Crisi moda: approvata all'unanimità la risoluzione per sostegno a imprese, distretti e occupazione

La Commissione sviluppo economico guidata da Brenda Barnini punta su formazione, innovazione e coordinamento dei distretti per affrontare le difficoltà strutturali del comparto toscano


Dare una visione completa ed articolata del comparto moda che metta insieme i diversi punti di vista, la complessità di un settore difficile da definire in un solo spicchio e portante nel sistema economico regionale e una crisi ormai diventata strutturale e in larga misura, dipendente da fattori geopolitici di instabilità internazionale.” Questa la filosofia alla base della proposta di risoluzione licenziata all’unanimità, questa mattina, in commissione Sviluppo economico, presieduta da Brenda Branini (Pd), in merito alla crisi del settore della moda e alla necessità di interventi strutturali per la salvaguardia del sistema produttivo e occupazionale.

Il ruolo come Regione – ribadisce la presidente - deve diventare sempre più sistemico nella visione degli interventi che mettiamo in campo, questo vuol dire che i 102milioni destinati ai bandi e quello che residuerà, le risorse destinate alla formazione, le politiche per far crescere la produzione di energia da fonte rinnovabile, le scelte da fare sulle politiche industriali, tutto ciò deve far riferimento ad una strategia complessiva – prosegue Barnini- non che non ci sia già stata ma credo che il perdurare della crisi e la sua complessità debbano spingere, e questo è il ruolo della commissione, a rafforzare questo approccio a fronte di una visione a compartimenti stagno”.

Uno degli elementi di arricchimento del dibattito, secondo Barnini, “è la necessità di rimettere al centro la lettura dei distretti e non solo delle filiere” e ancora, “abbiamo bisogno che i distretti produttivi possano indirizzare una parte delle scelte che facciamo sui fondi per la spesa destinata alla formazione”.

Tra gli impegni richiesti alla Giunta, nell’atto di iniziativa della commissione, quello di attivarsi nei confronti del Governo affinché siano rifinanziati gli ammortizzatori sociali per il comparto moda; assicurati interventi sistemici e stabili per garantire continuità e copertura agli strumenti di tutela dell’occupazione, superando logiche emergenziali e frammentarie; siano adottate misure a sostegno della liquidità e della tenuta delle imprese della filiera, in particolare delle micro e piccole imprese, definito un quadro di politiche industriali di medio-lungo periodo per il settore, coerente con le specificità delle filiere e dei distretti produttivi.

Nell’atto, come ha spiegato la presidente Barnini, si invita a rafforzare le azioni già messe in campo a sostegno del comparto. “Occorre proseguire il monitoraggio sulla crisi del settore – ha detto - convocando urgentemente il ‘tavolo regionale sulla moda come sede strutturata di confronto e coordinamento, con il coinvolgimento delle parti sociali, delle rappresentanze economiche e dei grandi committenti, dei vertici di Arti, Sviluppo Toscana e Fidi Toscana, per costruire una governance di filiera capace di accompagnare il sistema produttivo nella fase di difficoltà e di prevenire ulteriori processi di indebolimento occupazionale e produttivo”.

Nell’atto si chiede, inoltre, di rafforzare la capacità di intervento dei distretti e dei relativi tavoli per rispondere con tempistiche più adeguate alle crisi e alle dinamiche di mercato. Tra gli elementi sottolineati dalla presidente la necessità di “perseguire con sempre maggiore efficacia, per quanto di competenza regionale e nel quadro di un necessario coordinamento con le politiche di livello nazionale, un approccio di natura integrata alle criticità del settore della moda, favorendo il coordinamento tra politiche industriali, formazione, innovazione, digitalizzazione e organizzazione del lavoro”. E ancora, a sostenere forme di collaborazione per rafforzare il potere contrattuale e la capacità innovativa delle piccole imprese fornitrici, supportando queste scelte con specifiche azioni di formazione e informazione preventiva e rafforzare il dialogo tra istituzioni e sistema produttivo e promuovere misure specifiche per garantire la legalità, la trasparenza e l’etica lungo tutta la filiera della moda. Importante anche “mettere a sistema i diversi percorsi formativi esistenti che possono supportare il comparto moda; sottoscrivere un patto per lo sviluppo e la coesione sociale con tutte le parti sociali coinvolte e semplificare i percorsi di accesso ai bandi per l’innovazione per le imprese”.

