Caporalato in Toscana, le misure per contrastarlo

L’assessore all’Agricoltura Leonardo Marras risponde in Aula all’interrogazione dei consiglieri di FdI contro il caporalato


Il quadro strategico e la governance per dare una lettura regionale al fenomeno del caporalato è il protocollo d’intesa avviato nel 2016, aggiornato e prorogato fino al 2026, che ha istituito una cabina di regia, con governance regionale e approccio multidisciplinare che coinvolge, oltre alle direzioni agricoltura, lavoro e sanità, anche sindacati, organizzazioni produttive e organi di vigilanza. Così l’assessore all’Agricoltura Leonardo Marras ha risposto in Aula all’interrogazione sulle misure per contrastare il caporalato in Toscana presentata dai consiglieri regionali di FdI Luca Minucci, Vittorio Fantozzi, Marco Gemelli Alessandro Capecchi.

Tra gli obiettivi della cabina di regia, Marras ha ricordato “la promozione della trasparenza nei rapporti di lavoro, la valorizzazione delle imprese etiche, il monitoraggio con relazione tecnica annuale e una banca dati centralizzata”. E “per contrastare l’intermediazione illecita – ha aggiunto - la Regione ha rafforzato il ruolo dei centri per l’impiego”.

L’assessore ha continuato: “Un pilastro dell’azione regionale sono le linee di indirizzo per la corretta individuazione dei prestatori di servizi forniti alle imprese degli appalti agroforestali, la check list operativa, che include strumenti pratici per il controllo dei fornitori di terzi, e l’area critica per i fenomeni di interposizione illecita”. Riguardo alla formazione e agli incentivi finanziari, il complemento di sviluppo rurale 2023-27 (Fesr) ha stanziato due milioni di euro per progetti di formazione e sensibilizzazione degli operatori sul tema della sostenibilità sociale e della condizionalità, sono stati finanziati 12 progetti con contributo del 100 per cento.

Sull’integrazione dei migranti, Marras ha parlato di “un avviso sperimentale da circa 769mila euro per la formazione dei richiedenti asilo” con “percorsi fino a 220 ore per corsi di lingua italiana e acquisizione di patentini professionali per l’utilizzo, ad esempio, di trattori e gru”. Sul monitoraggio infortuni e sicurezza sul lavoro, l’assessore ha risposto con dati Inail che “indicano una progressiva diminuzione delle denunce: da tremila nel 2018 a 2.300 nel 2024”, anche se ancora restano criticità. “Il 55per cento degli infortuni si concentra sui territori di Arezzo, Grosseto, Siena” e “gli infortuni gravi colpiscono per lo più gli ultra 65enni (38per cento delle vittime) e i lavoratori stranieri (uno su quattro)”. “Il trattore è responsabile di incidenti mortali e gravi e per rispondere a queste sfide la Regione ha creato un centro per la sicurezza in agricoltura a Cesa”.

Marras ha sottolineato che l’azione regionale, estesa anche agli altri settori oltre all’agricoltura, interviene con il progetto Soleil 2024-26 (Servizi di Orientamento al Lavoro ed Empowerment Interregionale Legale) finanziato con 4 milioni e 75 mila euro. Il progetto interviene in settori ad alta irregolarità come moda, oreficeria e servizi. Si vuole migliorare il coordinamento tra tutti i soggetti che operano sul territorio;

facilitare l’emersione delle situazioni di sfruttamento grazie a sportelli dedicati, offrire ascolto, protezione e orientamento legale alle vittime e a chi rischia di diveltarlo; rafforzare le competenze degli operatori pubblici e privati; dialogare con le imprese per promuovere etica del lavoro, responsabilità e sicurezza.

Sugli obiettivi raggiunti l’assessore ha ribadito che “nel 2025 sono state ispezionate 16mila 399 aziende (l’8,3 per cento del totale regionale) ed effettuati 1.163 controlli in agricoltura” e ancora “sul 70,7 per cento delle ispezioni sono stati rilevati illeciti; in agricoltura la percentuale di irregolarità è salita dal 54,9 per cento del 2023 al 69,1 per cento del 2024. Questo può essere condizionato anche dall’attività di vigilanza incrementata ogni anno”.

Per il lavoro nero “nel settore agricolo i lavoratori in nero rappresentano il 37per cento di quelli ispezionati nel 2024, un dato in aumento rispetto al 22per cento dell’anno precedente, anche questo dato può essere condizionato dall’incremento delle ispezioni”. In conclusione, “la Regione conferma l’impegno a proseguire e rafforzare le azioni di competenza in materia di servizi per il lavoro, orientamento e formazione integrando gli strumenti già attivi, protocollo e cabina regia, con l’implementazione delle misure previste da Soleil, il raccordo con i soggetti competenti per le attività ispettive e di repressione. Per il 2026 l’impegno della Regione è quello di mantenere l’obiettivo ispettivo del 7,5per cento delle aziende e a implementare le misure di Soleil, consolidando la lotta al caporalato come priorità politica trasversale”.

“Non mi ritengo soddisfatto – ha detto Luca Minucci nella sua replica. – La Toscana rimane pericolosamente a rischio, non possiamo ignorare il contrasto tra la strategia nazionale e l’arretramento degli indicatori con quello che si rileva in regione”. “A livello nazionale il Governo Meloni ha trasformato il contrasto al caporalato in un pilastro dell’azione dello Stato”. “Nel nostro territorio il quadro è diverso – ha continuato Minucci - mentre l’indice di irregolarità agricola nazionale segna una flessione positiva, nella nostra regione i controlli dell’ispettorato dei carabinieri registrano ancora tasso di sommerso superiore alla media, con il 37per cento dei lavoratori in nero ispezionati” e “questa media ci dice come ci sia una tendenza allo sfruttamento che non accenna a diminuire”. “La nostra amministrazione deve riuscire ad incrementare i protocolli di legalità come hanno fatto altre regioni”, “siamo la maglia nera sia per la sicurezza che per l’igiene nei siti di raccolta”, “occorre avere una linea immediata di azione e tolleranza zero verso questo fenomeno”, “la regione dovrebbe costituirsi parte civile in ogni processo per dimostrare che lo Stato su questo tema non arretra”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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