Fondo per disabilità in ritardo, una mamma al ministro Locatelli: "Tante famiglie aspettano risposta"

L'appello sul contributo per la non autosufficienza da Montelupo Fiorentino: "Il governo non l'ha ancora rifinanziato. È fondamentale per attività e terapie". La Rete Inclusione invia una lettera a consiglieri, deputati e senatori mentre alcuni Comuni si mobilitano: "C'è preoccupazione"


"Questa lettera è per me l'ultima spiaggia. La scrivo con dignità ma anche con disperazione. Perché se ci verrà sospeso il contributo, saremo costretti a privare nostro figlio di attività e terapie fondamentali per lui, così come dovranno fare migliaia di famiglie in tutta Italia". A scrivere è una donna di Montelupo Fiorentino, (per la quale manteniamo l'anonimato a tutela del figlio minorenne) mamma di un ragazzo di 15 anni nello spettro autistico, che indirizza le parole come riferito nella sua lettera aperta, al ministro per le disabilità Alessandra Locatelli. "Tantissime famiglie aspettano con ansia una risposta".

La risposta attesa è riferita al Fondo nazionale per le Non Autosufficienze. "Dal 2021 percepiamo un contributo regionale per le disabilità gravissime, che attinge le proprie risorse dal FNA, rifinanziato dal governo con cadenza triennale". "L'ultimo triennio "per cui è stato rifinanziato il FNA è stato quello 2022/2024. Nel 2025 il governo avrebbe dovuto rifinanziarlo per il triennio 2025/2027, ma ancora non l'ha fatto. Le regioni hanno continuato a pagare i contributi alle famiglie utilizzando i fondi residui, ma adesso - aggiunge - anche quelli si stanno esaurendo". Per la mittente dell'appello dalla provincia di Firenze, mamma di due ragazzi e lavoratrice libera professionista mentre il marito è operaio, il contributo è ritenuto "fondamentale": "Con l'avvento dell'Intelligenza artificiale io, traduttrice con partita Iva da quasi 30 anni, sono quasi rimasta senza lavoro. L'impegnativa cura quotidiana di mio figlio non mi consente di cercare un impiego da dipendente, perciò le nostre maggiori risorse sono lo stipendio da operaio di mio marito e il contributo per le disabilità gravissime".

L'appello della mamma: "Non resti inascoltato"

Sul tema, dalle associazioni "sono state inviate numerose lettere al governo, ma tutte sono cadute nel silenzio". E nei giorni dell'inaugurazione "con grande clamore mediatico delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, migliaia di famiglie italiane sono costrette ad affrontare l'angoscia di vedersi tagliata una delle loro maggiori risorse per la cura dei loro cari. Mi rivolgo a Lei in quanto membro di un partito della maggioranza, Ministro e soprattutto educatrice, con la supplica di farci avere notizie riguardo al rifinanziamento del FNA, da cui dipendono la vita e il benessere di migliaia di bambini, ragazzi e persone con disabilità in tutta Italia. Francamente ci sembra un controsenso che un governo di cui fa parte il partito che ha voluto l'istituzione del Ministero per le Disabilità passi sotto silenzio una questione di così vitale importanza per le famiglie che devono prendersi cura di un loro membro con disabilità".

Poi conclude parlando a titolo personale, "come lavoratrice e madre caregiver", parlando ancora al ministro "la prego di non lasciare questo mio appello inascoltato".

La Rete Inclusione scrive a consiglieri regionali, deputati e senatori: "Famiglie preoccupate"

Mentre la mamma di Montelupo Fiorentino che ha scritto a gonews.it riferisce di aver inviato la lettera anche ad un deputato, la Rete Inclusione Empoli Valdarno Valdelsa nei primi giorni di febbraio scorso ha inviato una propria lettera a consiglieri regionali e a deputati e senatori toscani, eletti nel territorio e di diversa appartenenza politica, portando all'attenzione la questione del Fondo per la Non Autosufficienza 2026 - Disabilità gravissime.

