
Il Festival della canzone divergente con canzoni cantate dagli ospiti di Rsa, Rsd e centri psichiatrici
Proprio nel mese del Festival di Sanremo, a Firenze e provincia va in scena il Festival della canzone divergente, una rassegna di canzoni dove i protagonisti e i cantanti non sono i vip del palco dell’Ariston, bensì gli ospiti anziani delle Rsa, i disabili dei centri diurni e le persone con problemi di salute mentale dei centri psichiatrici.
Il Festival della canzone divergente – un festival speciale dove le canzoni non si ascoltano soltanto ma si scrivono insieme - coinvolgerà complessivamente 8 strutture per un totale di circa 150 persone fragili e culminerà con un evento finale giovedì 19 febbraio alle ore 15 presso il teatro La Fiaba in via delle Mimose 12, all’Isolotto, dove saranno cantate e suonate le otto canzoni più meritevoli.
Gli ospiti delle strutture, nelle ultime settimane, hanno composto canzoni per parlare della loro vita o, semplicemente, per allietare le loro giornate e superare momenti difficili e fragilità. Cercano le parole, trovano rime, intonano motivetti, suonano gli strumenti musicali, coordinati nel lavoro da animatori, educatori, musicisti e musicoterapisti che operano in queste strutture.
L’evento, patrocinato dal Comune di Firenze e ideato dall’animatore e musicista Nicola Corti, si avvale della collaborazione del Consorzio Zenit, che gestisce tre strutture che fanno parte della rassegna (Rsa San Giuseppe, Rsd Suor Ambrogina, Rsp Madre Fernanda). Le altre strutture sono Cddc Athena, Rsa San Silvestro, Rsa Chiarugi, Rsa GIgnoro, Rsa Paolo VI, Rsa Delfino. Tra i promotori dell’iniziativa, anche Montedomini, cooperativa Il Girasole, Fondazione Chiarugi, Liete Dissonanze, Elleuno, Delfino Residenze.
Il progetto si è sviluppato a partire da iniziative di musicoterapia per pazienti psichiatrici nel quale si cantavano canzoni famose. "Da subito però fu evidente – ha spiegato Nicola Corti, musicoterapista coordinatore dei gruppi – che potevamo andare oltre, così insieme a Paolo Pizziolo decidemmo di provare a far comporre le canzoni direttamente ai pazienti, e abbiamo realizzato che in questo modo erano molto più coinvolti e interessati, riuscivano a trasmettere le loro emozioni più profonde trasformandole in canzoni molto poetiche".
“Attraverso la composizione di queste canzoni, gli ospiti delle nostre Rsa scoprono nuovi modi di stare insieme, dando vita a una vera e propria famiglia insieme agli operatori, ai volontari, ai musicoterapeuti e agli altri residenti – ha dichiarato Valentina Blandi, direttrice del Consorzio Zenit – Con le loro parole e le loro melodie, gli anziani ci trasmettono un messaggio prezioso: la fragilità non deve farci paura, ma va riconosciuta e accolta come parte integrante della nostra esistenza. Ciò che conta è imparare a viverla nel modo più consapevole possibile, cercando di affrontare e contenere il dolore grazie alla sensibilità e al sostegno della comunità che si prende cura delle persone più vulnerabili.”
Fonte: Ufficio stampa
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