
Le parole del presidente Tombelli: "Ottant'anni dopo nuove violenze ci interrogano"
In vista del Giorno della Memoria 2026, l’ANED-Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti, sezione di Firenze, lancia un appello alla società civile e alle Istituzioni: ricordare è necessario, ma non è sufficiente se la memoria non diventa coscienza attiva, capace di leggere il presente e di contrastare nuove forme di violenza, esclusione e disumanizzazione.
Dopo oltre vent’anni di celebrazioni ufficiali del 27 gennaio, e a distanza di ottant’anni dalla tragedia che ha segnato l’Europa e il mondo, constatiamo con preoccupazione che la memoria rischia di trasformarsi in un rito vuoto se non viene calata nella realtà contemporanea. Nuovi stermini, nuovi genocidi, tentativi di deportazione, violenze verbali e fisiche, spesso alimentate da egoismi razziali e nazionalismi aggressivi, non solo non sono cessati, ma stanno aumentando sotto gli occhi di tutti e tutte.
La nostra Associazione è pienamente consapevole che la storia non si ripete mai in modo identico e che non è possibile – né corretto – sovrapporre meccanicamente ieri e oggi. Ma affrontare il Giorno della Memoria senza un appiglio concreto, senza il coraggio di interrogare l’oggi, significa tradire il senso profondo della memoria stessa e i valori che quotidianamente cerchiamo di difendere.
Non possiamo ignorare che, dopo ottant’anni, si continua a morire sotto le macerie delle bombe, come sta avvenendo a Gaza e in altre parti del mondo; che si costruiscono nuovi muri; che donne, uomini e bambini vengono uccisi in nome di scelte politiche e militari; che invece di valorizzare le differenze e i punti di forza delle società si alimentano paure, odio e nuovi nazionalismi. L’indifferenza, ieri come oggi, resta poi il terreno più fertile per ogni forma di brutalità.
Il Giorno della Memoria, quindi, non può diventare una parentesi rassicurante che assolve il presente. Deve, al contrario, essere un momento di assunzione collettiva di responsabilità. La nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dall’antifascismo, resta oggi più che mai un faro: i suoi principi di uguaglianza, solidarietà e ripudio della guerra vanno difesi e applicati.
L’ANED di Firenze invita Istituzioni, scuole e cittadini a vivere il 27 gennaio non solo ricordando, ma assumendo la responsabilità di impedire che l’orrore dei regimi totalitari si ripeta: ricordare per non ripetere non è uno slogan, ma un impegno civile e politico quotidiano contro ogni forma di indifferenza.
Lorenzo Tombelli, presidente ANED sezione Firenze
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