
Il portavoce dell'opposizione si rivolge al presidente Giani su due avvisi pubblici, uno dei quali annullato
Alessandro Tomasi, portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, chiede al Presidente Eugenio Giani chiarezza su due avvisi pubblici, anche alla luce del recente annullamento in autotutela di uno dei due concorsi.
Il primo è quello, viene spiegato in una nota, che ha visto vincitore Giovanni Palumbo, direttore responsabile della Direzione organizzazione e personale della Regione, attraverso una procedura bandita dal suo stesso ufficio, così come riportato anche dalle cronache regionali. "A fronte della valutazione dei titoli e della determinazione dei punteggi in cui – spiega Tomasi - particolare importanza viene data agli incarichi, nomine e designazioni formalmente attribuiti e svolti in nome e per conto dell’ente di appartenenza o di altra pubblica amministrazione, è necessario sapere chi ha inserito il criterio nelle competenze professionali da valutare, se è mai stato utilizzato nelle altre progressioni verticali della Regione e se è stato oggetto di confronto con i sindacati. È inoltre necessario chiarire se all’interno della commissione esaminatrice fossero presenti uno o più membri in conflitto di interesse o in stato di subordinazione professionale rispetto al dottor Palumbo, oppure dirigenti afferenti al suo servizio. A fronte del fatto che l’avviso è stato gestito dall’area di competenza dello stesso direttore, queste sono domande che oserei definire normali visto che ogni azione amministrativa dovrebbe essere imparziale e trasparente. L’anomalia è la mancanza di risposte a quesiti del tutto leciti". L’interrogazione era all’ordine del giorno del Consiglio regionale di martedì ma è saltata, a causa della mancanza in aula del presidente Giani.
Stessa sorte, prosegue la nota del consigliere, per l’interrogazione presentata negli scorsi giorni da Tomasi su Cristina Manetti, assessore regionale alla cultura e al diritto alla felicità. Un anno fa, allora Capo di Gabinetto in Regione, Manetti ha partecipato al concorso per dirigente giornalista dell’ufficio stampa del Meyer, concorso che adesso – dopo un iter durato quasi tre anni - è stato annullato in autotutela.
"A giugno 2023 – spiega il portavoce dell’opposizione – nel nuovo piano del fabbisogno del personale non si menziona la necessità di un dirigente giornalista. Dopo soli tre mesi, al contrario di quanto stabilito, viene invece deciso di bandire un concorso per questa figura afferente allo staff della direzione generale dell’azienda ospedaliero-universitaria. Il bando viene successivamente modificato rispetto alla formulazione iniziale, con una rimodulazione nella parte relativa alla valutazione dei titoli e delle prove e, quindi, dell’esperienza del candidato. Nella vicenda, infine, interviene anche la Cisl con una lettera in cui chiede all’Azienda di verificare l’osservanza normativa, contrattuale e deontologica del bando. L’ultimo atto, a fronte del parere legale richiesto da chi ha indetto il concorso, è l’annullamento in autotutela del 22 gennaio scorso. È necessario chiarire da cosa sia dipesa la modifica dell’avviso – in corsa - con nuovi elementi delicati e fondamentali ai fini della valutazione finale. Questa figura professionale, inoltre, era prioritaria per l’azienda oppure no? E quali costi sono stati sostenuti per una procedura che non ha prodotto risultati? Quali costi per i pareri legali? La risposta scritta che ho avuto dall’azienda – conclude il portavoce - non può essere considerata soddisfacente, specialmente perché nulla spiega sulle modifiche dette. Ritengo quindi necessaria una risposta del presidente in aula perché è inaccettabile che di fronte alle domande del tutto legittime emerse su queste vicende, la politica non intervenga in nome di quel principio di trasparenza di cui proprio la Regione deve essere garante".
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