
"Basta solidarietà di circostanza. È il momento di reagire con i fatti" dicono dal sindacato che promuoverà azioni risarcitorie a proprie spese
Sono 22 i poliziotti del reparto mobile di Firenze rimasti feriti e refertati in ospedale in seguito ai violenti scontri avvenuti sabato a Torino, nel corso del corteo per Askatasuna, che hanno portato anche all'arresto di un 22enne della provincia di Grosseto ritenuto uno dei presunti aggressori dell'agente Alessandro Calista.
A dare notizia degli agenti di Firenze feriti è il Siulp, Sindacato italiano unitario dei lavoratori della polizia che parla di "lesioni giudicate guaribili, salvo complicazioni, dai 5 ai 15 giorni, conseguenza di un’azione violenta e organizzata messa in atto da delinquenti travisati da manifestanti, responsabili di fatti gravissimi che non possono e non devono rimanere impuniti".
Per il segretario generale Siulp Firenze Riccardo Ficozzi "non si è trattato di episodi isolati o casuali ma dell’ennesima aggressione deliberata ai danni di donne e uomini in divisa, la cui unica "colpa" è quella di rappresentare lo Stato ed essere chiamati a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica". Il SIULP Firenze ringrazia quanti, in queste ore, anche dalla città di Firenze, hanno espresso solidarietà e vicinanza ai poliziotti feriti, ma sottolinea con forza come la solidarietà non sia più sufficiente di fronte a una escalation di violenza che mette sempre più spesso a repentaglio la vita degli operatori di polizia.
"Siamo stanchi di proclami, di parole di circostanza e di buoni propositi che non trovano mai seguito nei fatti – prosegue Ficozzi – Questa deriva non è più tollerabile. Per questo abbiamo deciso di passare dalle parole ai fatti". Il SIULP Firenze annuncia di farsi promotore e patrocinatore, a proprie spese, di azioni risarcitorie individuali in favore di tutti i colleghi rimasti feriti, grazie alla vicinanza e collaborazione con l’avvocato Federico Bagattini, legale del Foro di Firenze e storico fiduciario del sindacato. "Ci faremo carico direttamente dei costi delle azioni legali – dice il segretario generale – affinché ogni collega possa ottenere un giusto ristoro per i danni subiti e affinché chi si è reso responsabile di queste vili e indecenti aggressioni sia chiamato a risponderne anche sul piano risarcitorio. È un atto che riteniamo necessario e giusto, di tutela e di rispetto verso chi ogni giorno indossa una divisa al servizio dello Stato, verso quelle donne e uomini che ora, come mai prima, vivono un crescente senso di abbandono. Il SIULP – conclude Ficozzi – non resterà più a guardare mentre la dignità, l’incolumità e la vita dei poliziotti vengono calpestate con crescente brutalità e, troppo spesso, in un clima di sostanziale impunità. Reagire oggi non è più una scelta, ma un atto di responsabilità".
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