Crocifisso nelle scuole a Firenze, lite accesa in Consiglio comunale. Interviene la municipale

(Foto gonews.it)

Il consigliere della Lega Guglielmo Mossuto all'assessora all’urbanistica Caterina Biti: "Gli islamici non vi voteranno". E poi esplode: "Stai zitta"


Un acceso scontro politico ha segnato la seduta del Consiglio comunale di Firenze, innescato da una domanda di attualità del consigliere della Lega, Guglielmo Mossuto, sul tema dei simboli religiosi nelle scuole cittadine e sulle scelte didattiche di alcuni istituti. La discussione, già di per sé delicata, è degenerata in un vero e proprio scontro verbale in aula che ha visto protagonisti Mossuto e l’assessora all’urbanistica Caterina Biti, tanto da richiedere l’intervento della polizia municipale per separare i contendenti e riportare la calma.

La scintilla è scoccata quando Mossuto ha sollevato il tema del crocifisso e del presepe nelle scuole, in relazione alla recente bocciatura da parte di Palazzo Vecchio di una mozione presentata da Noi Moderati per ripristinare in tutti gli istituti scolastici il simbolo religioso e la tradizione del presepe a Natale. Nella stessa interrogazione il consigliere ha fatto riferimento all’iniziativa di una scuola cittadina — l’istituto Sassetti-Peruzzi — dove la dirigenza ha dato la possibilità a studenti di religione musulmana di utilizzare un’aula per le preghiere durante il periodo del Ramadan.

Nel replicare alla domanda, Mossuto ha pronunciato affermazioni forti nei confronti della maggioranza, tra cui: “La Lega non è per la sottomissione, tutti questi islamici a cui voi vi inchinate poi non vi voteranno”. Parole che hanno subito innescato la reazione dell’assessora Biti, definendole inammissibili e lesive del rispetto istituzionale. Il clima si è ulteriormente surriscaldato quando il consigliere, nel corso dell’acceso confronto, ha rivolto all’assessora l’espressione “Stai zitta”, provocando lo sdegno di molti presenti e costringendo alla sospensione momentanea della seduta.

A tentare di ristabilire l’ordine è intervenuto il vicepresidente dell’assemblea, Vincenzo Pizzolo (Avs-Ecolò), che tuttavia, nel tentativo di richiamare l’aula al silenzio, si è lasciato sfuggire un lapsus chiamando Mossuto “assessore” anziché “consigliere”, con una battuta successiva - “assessore per fortuna ancora” - che ha ulteriormente complicato il clima dei lavori.

Dopo oltre 45 minuti di sospensione dei lavori consiliari a causa delle tensioni, il presidente del Consiglio comunale Cosimo Guccione ha convocato una conferenza dei capigruppo per cercare un chiarimento e un nuovo approccio ai temi in discussione, mentre la seduta è poi ripresa.

La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha commentato la vicenda definendo il Consiglio comunale “non un circo”. Funaro ha richiamato al rispetto degli spazi istituzionali e delle persone, evidenziando che esprimere il proprio pensiero è un diritto, ma non può avvenire a scapito del rispetto altrui e delle istituzioni stesse. La sindaca ha condannato l’atteggiamento definendolo "aggressivo, poco rispettoso e anche sessista", ribadendo la necessità di tutelare consigliere e assessore da comportamenti offensivi.

Grande impegno sul tema ha avuto anche l’assessora all’educazione, Benedetta Albanese, intervenuta durante il Consiglio per chiarire la posizione della Giunta sulla questione dei simboli religiosi nelle scuole. Albanese ha affermato che “la scuola pubblica non è il campo di battaglia delle ideologie o dei partiti”, ricordando i principi di autonomia scolastica e libertà educativa, e sottolineando che l’iniziativa del dirigente scolastico del Sassetti-Peruzzi di concedere una stanza per la preghiera era frutto di ascolto e dialogo con gli studenti, nel pieno rispetto della libertà religiosa costituzionalmente garantita. Secondo l’assessora, mettere in contrapposizione presepe, crocifisso e spazi per il Ramadan rappresenta una forzatura polemica che non aiuta il confronto pubblico né la comunità scolastica.

Lo scontro ha trovato critiche anche nei ranghi del Partito democratico di Firenze. Il capogruppo Pd Luca Milani e i vice capogruppo Alessandra Innocenti e Cristiano Balli in una nota congiunta hanno parlato del linguaggio e dei modi usati in aula come uno “schiaffo alla democrazia”, auspicando un abbassamento dei toni e manifestando sconcerto per attacchi ripetuti alle consigliere e alle assessore, evocando perfino una possibile componente misogina nelle critiche rivolte alle rappresentanti femminili della maggioranza.

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