Corteo transfemminista di Non una di meno a Empoli: "8 marzo giornata di lotta e mobilitazione"

Lo sciopero "per immaginare una società che metta al centro la cura e la vita, non il profitto e la guerra"


Domenica 8 marzo a Empoli "Corteo transfemminista" organizzato da Non una di meno Empoli: il ritrovo sarà alle 16 in piazza della Vittoria e il corteo si muoverà per il centro, in un percorso di circa 1,7 chilometri, attraversando piazza Gramsci, via del Giglio, piazza Farinata degli Uberti, piazza XXIV Luglio, via Giuseppe del Papa per poi tornare al punto di partenza in piazza della Vittoria, con gli interventi conclusivi.

"Quest'anno sarà ancora sciopero transfemminista, lunedì 9 marzo, e l'8 sarà una giornata di lotta e mobilitazione" scrivono da Non una di meno Empoli. Due giorni "per ribadire che questo presente costellato da violenza patriarcale, razzista e istituzionale, guerre, genocidi, militarizzazione, repressione, precarietà non è un destino a cui non possiamo sfuggire, ma il prodotto di politiche e retoriche autoritarie precise".

"L’economia di guerra non è più una minaccia astratta, ma una realtà tangibile" e "la sottrazione delle risorse destinate ai bisogni reali, per destinarle invece al riarmo e alla militarizzazione, è sistemica". Per Non una di meno "la nostra risposta alla violenza è collettiva, culturale e quotidiana e straborda nelle piazze e negli scioperi. Per farlo abbiamo bisogno della pratica transfemminista, che continua ad essere uno degli anticorpi più efficaci e potenti, perché riesce a mettere al centro le vite materiali, le relazioni personali e politiche e le infrastrutture della cura. Vogliamo continuare a immaginare insieme nuovi modi di opporci a questo presente soffocante, per costruire una lotta imprevedibile e concreta".

Elencata dall'assemblea empolese una lista di motivazioni dello sciopero:

"Dopo dieci anni, oggi è ancora più urgente lo sciopero dal lavoro riproduttivo e produttivo, dai generi e di genere.

Scioperiamo perché senza consenso è stupro
Scioperiamo perché senza dissenso è dittatura
Scioperiamo perché non vogliamo che le nostre vite siano regolate da un'economia di guerra che impone militarizzazione in ogni ambito delle nostre vite
Scioperiamo per lo smantellamento delle frontiere che generano morti continue e contro il razzismo di stato
Scioperiamo perché nelle scuole non vogliamo le forze dell'ordine ma un'educazione sessuo-affettiva al consenso e al desiderio
Scioperiamo perché siamo stanchə di vivere di contratti di lavoro poveri, di lottare contro la disoccupazione, contro la violenza economica, razzista e maschilista dentro e fuori ai luoghi del lavoro
Scioperiamo per una salute transfemminista per spazi e reti di cura - siano essi autogestiti o all'interno dei servizi di sanità pubblica - che sappiano farsi carico della nostra salute a 360°: dalla salute sessuale e riproduttiva alla salute mentale
Scioperiamo perché vogliamo una casa per tuttə
Scioperiamo perché ancora oggi il sud Italia è ai margini delle politiche istituzionali, in cui il progetto surreale del ponte sullo stretto è al centro
Scioperiamo per il reddito di autodeterminazione
Scioperiamo per l'autodeterminazione dei popoli oppressi, per la fine del colonialismo in tutte le sue forme e delle guerre
Scioperiamo per immaginare una società che metta al centro la cura e la vita, non il profitto e la guerra

Le nostre vite valgono. Noi scioperiamo!".

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