amministratore. Le obiezioni più frequenti riguardano l'estetica ("rovina l'aspetto del palazzo"), l'ingombro ("toglie spazio a tutti") e il timore di una svalutazione dell'immobile.
Si tratta di timori infondati. I montascale moderni sono progettati per integrarsi discretamente nell'ambiente, con finiture personalizzabili e ingombro minimo quando la poltroncina è chiusa. Quanto alla presunta svalutazione, diverse perizie immobiliari dimostrano esattamente il contrario: un edificio accessibile attrae un mercato più ampio e viene percepito come più moderno e inclusivo.
Un altro ostacolo frequente è la questione della ripartizione delle spese. Se il montascale viene installato nelle parti comuni, le spese di manutenzione ordinaria possono essere ripartite secondo i millesimi, mentre l'installazione resta a carico di chi la richiede. Tuttavia, come riportato in diverse analisi sulla cronaca locale, nessun condomino può opporsi all'installazione per motivi economici, poiché la legge privilegia il diritto alla mobilità rispetto a considerazioni di natura patrimoniale.
Storie di battaglie vinte
I casi di contenziosi risolti positivamente sono numerosi. Nel 2024, il Tribunale di Firenze ha confermato il diritto di una famiglia a installare un montascale nonostante il voto contrario dell'assemblea, ritenendo "prevalente l'interesse della persona con disabilità rispetto alle obiezioni estetiche degli altri condomini". Una sentenza che fa giurisprudenza e rafforza la tutela dei diritti.
Anche a livello locale, diversi Comuni stanno attivando sportelli informativi dedicati proprio al superamento delle barriere architettoniche condominiali. L'obiettivo è fornire supporto tecnico e legale gratuito alle famiglie che si trovano in difficoltà, evitando che la mancanza di informazione diventi un ulteriore ostacolo all'esercizio di un diritto.
Il ruolo dell'amministratore di condominio
Una figura chiave in questo processo è l'amministratore di condominio, che dovrebbe fungere da facilitatore anziché da ostacolo. Un amministratore preparato conosce la normativa, informa correttamente i condomini sui loro diritti e obblighi, e può evitare contenziosi costosi e inutili.
Purtroppo, non sempre è così. Molti amministratori, per scarsa formazione o per quieto vivere, tendono ad assecondare le resistenze della maggioranza assembleare anziché far valere i diritti di chi ha effettivamente bisogno dell'intervento. In questi casi, può essere utile rivolgersi alle associazioni di categoria (ANACI, Confedilizia) o alle associazioni per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, che possono fornire supporto legale e mediazione.
Guardare avanti
La questione dell'accessibilità condominiale non riguarda solo il presente, ma anche il futuro. Con l'invecchiamento della popolazione, sempre più persone si troveranno a dover affrontare difficoltà motorie legate all'età. Rendere i condomini accessibili oggi significa prepararsi a una società dove l'autonomia abitativa diventerà un'esigenza sempre più diffusa.
Serve un cambio culturale che parta dalla consapevolezza che le barriere architettoniche non sono un problema "degli altri", ma una questione che può riguardare chiunque, in qualsiasi momento della vita. Un incidente, una malattia, una gravidanza complicata: bastano pochi giorni per scoprire quanto le scale possano diventare un ostacolo insormontabile.
Le soluzioni tecnologiche esistono, gli incentivi fiscali sono generosi, la normativa è chiara. Manca ancora, troppo spesso, la volontà di applicarla. Ma le storie di chi è riuscito a far valere i propri diritti dimostrano che la battaglia per l'accessibilità può essere vinta, un condominio alla volta. Come evidenziato in numerosi articoli di attualità locale, la crescente sensibilità su questi temi sta portando a cambiamenti concreti nelle comunità.