La rete ha inoltrato la "richiesta di chiarimenti" in merito al "ritardo nell'emanazione del Dpcm di assegnazione delle risorse relative al FNA per il 2026 e del relativo Piano nazionale per le non autosufficienze". Come spiegato "numerose famiglie con figli e figlie disabili" appartenenti alle 54 organizzazioni del territorio che costituiscono la rete e "fruitrici del contributo sulle disabilità gravissime, che dirama dal FNA, in data 22 dicembre 2026 hanno ricevuto una notifica dall'SdS Empolese Valdarno Valdelsa, nella quale si comunicava l'attesa del Dpcm di assegnazione" per le risorse del 2026, "e che il contributo erogato per le disabilità gravissime era garantito, sulla base delle risorse al momento disponibili, fino al 31 maggio 2026".

Sottolineata l'importanza del supporto economico per permettere "di ampliare il numero e la qualità delle attività e delle terapie da offrire ai propri figli e alle proprie figlie" la rete, riferendosi ancora a nuclei familiari che convivono con disabilità di un proprio caro, afferma "le statistiche confermano che sono famiglie che si impoveriscono e si ammalano più frequentemente, e lo fanno svolgendo un ruolo sociale attivo, a volte totalizzante. Fungono da effettivi ammortizzatori sociali poco o per niente riconosciuti. Un esempio per tutti il Ddl Caregiver, aspettato e sollecitato per anni e giunto con stanziamento e condizioni del tutto insufficienti".

Ai consiglieri è stato chiesto di interfacciarsi agli onorevoli, a cui è stata inviata la missiva, "per farvi portavoce dell'incertezza" con l'obiettivo di sollecitare "affinché il Dpcm sia finalmente emanato. Le famiglie sono preoccupate e ci chiedono di aiutarle a capire se il contributo rischia di essere ridotto o addirittura cancellato".

"Inaccettabile non aver ricevuto risposta"

Sulla lettera inviata un mese fa, la Rete Inclusione EVV tramite le portavoce Anna Maria Leoncini e Sabina Marmeggi ringrazia "i rappresentanti regionali per l'interrogazione" presentata e "i comuni del territorio che ci hanno sostenuto". Poi viene aggiunto: "È inaccettabile non aver ricevuto risposta. È inaccettabile essere indotti a pensare che non ci siano risorse per la disabilità. È inaccettabile lasciare intere famiglie in un'incertezza che logora".

L'interrogazione in Consiglio regionale e gli appelli dai Comuni

A meno di due settimane dall'invio della lettera, un post dei Consiglieri regionali Pd Toscana annunciava la presentazione di un'interrogazione. "Il mancato varo del Piano nazionale per la non autosufficienza 2025 - 2027 rischia di bloccare risorse fondamentali e di mettere in difficoltà servizi essenziali per anziani, persone con disabilità e famiglie. Per questo - si legge nel post in cui sono menzionati i consiglieri Simone Bezzini, Serena Spinelli e Brenda Barnini - abbiamo presentato una mozione in Consiglio regionale per chiedere al Governo di approvare subito il Piano e garantire continuità agli interventi assistenziali in tutta Italia. In questi anni la Regione Toscana per garantire la continuità degli interventi assistenziali ha già anticipato oltre 50 milioni per non lasciare sole le persone più fragili e le reti di affetto e di cura che le accompagnano ogni giorno. Adesso chiediamo al Governo un’assunzione di responsabilità per garantire certezze alle Regioni e, soprattutto, alle persone e alle famiglie che dipendono da questi servizi essenziali".

Intanto, anche alcuni comuni del territorio si sono mobilitati. A partire da Montopoli in Val d'Arno dove, proprio aderendo all'appello della Rete Inclusione, è stata approvata una mozione all'unanimità per sollecitare governo e ministero, invitando gli altri comuni dell'Empolese Valdelsa ad unirsi allo scopo: "Il ritardo nell'adozione del Piano triennale per la non autosufficienza e del conseguente riparto delle risorse sta generando una situazione di incertezza che preoccupa fortemente le famiglie". Presa di posizione sul tema anche dalla sindaca di Fucecchio Emma Donnini: "La dignità delle persone non autosufficienti e la serenità delle loro famiglie non possono dipendere da ritardi amministrativi" ribadendo l’impegno degli enti locali, "i comuni continueranno a fare la loro parte, come sempre. Ma è necessario che anche lo Stato faccia la propria".

Margherita Cecchin

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