Mihai, il senza casa che aiuta Novoli: fa piccole manutenzioni e sfalcia l'erba

Non ha una casa e ha qualche problema di salute, ma nemmeno in questi giorni di freddo smette di dare una mano alla comunità dove vive. Mihai, nome di fantasia, ha 43 anni, ha origini moldave e ogni giorno sfalcia l'erba, aiuta come può, fa piccole manutenzioni, sistema l'area dove si ferma. È in quel di Novoli, quartiere di Firenze, dove vive fa anni. E se qualcuno gli si avvicina e gli chiede se vuole qualcos'altro, Mihai risponde dicendo di darlo a chi ha più bisogno di lui.

È la storia che racconta Elisabetta Tredici, volontaria della Misericordia di Barberino di Mugello impegnata nelle uscite serali organizzate dal Coordinamento fiorentino nelle ultime settimane per fronteggiare l’emergenza freddo.

"Lo incontriamo da tre o quattro anni – spiega Tredici –. È una persona squisita, di una cortesia davvero fuori dal normale. Non chiede mai più del necessario. Nonostante la sua situazione, cerca sempre di rendersi utile. È il suo modo di restituire qualcosa, di non sentirsi solo un peso per gli altri. Storie come la sua ti ricordano perché è importante esserci, soprattutto nei mesi più duri".

Il servizio fa parte dell'accoglienza invernale in strutture adeguate organizzata dal Comune di Firenze e dedicata ai senza fissa dimora. A questo prende parte anche il Coordinamento delle Misericordie Fiorentine. Un lavoro strutturato che prevede uscite serali, distribuzione di beni di prima necessità ed una costante attenzione alle situazioni più fragili, soprattutto nei periodi di abbassamento delle temperature. Nelle ultime settimane i volontari hanno intensificato le uscite serali, ampliando anche le zone di intervento, dato il gran freddo.

Ancora Elisabetta Tredici: "Ogni volta partiamo con due pulmini carichi di coperte, maglioni, pantaloni, scarpe, biancheria intima e qualcosa da mangiare. Portiamo anche il tè caldo, che viene sempre accolto con grande piacere. Nel centro storico, durante una delle prime uscite del 6 dicembre, abbiamo incontrato circa 50 persone: solo in piazza Santissima Annunziata ce n’erano quindici o più alla volta".

Sono situazioni anche complicate: "In un’occasione ci siamo trovati davanti ad una persona con evidenti problemi di salute, probabilmente una grave infezione agli arti. Era seduta nel bagnato: abbiamo cercato di proteggerla dal freddo, cambiandogli calzini e vestiti e sistemando la situazione per quanto possibile".

L’attività delle Misericordie non si limita all’emergenza invernale ma guarda anche ai prossimi mesi, puntando sul coinvolgimento delle comunità locali e delle parrocchie. "Abbiamo avviato una collaborazione con la parrocchia di San Silvestro a Barberino di Mugello– spiega ancora Tredici –. Alcuni volontari hanno già partecipato alle uscite di dicembre e il 28 febbraio usciremo insieme al parroco e a una quindicina di ragazzi tra i 15 e i 17 anni, accompagnati da adulti. È un modo importante per educare i più giovani all’incontro con chi vive ai margini. Siamo strutturati e sappiamo come muoverci nei momenti di maggiore bisogno. È un lavoro silenzioso e costante: non risolve tutto, ma può fare la differenza per chi, come quell’uomo moldavo, affronta il freddo e la solitudine ogni giorno".

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