Iran, protesta a Camp Darby: presidio di Diritti in Comune contro l'uso militare della base

Manifestazione questa mattina davanti alla base militare statunitense di Camp Darby, in provincia di Pisa, contro la partecipazione dell'Italia alle operazioni militari internazionali in Medio Oriente. La mobilitazione è stata promossa dalla coalizione di sinistra radicale pisana Diritti in Comune, formata da Una città in comune e Prc.

Secondo i manifestanti, la recente risoluzione approvata dalla Camera rappresenterebbe "una scelta bellicista e pericolosa", rafforzando il ruolo dell'Italia al fianco degli Stati Uniti e Israele nel conflitto contro l'Iran. "Si continua a morire in tutto il Medio Oriente mentre il genocidio del popolo palestinese non si arresta", affermano.

Secondo Diritti in Comune, il sostegno italiano al dispositivo militare della Nato e dei suoi alleati viola il diritto internazionale e contribuisce a "vero e proprio pericolo per l'umanità". La coalizione afferma che il Governo Meloni "è complice della guerra imperialista" e che l'Italia dovrebbe "applicare pienamente l'articolo 11 della Costituzione, ripudiando la guerra e
lavorando per la de-escalation e la soluzione diplomatica dei conflitti".

Anche i sindacati di base Cobas e Cub hanno preso parte al presidio, denunciando la "subalternità politica dell'Italia agli Stati Uniti" e sottolineando il ruolo strategico della base di Camp Darby, collegata a porti, aeroporti e centri di ricerca, oltre a progetti finanziati dal Pnrr.

Secondo i manifestanti, Pisa dovrebbe essere "una città di pace, non un ingranaggio della macchina bellica globale".

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