Barnini ribadisce la necessità di “elaborare un documento, da condividere con le parti sociali, che illustri la strategia specifica individuata per il rilancio del settore della moda e ad informare periodicamente il Consiglio regionale, tramite la Commissione consiliare competente, in merito alle misure che verranno ulteriormente implementate, anche in attuazione della presente risoluzione, per fronteggiare la crisi del settore della moda toscano”.

La risoluzione è stata licenziata all’unanimità dopo l’accoglimento di alcuni emendamenti presentati dalla vicepresidente Marcella Amadio (FdI), tra i quali la richiesta di aggiungere nella premessa, tra le filiere che comprendono il tessile, l’abbigliamento, il calzaturiero, la pelletteria, il conciario e la produzione di accessori, “anche quelli di natura metalmeccanica destinati agli ambiti dell’oreficeria e bigiotteria”.

Riguardo all’impegnativa, sono state accolti gli emendamenti di FdI che impegnano la Giunta a “semplificare i percorsi di accesso ai bandi per l’innovazione per le imprese, privilegiando il sostegno alle fasi di ricerca e sviluppo, progettazione, distribuzione, marketing e servizi post vendita, modulando altresì i requisiti previsti dai bandi alle caratteristiche delle piccole imprese, affinché risultino accessibili anche a queste ultime, pur privilegiando percorsi di aggregazione dal basso che consentano di cogliere le economie di scala delle innovazioni”. “L’impegno ad operare per la piena valorizzazione del marchio Made in Tuscany, favorendone il riconoscimento valoriale anche in termini di sostenibilità sociale ed ambientale” e “a predisporre un monitoraggio costante della situazione del settore con analisi e dati che permettano una pronta osservazione e analisi dei principali indicatori”.

L’atto sarò all’ordine del giorno della prossima seduta consiliare.

Le dichiarazioni

Brenda Barnini (PD): "Sostegno a imprese e filiere, il Governo rifinanzi subito gli ammortizzatori sociali"

Sostegno alle imprese, accesso al credito, formazione, innovazione e interventi mirati alle filiere produttive. Accanto a questo chiediamo al Governo di rifinanziare gli ammortizzatori sociali per contenere l’emorragia occupazionale, di attivare strumenti capaci di sostenere la liquidità delle imprese della filiera, soprattutto delle realtà più piccole e fragili nei rapporti di committenza, e di definire una politica industriale nazionale di medio e lungo periodo per il sistema moda, coerente con le specificità delle filiere e dei distretti produttivi”. È quanto dichiara Brenda Barnini, consigliera regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione sviluppo economico, a margine dell’approvazione del documento, elaborato anche sulla base delle audizioni svolte in Commissione con le rappresentanze sindacali e con il direttore di Irpet Nicola Sciclone.

L’approvazione unanime della risoluzione dimostra quanto il tema sia strategico per la nostra regione e quanto sia necessario affrontarlo con un approccio di sistema – continua Barnini - La Toscana è l’unica regione che ha già destinato oltre 100 milioni di euro a sostegno del comparto moda. Oggi è fondamentale rafforzare una strategia integrata per accompagnare il settore in una fase particolarmente complessa, segnata anche da forti incertezze sul piano internazionale. In questo quadro diventa decisiva una strategia coordinata degli interventi sul sostegno alle imprese, sull’accesso al credito, sulla formazione e sull’innovazione. A questo si aggiunge la necessità di tenere insieme una lettura per filiera con quella dei distretti produttivi, perché la vera specificità del sistema moda toscano sta proprio nella forte caratterizzazione territoriale dei suoi distretti: dal tessile di Prato al sistema della pelletteria e dell’area empolese, fino al distretto della concia”.

