Chiusure nei festivi, Confesercenti: "La sfida è tutelare il pluralismo commerciale"

“Quindici anni di liberalizzazioni hanno rivoluzionato la morfologia della rete distributiva e modificato le abitudini dei consumatori: un cambiamento ancora in corso, accelerato dalla crescita esponenziale dell’ecommerce. Un ritorno al passato oggi, per quanto possa apparire affascinante, forse non ha senso”. Così Confesercenti dell’ area Valdera – Cuoio e Val di Cecina dichiara.

“Se le liberalizzazioni abbiano prodotto effetti positivi o negativi lo si può evincere dai dati: consumi in stallo, vaste aree desertificate, trasferimento di quote di mercato dalla rete tradizionale a favore della GDO e perdita di ricchezza e servizi in ampie porzioni del territorio. E con l’ecommerce concentrato per il 70% in società multinazionali, inoltre, una fetta importante della ricchezza generata dal commercio si sposta oltre confine”.

“In questo quadro il punto, ormai, non è stabilire se sia giusto aprire le attività commerciali la domenica e nei festivi. Il punto è come garantire il pluralismo della rete commerciale, con la compresenza delle diverse forme distributive. Quella tradizionale si è, obtorto collo, dovuta riorganizzare: chi ha vantaggi dall’apertura festiva la pratica, chi non ne ha tiene chiuso. Lavorare la domenica e nei festivi è diventato una scelta di natura imprenditoriale: tanti nostri soci aprono, tanti altri no. Conta di più, invece, assicurare alla rete diffusa condizioni di reale competitività e preservare, nelle città e nei paesi, quel servizio di vicinato che produce valore non solo economico, ma anche sociale”.

Fonte: Confesercenti Area Valdera-Cuoio e Valdicecina

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