
La serata di restituzione del progetto co-finanziato dalla Regione Toscana indica la strada da percorrere. Ribadito l'interesse nel mantenere attivi gli eventi anche nelle zone meno battute del centro
Si è concluso a fine novembre il progetto Hugo - Luci accese sulla città avviato a Empoli con co-finanziamento della Regione Toscana (PR FSE+ 2021-2027). Nella serata del 24 febbraio 2026 il Museo del Vetro è stato protagonista di un evento di restituzione intitolato 'Arte, sicurezza e cura degli spazi', dove è stato possibile inquadrare gli effetti innovativi del progetto che si è dipanato sia a livello artistico con il progetto Boule de Neige, sia a livello sociale e di sicurezza con gli operatori di strada.
Infatti l'affidamento alla Cooperativa sociale Cepiss ha permesso dall'estate 2025 di 'dare luce' al tessuto sociale del centro, cercando di mediare i conflitti latenti e facilitare relazioni tra le varie componenti. Di questo e di molto altro si è riflettuto nell'arco della serata di restituzione di martedì 24 febbraio 2026, introdotta dalla direttrice dei Musei di Empoli, Cristina Gelli, e che ha visto gli interventi di molti protagonisti.
GLI INTERVENTI DELL'AMMINISTRAZIONE
Il sindaco ha affermato che il progetto Hugo e Boule de Neige sta dentro una visione complessiva. Abbiamo l'elemento securitario, che non può essere sostituito. Poi c'è il presidio dello spazio, con convenzioni come con l'Associazione Nazionale Carabinieri. C'è l'elemento delle telecamere come deterrente, che arriveranno anche sulla zona di Borgo-Porta Pisana. C'è l'elemento del decoro e dell'illuminazione, su cui stiamo lavorando assieme alla manutenzione del verde a livello strutturale. Ma non basta. Serve inserire un elemento di vitalità positiva mancherà sempre un pezzo fondamentale del progetto. Abbiamo colto l'occasione del bando della Regione tramite il progetto Hugo e anche eventi come il festival Contesto, Piazzetta Live e altri generatori positivi degli spazi. La cultura può cambiare connotazione dello spazio, gli dà valore. Un fondo vuoto diventa luogo d'arte, nel nostro caso. Non dobbiamo perdere questi elementi, non deve essere un elemento spot. Abbiamo portato un'elevata qualità culturale nel contesto empolese anche grazie al Museo del Novecento, che da Firenze ha posto l'occhio sulla nostra realtà e ha sviluppato un progetto artistico importantissimo.
L'assessore alla Cultura ha affermato che chiudiamo questo progetto con grande soddisfazione, presentando il catalogo con le opere degli artisti e delle artiste che hanno contribuito a rendere possibile la mostra d'arte contemporanea che ha attraversato le vie interessate dal progetto: con Boule de Neige, attiva dal 9 di novembre fino al 15 di febbraio, 'spiando' attraverso i fori delle vetrine lungo la via Spartaco Lavagnini e in piazza Madonna della Quiete. È stata una scelta positiva, per la prima volta un progetto di arte contemporanea diffusa è arrivato in città. Credo profondamente che l'arte possa essere un veicolo di rigenerazione dei centri e di riqualificazione delle aree urbane. La bellezza avvia ponti e legami tra interessi comuni, questo abilita il dialogo.
L'assessora alla Sicurezza ha aggiunto che per la sicurezza servono tre aspetti: rispetto delle regole, dialogo e socialità. Noi abbiamo previsto delle ordinanze chiare che parlano di chiusura anticipata di alcuni esercizi commerciali e divieto di uso di sostanze alcoliche in alcune vie del centro. Al contempo abbiamo previsto anche la polizia municipale a piedi nel centro storico. Con il progetto Hugo abbiamo messo in campo qualcosa di diverso, abbiamo creato momenti di incontro, di socialità, di pittura, momenti musicali, momenti in cui i bambini che abitano la Piazza Madonna della Quiete hanno dipinto i loro disegni insieme agli adulti, ma abbiamo anche creato momenti di lettura e riflessione. Abbiamo fatto sì che le varie persone, le varie culture che abitano il centro, potessero dialogare tramite il progetto degli educatori di strada e per questo ringrazio la cooperativa Cepiss.
GLI INTERVENTI DEI PROTAGONISTI DI HUGO
A seguire i responsabili della cooperativa Cepiss ha spiegato il progetto per sommi capi, tramite un report che ha portato a consigli e suggerimenti per iniziative che portino a maggiore coesione sociale tra le varie comunità. In sintesi, quello che è emerso dal progetto, è che i problemi nascono anche dal fatto che le comunità che abitano alcune zone del centro non si conoscono, per questo creare un ponte è utile per abbattere i pregiudizi.
Gli artisti (Marco Bagnoli, Francesca Banchelli, Chiara Bettazzi, Marcela Castañeda Florian, Giovane Ceruti e David Reimondo) hanno ringraziato per l'opportunità di lavorare in libertà. Tra gli interventi, quello di Castañeda Florian che si è detta "fiera di aver lanciato il messaggio che siamo tutti persone di questo mondo, tutti ugualmente e insieme. Avevamo il compito di dare gioia alla città, Empoli è stata una scoperta molto interessante e sono riuscita a mettermi in gioco con le persone, lavorando come nel mio paese natale, la Colombia".
A ribadire il concetto anche Sergio Risaliti, direttore del Museo Novecento e curatore di Boule de Neige assieme ad Antonella Nicola: "L'arte ha bisogno di uscire fuori e oggi c'è bisogno di mischiarci tutti insieme. Non dobbiamo avere pregiudizi o paure”.
LE ANTENNE DI COMUNITÀ
In chiusura, hanno preso parola anche alcuni protagonisti del progetto come i proprietari dei fondi che hanno ospitato le opere d'arte, due 'antenne di comunità' che hanno fatto da mediatori per presentare le attività e coinvolgere quanti più cittadini.
Tra le 'antenne di comunità' è stata preziosa la testimonianza di Teresa Poggi e Claudia Lazzeri, insegnanti della scuola del centro città Peter Pan: "Siamo entrati nel progetto grazie agli educatori di strada. La loro proposta ci è piaciuta perché la nostra scuola è tutta multiculturale. I bambini sono tutti amici, più difficoltà invece ci sono tra le famiglie. Parte del nostro lavoro è far incontrare le famiglie e farle interagire. Abbiamo supportato i ragazzi sponsorizzando le iniziative più adatte alle famiglie, invitandoli con noi a essere presenti. Per noi è un punto di partenza da continuare". Un altro 'punto fermo' del progetto è stato il dj di origine nigeriana Humer Ras, punto di contatto con la comunità di piazza Madonna della Quiete: "È bello stare insieme in centro con gli eventi, ci abbiamo messo molto impegno per seguirli e coinvolgere tante persone".
Lato commercianti, è intervenuto Andrea Panchetti, proprietario del panificio all'angolo via Chiara-via Marchetti: "In quest'ultimo anno so che qualcosa è cambiato, è cambiata la mentalità, il modo di accendere un faro su un certo luogo. Non dobbiamo lavorare solo in difesa. Abbiamo ascoltato tutte le persone che gravitavano in quell'area e abbiamo fatto sistema. Questo progetto è una bella idea che deve andare avanti".
Parole di apprezzamento anche da Giovanni Guerri, proprietario di un fondo di via Salvagnoli che si è detto "entusiasta di questa idea" e ha chiesto di mantenere l'opera sul suo locale di proprietà.
Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa
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