La risoluzione – sottolinea Barninichiede, tra le altre cose, alla Giunta regionale di proseguire e rafforzare l’azione di monitoraggio sulla crisi del comparto, riattivando il tavolo regionale della moda come sede stabile di confronto tra istituzioni, parti sociali, rappresentanze economiche e grandi committenti. Tra le principali indicazioni vi è anche la necessità di rafforzare un approccio integrato alle politiche industriali per il settore, coordinando interventi su formazione, innovazione, digitalizzazione e organizzazione del lavoro. La risoluzione richiama inoltre il coinvolgimento degli strumenti regionali già attivi, come Arti per l’analisi dei fabbisogni formativi e dei percorsi di qualificazione del lavoro, Sviluppo Toscana per sostenere l’innovazione tecnologica e la competitività delle imprese e Fidi Toscana per facilitare l’accesso al credito”.

In commissione proseguiremo con un impegno preciso a sostegno di questo percorso, con l’obiettivo di contribuire a individuare soluzioni concrete per la tenuta del sistema produttivo e dell’occupazione", conclude Barnini.

Roberta Casini (PD): "Sostegno a imprese e distretti strategico per territorio aretino"

La moda è un settore strategico anche per il territorio aretino – dichiara la consigliera regionale PD Roberta Casinidove accanto al consolidato comparto orafo sono presenti oltre 850 realtà produttive di pelletteria, calzature e accessori che contribuiscono in modo significativo all’economia locale. È fondamentale rafforzare gli strumenti di sostegno alle imprese, accompagnarle nelle transizioni tecnologiche e valorizzare la qualità delle produzioni”.

La risoluzione approvata in Commissione indica l’importanza di politiche integrate per il settore moda, con interventi volti a sostenere le imprese, promuovere formazione e innovazione e garantire strumenti di tutela dell’occupazione.

Per il territorio aretino – prosegue Casiniè essenziale che le politiche regionali riconoscano la specificità dei nostri distretti produttivi, favorendo percorsi di aggregazione e collaborazione tra le imprese e promuovendo la qualità, la sostenibilità e la competitività sui mercati internazionali. La filiera della moda coinvolge oltre 110mila lavoratori in Toscana e la nostra provincia è una parte importante di questo sistema”.

La risoluzione sarà all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio regionale e poi ne seguiremo da vicino l’attuazione – conclude la consigliera Casiniaffinché le iniziative della Regione siano il più possibile concrete e vicine alle esigenze delle imprese e dei lavoratori del comparto.”

Antonio Mazzeo(PD): "È urgente convocare il tavolo regionale di crisi sulla moda"

Bene la risoluzione approvata all'unanimità dalla seconda commissione guidata da Brenda Barnini, un lavoro di ascolto e confronto importante, una base per la ripartenza del settore. Ora però diventa necessario convocare al più presto il tavolo regionale di crisi sulla moda. Da tempo molte forze sociali , rappresentanze del settore e i sindaci del territorio del distretto del cuoio chiedono un momento di confronto e coordinamento”.

Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, intervenendo sulla situazione del comparto moda.

Parliamo di uno dei settori più importanti per l’economia toscana, che sta attraversando una fase complessa. I dati sulla cassa integrazione nel 2025 sono purtroppo peggiori rispetto all’anno precedente e questo è un segnale che non possiamo sottovalutare”.

Per questo – conclude Mazzeo – è fondamentale riunire quanto prima il tavolo regionale con istituzioni, parti sociali e rappresentanti delle imprese, per analizzare insieme la situazione e individuare strumenti e strategie utili a sostenere lavoratori e aziende del comparto”.

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