Arresti nel Fiorentino per incendio e tentata estorsione da 2,8 milioni con metodo mafioso

In carcere tre imprenditori cinesi, domiciliari per un quarto. Nel mirino azienda di Sesto Fiorentino: minacce, danneggiamenti e un incendio doloso


Quattro arresti a Firenze nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) su una vicenda che, dal 2024 a oggi, avrebbe visto una sequenza di minacce, danneggiamenti, incendio doloso e una tentata estorsione da 2,8 milioni di euro, aggravata dal metodo mafioso.

Il gip, su richiesta della Dda fiorentina, ha disposto la custodia cautelare in carcere per tre cittadini cinesi di 39, 30 e 26 anni, mentre un 40enne è finito agli arresti domiciliari. Le misure sono state eseguite la sera del 3 marzo.

La vicenda

Vittima dell’azione intimidatoria sarebbe un’imprenditrice cinese, titolare della Alex Group srl, società che gestisce un centro commerciale a Sesto Fiorentino.

Le indagini, condotte dalla squadra mobile della questura di Firenze e dal Ros dei carabinieri, sono partite da un’irruzione avvenuta l’1 agosto 2024, quando quattro uomini armati di machete e picconi fecero ingresso in un negozio riconducibile alla società. Secondo gli inquirenti, il 39enne arrestato avrebbe preteso l’utilizzo di un capannone a Sesto Fiorentino che la Alex Group stava per acquistare.

Al rifiuto della titolare, sarebbero seguiti ulteriori episodi:

il 23 maggio 2025 l’incendio doloso di un autocarro della società, con danni anche ad altri due veicoli parcheggiati davanti alla sede;

il 17 giugno 2025 l’imbrattamento con vernice rossa e il danneggiamento con pietre di un’auto aziendale parcheggiata davanti all’abitazione dell’imprenditrice.

Per questi fatti sarebbero stati individuati come presunti responsabili il 30enne e il 26enne arrestati.

Il 23 gennaio 2026 sarebbe poi arrivata la richiesta estorsiva di 2,8 milioni di euro, formulata dal 39enne tramite un complice – il 40enne ora ai domiciliari – con la minaccia di incendiare l’esercizio commerciale.

Le parole della Procura: "Pressione intimidatoria sistematica"

In una nota, la procuratrice di Firenze Rosa Volpe ha sottolineato che le “reiterate minacce e gli atti di violenza e devastazione, presentano un livello di pressione intimidatoria che trascende la minaccia ordinaria, assumendo una connotazione sistematica, organizzata e idonea a generare un clima di perdurante soggezione”.

La procuratrice ha inoltre evidenziato come gli investigatori abbiano riscontrato “un contesto di soggezione ed omertà provocato dagli indagati che ha impedito di assumere testimonianze da parte di varie persone”.

L’inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e sviluppi investigativi.

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