
L’iniziativa prevista per oggi pomeriggio cambia sede a causa dell’occupazione da parte di manifestanti Sudd Cobas e lavoratori. Le critiche dal Cdx
L’iniziativa “Remigrazione e Riconquista”, prevista per oggi alle 15 in piazza Europa, si svolgerà in piazza Ciardi a causa dell’occupazione della piazza da parte di oltre 100 manifestanti, tra cui esponenti del sindacato Sudd Cobas e lavoratori. L’occupazione, iniziata ieri pomeriggio e proseguita durante la notte, ha reso necessario il cambio della sede dell’iniziativa autorizzata dalla questura.
Gli organizzatori del comitato Remigrazione e Riconquista hanno confermato lo spostamento in piazza Ciardi e hanno commentato sui social: "Contro di noi hanno scatenato tutti i poteri forti della Regione Toscana: dal presidente Eugenio Giani al vescovo di Prato, passando per Arci, Anpi, Cgil e un pittoresco gruppo di campeggiatori ‘Cobas’, che hanno reclutato qualche immigrato probabilmente del tutto inconsapevole delle ragioni della scampagnata. Lo ribadiamo con assoluta tranquillità e fermezza: noi oggi saremo in piazza a Prato per manifestare per la Remigrazione, sotto la bandiera del tricolore"
Critiche dal Cdx
Il consigliere comunale e candidato sindaco della Lega a Prato, Claudiu Stanasel, ha definito “grave e inaccettabile” l’occupazione della piazza: "Un gruppo organizzato sta occupando una piazza pubblica che era stata regolarmente assegnata, con il chiaro intento di impedire ad altri cittadini di esercitare un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione: quello di manifestare liberamente e pacificamente"
Stanasel, che ha recentemente aderito al comitato Remigrazione e Riconquista, ha aggiunto: "Chi oggi tenta di impedire ad altri di manifestare non sta difendendo la democrazia: la sta calpestando. Rivolgo un appello a tutti: che le manifestazioni di oggi si svolgano nel rispetto della città e dei pratesi, senza violenze e senza episodi di disordine pubblico"
La vicensindaca di Poggio a Caiano, Diletta Bresci (Lega) ha invece criticato l’intervento del vescovo pratese Giovanni Nerbini, che aveva definito alcuni termini dell’iniziativa come "sintomo di una mentalità non solo chiusa ma dichiaratamente xenofoba". "Che tristezza. Mi domando se un domani, con il ‘mondo in movimento’ e la mentalità aperta, per quante persone diranno messa e in quante case potranno entrare a benedire. Son proprio curiosa, sì", così sui social Bresci.
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