
Convalidato il fermo dei tre indagati. Accuse di omicidio volontario e rissa aggravata
Restano in carcere due dei tre indagati per l’omicidio di Gabriele Citrano, il designer industriale di 33 anni, originario di Palermo e residente a Pisa, ucciso la notte del 27 febbraio in un appartamento di via Reginaldo Giuliani, a Firenze.
Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo disposto dalla Procura e ha applicato la custodia cautelare in carcere per un 34enne fiorentino e un viareggino. Arresti domiciliari, invece, per un 52enne lucchese, in considerazione di problemi di salute.
Per tutti e tre, a vario titolo, le accuse sono di omicidio volontario, rissa aggravata e lesioni aggravate. Secondo il gip sussiste il rischio di reiterazione del reato, anche in ragione dell’efferatezza della condotta contestata.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Andrea Cusani, prosegue. Domani sarà conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo della vittima.
Dalle prime risultanze investigative, all’origine della violenta lite ci sarebbe un credito non riscosso di circa 2.000 euro legato a una presunta partita di droga. La rissa sarebbe iniziata nei pressi della stazione di Rifredi per poi proseguire nell’abitazione dove si è consumato il delitto.
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