
Scatterà domenica 18 gennaio l’evacuazione nell’area tra Empoli e Vinci interessata dal disinnesco di un ordigno inesploso della Seconda guerra mondiale, ritrovato in piazza Guido Guerra. Circa 5.000 cittadini dovranno lasciare temporaneamente le proprie abitazioni. L’obiettivo è chiaro: azzerare ogni rischio.
L’Ausl Toscana centro sarà in campo con la rete territoriale, l’emergenza-urgenza e gli infermieri di famiglia e di comunità. Un lavoro costruito nelle settimane precedenti insieme ai Comuni coinvolti, alla Società della salute, alla Prefettura e alla Protezione civile, con un’attenzione particolare alle persone fragili.
Sulla base degli elenchi forniti dai comuni coinvolti, gli infermieri, coordinati dalla dottoressa Loriana Meini, gli operatori assistenti sociali della COT (centrale operativa territoriale) coordinati dalla dottoressa Loredana Moraru e i servizi sociali territoriali, coordinati dal dottor Franco Doni, direttore della Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa, hanno individuato le persone fragili in carico ai servizi sanitari territoriali e socio sanitari, e mediante contatti telefonici diretti concordato le forme di supporto, anche alla luce della condizione di salute.
Al momento, con dati in costante aggiornamento, sono state individuate circa trenta persone: una decina, in prevalenza anziani con pluripatologie, saranno accolte nella RSA Maria Regina di Orentano; poco più di venti saranno invece trasferite al Centro Diurno della Fondazione Chiarugi di Empoli, che sarà straordinariamente aperto la domenica.
Le associazioni di volontariato assicureranno la movimentazione degli utenti con mezzi dedicati, compresi i veicoli Disevac, pensati per il trasporto di persone con disabilità, in modo da garantire spostamenti sicuri e assistiti.
Le operazioni di spostamento dei pazienti da domicilio a RSA per i più fragili inizieranno sabato 17 gennaio mentre alle 7 del mattino di domenica inizieranno le operazioni generali, coordinate dal Coi (Centro operativo intercomunale) della Protezione Civile, che si concluderanno al termine di tutte le attività di messa in sicurezza, previste sempre per domenica 18 gennaio. Nei centri di accoglienza individuati dall’organizzazione complessiva saranno presenti sei infermieri, pronti a intercettare eventuali ulteriori bisogni sanitari e, se necessario, a predisporre soluzioni più adeguate.
Nei centri di accoglienza individuati dall'organizzazione vi saranno dei team SVEI composti da personale volontaria e da infermieri dell'Ausl Toscana centro per la valutazione delle esigenze immediate della popolazione con disabilità o specifiche necessita.
Un medico quindi sarà presente nel Coi.
«Abbiamo lavorato su un modello organizzativo da maxi emergenza – spiega il dottor Federico Federighi, della SOC Coordinamento maxi emergenze ed eventi di carattere straordinario – con un triage tempestivo e una forte integrazione tra sanità, territorio e volontariato. L’esperienza maturata ci consente di intervenire in modo ordinato, riducendo al minimo i disagi e garantendo assistenza continua alle persone più vulnerabili».
Sono coinvolti, oltre alla rete infermieristica e territoriale, la Società della Salute, diretta dal dottor Franco Doni, i Servizi sanitari della zona Empolese Valdarno coordinati dal dottor Paolo Amico, quindi per la rete territoriale il dottor Daniele Mannelli e tutte le realtà che operano nell’assistenza alla popolazione.
Per Empoli si tratta della seconda maxi emergenza di questo tipo, dopo quella del 7 settembre scorso.
Fonte: Azienda Usl Toscana Centro - Ufficio stampa
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