Dalle Grandi Pianure a Empoli: i Lakota Sioux al Conservatorio Ss.ma Annunziata

Un ponte culturale tra la Toscana e il Sud Dakota: gli studenti del Conservatorio incontrano il Prof. Alessandro Martire, rappresentante della Nazione Lakota presso l'ONU


Il Conservatorio Ss.ma Annunziata di Empoli, gestito dalla rete di scuole paritarie Scuole per Crescere, si conferma ancora una volta un polo educativo all'avanguardia, capace di abbattere le pareti delle aule per connettere i propri alunni con la realtà globale. È in partenza il progetto didattico verticale denominato “Native Americans”, un percorso interdisciplinare che coinvolgerà gli studenti in un viaggio attraverso la storia, la sociologia e l'antropologia dei popoli nativi del Nord America.

L'iniziativa si distingue per la sua natura trasversale e verticale, coinvolgendo attivamente diverse fasce d’età dalla scuola Primaria, passando per la scuola Secondaria di Primo Grado e i Licei Linguistico e Scienze Umane.

Questa scelta pedagogica permette di declinare i contenuti in base ai diversi livelli di maturità, garantendo però un obiettivo comune: la sensibilizzazione al rispetto delle minoranze etniche e la valorizzazione delle identità culturali. Non si tratta solo di studio mnemonico, ma di un esercizio di consapevolezza per formare futuri cittadini del mondo.

Il cuore pulsante del progetto è stata la mattinata di oggi, mercoledì 25 febbraio, quando il Conservatorio ha avuto l’onore di ospitare il Prof. Alessandro Martire.

Martire non è intervenuto solo come accademico, ma nella sua prestigiosa veste istituzionale di rappresentante in Italia e presso l’ONU della Nazione Lakhota Sioux di Rosebud. La sua testimonianza ha offerto agli studenti uno sguardo autentico sulle vicende che hanno interessato le tribù dalla colonizzazione fino alle sfide della contemporaneità, portando la voce di un popolo che lotta per la propria autodeterminazione e la tutela delle proprie radici.

Analizzando usi, costumi e tradizioni, i ragazzi hanno avuto modo di riflettere su temi universali: il rapporto uomo-natura, la gestione delle risorse e l’importanza della memoria storica. Per gli studenti del Conservatorio, questo incontro ha rappresentato un'occasione rara di confronto con una cultura che ha saputo resistere al tempo, mantenendo viva una visione del mondo radicata nel rispetto reciproco e nell'equilibrio.

Dall’istituto dichiarano: "Attraverso questo percorso, vogliamo che i nostri alunni non siano solo spettatori della storia, ma protagonisti attivi nel promuovere una cultura dell'accoglienza e dell'integrazione”.

Fonte: Ufficio Stampa

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