Guerra in Iran, Coldiretti: "Rischio shock per made in Tuscany"

Allarme lanciato dalla Coldiretti preoccupata per i riflessi sul settore primario e sui livelli dell’inflazione


La guerra in Iran e le tensioni geopolitiche nell’area dello stretto di Hormuz rischiano di replicare gli effetti sull’economia reale del conflitto in Ucraina causando un nuovo shock energetico per l’agroalimentare e per le famiglie toscane con un impatto pesante sui costi di produzione e sui consumi. E' l’allarme lanciato dalla Coldiretti Toscana preoccupata per i riflessi sul settore primario - che sta ancora pagando l’aumento dei costi scatenati dalla guerra in Ucraina - e sui livelli dell’inflazione che rischiano di tornare a salire come nel 2022.   

“Il rischio di un nuovo shock energetico è concreto. Dalla guerra tra Russia e Ucraina ci portiamo ancora dietro aumenti che non sono mai rientrati e che le imprese non sono ancora riuscite a smaltire. – spiega Letizia Cesani, Presidente Coldiretti Toscana - Questo nuovo scontro bellico, oltre a rappresentare un dramma umano, rischia di compromettere nuovamente equilibri fondamentali per garantire continuità al lavoro delle nostre imprese agricole”.

Dai costi energetici a quelli per i fertilizzanti, il conflitto tra Usa, Israele e Iran potrebbe rimettere in moto la risalita dei prezzi dei principali fattori di produzione, che dopo quattro anni restano sensibilmente più alti: dal +49% dei fertilizzanti al +66% per l’energia. “Prevediamo ulteriori rincari sia sul fronte energetico sia su quello dei fertilizzanti e dei concimi chimici. Non va dimenticato che da queste aree proviene oltre il 25% della disponibilità globale e più del 33% dei fertilizzanti utilizzati nel mondo. – prosegue la presidente Cesani  Eventuali interruzioni avrebbero un impatto diretto con conseguenze inevitabili: aumento dei costi di gestione lungo tutta la filiera agroalimentare e, a cascata, crescita dei prezzi per cittadini e consumatori”.

Lo scoppio della guerra in Ucraina, con l’aumento dei costi di tutti i principali fattori energetici, aveva impattato duramente sui prezzi nel carrello con l’inflazione media annua per i prodotti alimentari che aveva raggiunto livelli record: l’88% nel 2022 ed il 9,6% nel 2023 con un aumento diretto dei costi per ogni famiglia di oltre mille euro in due anni. Memore di questo scenario Coldiretti Toscana invita all’azione le istituzioni nazionali ed Europee. “Quando crescono i costi di produzione, l’effetto si riflette sul costo della vita. Per questo è fondamentale intervenire con tempestività, anche a livello europeo, con misure di sostegno concrete per non compromettere la competitività delle nostre imprese sui mercati, compresi quelli internazionali, e per garantire l’approvvigionamento alimentare. L’Europa deve agire rapidamente per tutelare il settore agricolo e assicurare stabilità e sicurezza alimentare”.

Fonte: Ufficio Stampa

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