
erimonia ufficiale nella caserma “La Marmora” per la restituzione di un labaro storico celebrativo della Prima Guerra Mondiale appartenente al Corpo dei Bersaglieri e sottratto negli anni ’80 dalla sede della sezione di Pinerolo dell’Associazione Nazionale Bersaglieri.
Alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Massimo Mennitti, comandante del Comando Unità Mobili e Specializzate dei Carabinieri, e del Generale di Brigata Antonio Petti, comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il cimelio è stato riconsegnato al Generale di Corpo d’Armata (in ausiliaria) Giuseppenicola Tota, presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri. Presente anche una delegazione della sezione torinese, dove lo stendardo sarà conservato.
Il labaro era stato individuato in vendita su una piattaforma e-commerce e riconosciuto dagli appartenenti all’associazione. Il successivo sequestro è stato eseguito dai militari della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze nei confronti di un collezionista fiorentino di oggetti militari.
Il bene recuperato, custodito nella cassa originale in legno, presenta lo stemma ricamato dei Bersaglieri, quello della città di Pinerolo e la dicitura “Associazione Nazionale Bersaglieri – Sezione ‘F. Rolando’ – Pinerolo”. La sezione, chiusa negli anni ’80, era intitolata al Maggiore Francesco Rolando, medaglia d’oro al valor militare. Il labaro è inoltre corredato dalle riproduzioni di sette medaglie – una d’oro, quattro d’argento e due di bronzo – attribuite a Bersaglieri del territorio distintisi durante il primo conflitto mondiale, mentre sul retro campeggia il tricolore italiano.
Grazie agli accertamenti investigativi e al riconoscimento formale del cimelio da parte dell’associazione, la Procura fiorentina ha disposto la restituzione ufficiale del bene. L’operazione conferma il costante impegno dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nel contrasto al traffico illecito di beni storici e artistici, anche attraverso il monitoraggio dei canali di vendita digitale, a tutela della memoria e dell’identità dei territori.
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