Carcere di Prato, rivolta di detenuti per impedire il sequestro di droga

La procura ricostruisce episodi recenti alla Dogaia: telefoni e stupefacenti continuano a entrare nell’istituto


Una rivolta di circa 60 detenuti avrebbe impedito agli agenti della polizia penitenziaria di sequestrare della droga all’interno del carcere della Dogaia di Prato. L’episodio, avvenuto il 28 febbraio, è stato ricostruito dalla procura di Prato che segnala come gli agenti si siano trovati in forte inferiorità numerica.

Secondo quanto riferito dalla procura, nonostante le operazioni condotte tra giugno e dicembre 2025 e nei primi mesi del 2026, all’interno dell’istituto continuerebbero a entrare telefoni cellulari e sostanze stupefacenti, alimentando un sistema di approvvigionamento e spaccio che coinvolgerebbe detenuti e soggetti esterni.

Tra gli episodi recenti segnalati dagli inquirenti, il 13 febbraio è stato intercettato un pacco postale destinato a un detenuto: tra alcune fette di salumi erano nascosti circa 10 grammi di cocaina e 206 grammi di hashish.

Il 20 febbraio, invece, all’esterno del muro di cinta del carcere sono stati sequestrati tre pacchetti contenenti 240 grammi di hashish, 24,2 grammi di cocaina, oltre a un telefono cellulare e una chiavetta modem, dispositivi che avrebbero consentito la comunicazione con l’esterno.

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